Lobby delle criptovalute spingono Trump a ottenere risultati nell’incertezza del congresso
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Decine di gruppi del settore delle criptovalute hanno inviato una petizione al presidente Donald Trump chiedendo interventi esecutivi mirati che possano essere attuati mentre il Congresso continua a negoziare i dettagli della riforma della struttura del mercato, priorità politica per l’industria.
La lettera, promossa principalmente dal neo-costituito Solana Policy Institute e sottoscritta da numerose altre realtà tra cui la Blockchain Association, la Digital Chamber, il Crypto Council for Innovation e il DeFi Education Fund, chiede interventi considerati «vincite rapide» da affiancare agli sforzi legislativi in corso.
Richieste principali
I firmatari hanno sollecitato al presidente di garantire che gli sviluppatori di protocolli source-available e permissionless, nonché gli sviluppatori di front-end, non siano sottoposti ad azioni inibitorie da parte delle autorità mentre procedono le attività di definizione delle regole. Hanno inoltre chiesto che la SEC e la CFTC tutelino il diritto degli utenti alla self-custody degli asset digitali e prevedano protezioni specifiche per le innovazioni nel campo della DeFi.
La missiva, sostenuta anche da imprese, progetti e società d’investimento come Uniswap, Paradigm e FalconX, ha presentato una serie di richieste operative e regolatorie ritenute urgenti per ridurre l’incertezza normativa e favorire lo sviluppo tecnologico.
Il settore ha scritto a Donald Trump:
“Nei primi anni della sua amministrazione si sono aperte opportunità senza precedenti per investitori, utenti e sviluppatori di criptovalute; chiediamo un approccio coordinato a livello governativo per consolidare l’obiettivo di fare degli Stati Uniti il principale centro mondiale per le criptovalute.”
Questioni fiscali e richieste all’agenzia tributaria
Tra le istanze rivolte al presidente compaiono anche richieste di chiarimenti da parte del Internal Revenue Service su questioni fiscali fondamentali per il settore. In particolare, è stata sollecitata una guida che stabilisca che le ricompense derivate da mining e staking non siano considerate eventi imponibili fino al momento in cui gli asset vengono effettivamente venduti.
Inoltre, la lettera chiede che guadagni minori generati dall’acquisto di beni o servizi con criptovalute non siano trattati come operazioni tassabili, per evitare oneri sproporzionati nelle transazioni di uso quotidiano. Molte di queste richieste fiscale rispecchiano proposte già avanzate da membri del Congresso, tra cui la senatrice Cynthia Lummis, che guida la sottocommissione cripto del Senate Banking Committee.
Ruolo delle agenzie di regolamentazione
La lettera sottolinea il contrasto tra i tempi lunghi della legislazione e la rapidità con cui la SEC e la CFTC hanno intrapreso azioni regolatorie e procedurali. Per gli estensori della petizione, è necessario un coordinamento inter-agenzia che offra certezze su come verranno applicate le regole ai protocolli decentralizzati e alle piattaforme che li utilizzano.
Il tema della self-custody è stato posto al centro del dibattito: i firmatari chiedono che le norme preservino la possibilità per gli utenti di detenere direttamente le proprie chiavi private senza incorrere in sanzioni o vincoli che ne limitino l’accesso.
Procedimenti penali e impatto sugli sviluppatori
Un altro punto critico riguarda le azioni penali intraprese dalla Department of Justice contro sviluppatori di determinati strumenti crittografici. I firmatari chiedono la fine di eventuali procedimenti penali contro sviluppatori di tecnologie DeFi, in particolare quando si tratta di protocolli open source, decentralizzati e permissionless per questioni di responsabilità civile.
La Department of Justice ha precedentemente perseguito gli sviluppatori associati ai servizi di mixing Tornado Cash e al portafoglio Samourai Wallet; nel secondo caso gli sviluppatori sono stati condannati a pene detentive di almeno quattro anni ciascuno. Queste decisioni hanno alimentato timori diffusi nella comunità degli sviluppatori riguardo al rischio penale nell’implementazione di software open source.
Le richieste contenute nella petizione mirano quindi a ridurre l’incertezza regolatoria, a prevenire impatti repressivi che possano frenare l’innovazione e a promuovere un quadro normativo che bilanci tutela degli utenti, stabilità del mercato e progresso tecnologico.