Quanto ne sai di arte e storia? sfida te stesso con il test per guide turistiche in 30 domande
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
La pietra impiegata per la costruzione dell’Arco di Augusto di Rimini, i reperti rinvenuti sull’isola di Mozia in Sicilia, l’origine del celebre cavallino rampante della Ferrari. Chi era il personaggio trattenuto prigioniero a Campo Imperatore sul Gran Sasso? In quale secolo è stata realizzata la cascata delle Marmore? E quale figura promosse la creazione della Veneranda Fabbrica del Duomo? Sono alcuni degli argomenti comparsi nelle domande del primo concorso nazionale per l’abilitazione a guida turistica.
Le prove scritte si sono svolte martedì 18 novembre in otto sedi: Torino, Ferrara, Napoli, Roma, Chieti, Foggia, Catania e Cagliari. Il bando aveva raccolto quasi 30.000 candidature, con le regioni Lazio, Campania e Sicilia in cima per numero di iscrizioni; ai test si sono presentati circa 12.000 candidati. Nella progettazione del concorso si stimava una partecipazione intorno alle 10.000 persone, con l’ipotesi di ulteriori candidature per le sessioni future: d’ora in avanti le selezioni sono destinate a svolgersi con cadenza almeno annuale.
La selezione
La prova scritta consisteva in un test composto da 92 quesiti a risposta multipla da risolvere in novanta minuti. Le domande hanno toccato discipline tradizionali come storia dell’arte, geografia, storia e archeologia, ma anche ambiti professionali e normativi: diritto del turismo, accessibilità e inclusività dell’offerta turistica, disciplina dei beni culturali e del paesaggio.
Alcuni partecipanti hanno commentato:
“Domande troppo specifiche e troppo complesse.”
Un candidato ha scritto:
“Devi avere molta fortuna.”
Un’altra aspirante guida ha replicato:
“Con una preparazione adeguata si supera.”
Accederanno alla prova orale i candidati che raggiungeranno il punteggio minimo di 25/40 alla prova scritta. L’esame orale prevede un colloquio volto a verificare la conoscenza delle materie oggetto della prova scritta e la padronanza di almeno una lingua straniera. L’ultimo passaggio per ottenere l’abilitazione è la prova tecnico-pratica, alla quale si accede superando la soglia di 25 punti nella fase orale.
I candidati che supereranno tutte e tre le prove saranno iscritti nell’Elenco nazionale delle guide turistiche (Engt), istituito presso il Ministero del Turismo. Alla piattaforma si sono già registrati i professionisti abilitati: al momento risultano iscritti circa 14.540 operatori.
Esame nazionale
L’esame di abilitazione nazionale è una novità introdotta dalla riforma del settore approvata alla fine di dicembre 2023 ed è parte degli interventi finanziati dal PNRR per il turismo. L’obiettivo dichiarato è quello di introdurre criteri omogenei su tutto il territorio nazionale, garantendo standard professionali uniformi e facilitando la mobilità dei professionisti tra regioni diverse.
La procedura centralizzata permette di adeguare il numero di guide turistiche alle esigenze del mercato in un Paese che ha registrato, nell’ultimo periodo considerato, un aumento significativo degli arrivi turistici internazionali rispetto al 2019, con riflessi sulla domanda di servizi qualificati e sulla necessità di competenze specifiche nel campo dell’accoglienza, dell’accessibilità e della tutela del patrimonio culturale.
Il test
Alcune delle buste contenenti le 92 domande sono state rese disponibili e utilizzate per proporre, a scopo didattico, un quiz con i primi trenta quesiti, cui seguiranno altri gruppi di domande in successive pubblicazioni. Questa iniziativa consente ai candidati e ai formatori di esercitarsi confrontandosi con domande rappresentative del panorama culturale e paesaggistico italiano.
Il percorso di selezione valorizza la conoscenza del patrimonio del Paese, che detiene il maggior numero di siti patrimonio UNESCO al mondo (circa 60), e mira a innalzare la qualità dell’offerta turistica attraverso figure professionali meglio preparate e riconosciute a livello nazionale.
Per gli enti di formazione, gli operatori del settore e le amministrazioni locali la novità normativa rappresenta un’occasione per pianificare percorsi formativi più aderenti ai bisogni del mercato e per indirizzare politiche attive che favoriscano l’inserimento lavorativo e la valorizzazione sostenibile dei territori.