Scontri dopo Virtus-Maccabi a Bologna: petardi contro gli agenti, idranti sui manifestanti Pro Pal
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La protesta di questa sera a Bologna è degenerata in violenti scontri urbani mentre, al PalaDozza, si disputava la partita di Eurolega tra Virtus e Maccabi Tel Aviv. L’episodio conclude una settimana di tensioni tra il Comune, che aveva chiesto il rinvio o lo spostamento dell’incontro per motivi di ordine pubblico, e il Governo, che per voce del ministro Matteo Piantedosi aveva deciso di confermare lo svolgimento della gara.
Afflusso in città e obiettivo del corteo
Almeno cinquemila persone si sono radunate in Piazza Maggiore e hanno cercato di dirigersi verso il PalaDozza, distante poco più di un chilometro dal centro. L’intento iniziale dei manifestanti era raggiungere l’impianto per protestare contro la decisione di non differire la partita.
Le vie d’accesso al palazzetto erano presidiate da una vasta zona rossa che, a partire dalle ore 13, consentiva l’ingresso soltanto ai residenti e ai possessori di biglietto o abbonamento, in base alle misure di sicurezza disposte dalle autorità.
Contatto con le forze dell’ordine
Il corteo si è mosso compatto fino all’imbocco di via Lame, strada che conduce al palazzetto, dove era schierato un reparto di polizia. Verso le 20, poco prima dell’inizio della gara, alcuni partecipanti hanno iniziato a lanciare bombe carta; le forze dell’ordine hanno risposto con l’uso degli idranti per impedire l’avanzata.
Non si sono registrate cariche dirette in quella fase, ma la situazione è rapidamente degenerata in caos: il corteo si è frammentato in più spicchi, ognuno seguito dalle unità di ordine pubblico.
La guerriglia urbana
La protesta è sfociata in episodi di guerriglia in diversi punti della città. I manifestanti hanno appiccato fuochi ai cassonetti, creato barricate usando rifiuti e materiali di cantiere legati alla costruzione del tram e prelevato oggetti come pietre, bastoni e bagni chimici.
Alcuni cantieri nelle vicinanze del PalaDozza erano stati preventivamente sgomberati dal Comune, ma l’ampia presenza di lavori in corso in città ha fornito materiali che sono stati impiegati per ostacolare le vie. Numerose auto in sosta sono state danneggiate e molti esercizi commerciali hanno chiuso anticipatamente.
Per disperdere i gruppi più violenti le forze dell’ordine hanno impiegato ripetutamente idranti e, in alcuni casi, lacrimogeni, con l’obiettivo di impedire l’avvicinamento al palazzetto e ripristinare l’ordine pubblico.
Impatto sulla partita e sulla vita cittadina
All’interno del PalaDozza la partita si è svolta in un clima surreale, con numerosi posti vuoti anche a causa dei controlli stringenti all’ingresso: i tifosi dovevano presentarsi con largo anticipo e superare i filtraggi organizzati dalla Questura e dalla Prefettura.
La serata ha creato disagi significativi per i residenti e per chi si trovava in città temporaneamente, in particolare studenti e persone non residenti che hanno avuto difficoltà a rientrare alle proprie abitazioni a causa dei blocchi e delle limitazioni alla circolazione.
Questioni istituzionali e prospettive
L’episodio riapre il confronto tra il Comune e il Governo sulla gestione di eventi pubblici ad alto rischio di tensione. Le scelte operative di Questura e Prefettura in fase di pianificazione della sicurezza saranno oggetto di analisi e giustificazioni politiche, mentre la decisione del ministro Matteo Piantedosi di mantenere la partita è destinata a essere al centro delle polemiche.
Oltre alla conta dei danni materiali, sarà necessario valutare eventuali responsabilità e azioni giudiziarie nei confronti dei protagonisti della violenza, e avviare un confronto sulle misure di prevenzione per eventi futuri, tenendo conto anche degli effetti sulla vita quotidiana dei cittadini e sulle attività economiche locali.
La vicenda mette in evidenza l’interazione complessa tra gestione della sicurezza, libertà di manifestazione e programmazione di grandi eventi in contesti urbani con cantieri e opere infrastrutturali in corso, richiedendo riflessioni su coordinamento istituzionale e comunicazione tra enti.