Ripio svela una tesoreria cripto da 100 milioni di dollari con btc ed eth

Ripio, piattaforma di scambio di criptovalute attiva in America Latina, ha rivelato di detenere una tesoreria in asset digitali valutata oltre i 100 milioni di dollari, risultando la seconda più grande tra le realtà pubblicamente conosciute nella regione, dopo OranjeBTC.

Sebastian Serrano ha confermato l’entità della tesoreria in un’intervista durante DevConnect 2025 a Buenos Aires, spiegando che l’accumulazione di riserve in bitcoin e ether è iniziata nel 2017.

L’azienda ha dichiarato di gestire questi asset impiegando strategie di trading e copertura (hedging), pur non avendo reso noto il dettaglio della composizione né le performance storiche dei singoli componenti della tesoreria.

Oltre al ruolo di detentore di asset digitali, Ripio ha agito come investitore seed in altre società focalizzate sulle tecnologie cripto, tra cui Polygon e ZKSync, contribuendo allo sviluppo dell’ecosistema nella regione.

Confronto con altri portafogli aziendali in criptovalute

Al vertice della classifica regionale si trova OranjeBTC, che all’inizio dell’anno è diventata la principale società pubblica con una tesoreria in criptovalute in Brasile, detenendo circa 3.713 BTC, pari a oltre 335 milioni di dollari secondo le stime di mercato.

Seguono, in termini di esposizione dichiarata, aziende come Méliuz, con una posizione in bitcoin stimata intorno ai 54 milioni di dollari, e il colosso dell’e‑commerce Mercado Libre, che detiene circa 51 milioni di dollari in BTC.

Implicazioni finanziarie e regolamentari

L’accumulazione di riserve in criptovalute da parte di imprese quotate o di grandi operatori ha impatti multipli: influenza la volatilità patrimoniale, richiede adeguati meccanismi di governance e determina esigenze specifiche di rendicontazione e compliance fiscale nei diversi ordinamenti.

Nel contesto latinoamericano, dove la regolamentazione sulle criptovalute è ancora in evoluzione, decisioni aziendali di questo tipo possono incidere sui rapporti con gli investitori, sull’accesso al credito e sulle strategie di tesoreria delle società fintech e dei grandi operatori digitali.

Strategie di gestione del rischio

Le società che mantengono consistenti riserve in asset digitali adottano generalmente combinazioni di strategie: diversificazione degli asset, utilizzo di strumenti di hedging per ridurre l’esposizione alla volatilità, impiego di custodi professionali per la sicurezza dei fondi e policy interne per la liquidità e il reporting.

La trasparenza sulle metodologie di valutazione e sulle pratiche di custodia è cruciale per gli stakeholder: investitori istituzionali, autorità di vigilanza e clienti richiedono informazioni chiare per valutare il rischio operativo e di mercato associato a tali detenzioni.

Ruolo nel mercato e prospettive

L’esistenza di grandi tesorerie in criptovalute in America Latina riflette l’espansione degli strumenti digitali nel bilancio aziendale e la crescente integrazione tra fintech, e‑commerce e asset digitali. Questa dinamica può favorire innovazione finanziaria, ma richiede anche approcci di regolamentazione coordinati a livello nazionale e regionale.

Nei prossimi anni sarà importante osservare come le aziende regioni gestiranno la relazione tra esposizione a criptovalute, obblighi di trasparenza e necessità di tutela degli investitori, oltre a eventuali sviluppi normativi che possano influenzare il valore e la funzione di tali riserve.