Confindustria lancia l’allarme: pil fermo nonostante fiducia e investimenti in crescita
- 21 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia, Newsletter
Il prodotto interno lordo resta sostanzialmente immobile e l’inflazione complessiva è moderata, circa +1,2%. Pressioni esterne significative — in particolare i dazi imposti dagli Usa e il dollaro debole — frenano l’export italiano e, assieme all’incertezza economica, hanno arrestato la crescita del PIL nel terzo trimestre.
Fattori che influenzano il quarto trimestre
Per il quarto trimestre emergono comunque alcuni elementi positivi: la fiducia è in ripresa grazie a una minore percezione di incertezza, il prezzo del petrolio è in discesa e gli investimenti sono stimolati dalle risorse del Pnrr. Questi fattori potrebbero sostenere la domanda interna, anche se il recupero produttivo non è scontato.
Il divario tra le industrie europee
I dati contenuti nella nota di congiuntura diffusa dal Centro studi di Confindustria mettono in luce differenze marcate tra i sistemi industriali di Italia, Francia, Germania e Spagna. Le traiettorie sono eterogenee e le prospettive variano a seconda dei fattori strutturali e delle politiche pubbliche messe in campo.
Per la Italia lo studio indica una ripresa lenta dei consumi di beni e una persistenza della debolezza dell’export, con rischi di contrazione qualora restassero in vigore dazi esteri e una valuta sfavorevole. La dinamica degli investimenti sarà cruciale per determinare l’andamento della produzione, ma al momento non si prevedono accelerazioni significative.
In Germania la previsione è che le ingenti spese programmate in infrastrutture e difesa possano dare un contributo positivo a partire dal 2026, contribuendo a ridurre alcuni divari industriali. Per la Francia la sfida principale sarà gestire l’instabilità politica ed economica che potrebbe condizionare l’attività industriale. In Spagna, fattori di competitività come il costo dell’energia rimangono determinanti e sostengono prospettive industriali relativamente migliori nel breve periodo.
Situazione interna: consumi, investimenti e mercato del lavoro
Nel nostro Paese si stima una crescita degli investimenti nella seconda metà dell’anno: a ottobre è aumentata la fiducia delle imprese produttrici di beni strumentali e, dopo il calo estivo, è risalita anche quella delle imprese di costruzione. Anche la fiducia delle famiglie mostra segnali di miglioramento.
Tuttavia le vendite al dettaglio sono diminuite a settembre (-0,5%) e il terzo trimestre si è chiuso con una flessione del -0,4% della produzione complessiva. Un recupero della fiducia potrebbe ridurre la propensione al risparmio e sostenere i consumi, ma il quadro resta fragile e sensibile alle variabili esterne.
Sul fronte occupazionale il numero di occupati è tornato a crescere a settembre, con un contributo positivo nello scorso trimestre (+0,1%), indicazione che il mercato del lavoro mostra una certa resilienza nonostante la debolezza produttiva.
Politica monetaria e tassi d’interesse
Per quanto riguarda i tassi, si osserva un percorso differenziato: negli Usa è previsto un inizio di discesa dei tassi tra dicembre e gennaio, mentre i tassi fissati dalla Bce per l’UE sono rimasti stabili dal mese di giugno al 2% e al momento non si attendono riduzioni immediate.
Le divergenze nelle politiche monetarie influenzano i flussi finanziari e i tassi di cambio, con ripercussioni sulle esportazioni e sui prezzi delle materie prime: un differenziale di tassi elevato può indebolire la competitività sulle piazze estere.
Servizi e industria: indicatori recenti
Gli indicatori del settore dei servizi appaiono in prevalenza favorevoli: il turismo continua a espandersi a ritmi moderati (+3,9% su base annua in agosto) e l’indicatore HCOB-PMI di ottobre segnala una maggiore espansione delle attività di servizio, pur con oscillazioni nella fiducia delle imprese.
L’industria, invece, rimane in affanno: la produzione industriale ha registrato un recupero a settembre (+2,8%), ma la variazione complessiva nel terzo trimestre è negativa (-0,5%). Questo indica una ripresa parziale e non ancora diffusa su tutti i comparti produttivi.
Prospettive e implicazioni di politica economica
Lo scenario per il quarto trimestre combina elementi favorevoli (fiducia in risalita, prezzi energetici in calo, impulso agli investimenti dal Pnrr) con fattori restrittivi legati alla politica commerciale estera e all’andamento del cambio. L’equilibrio tra queste forze determinerà l’entità della ripresa.
Dal punto di vista delle politiche pubbliche, il rafforzamento degli investimenti in infrastrutture, misure mirate a ridurre i costi energetici e interventi per aumentare la competitività delle imprese possono accelerare la ripresa. Inoltre, un dialogo coordinato tra politiche fiscali e monetarie all’interno dell’UE sarebbe utile per attenuare gli effetti di shock esterni e sostenere l’occupazione.
In sintesi, il percorso di recupero rimane moderato e condizionato da variabili internazionali; la tenuta dei consumi, la capacità di attrarre investimenti e la gestione delle politiche pubbliche saranno determinanti per i prossimi trimestri.