Centri dati sotto pressione: potrebbero non tenere il passo con i requisiti di capacità dell’intelligenza artificiale

La crescente richiesta di capacità nei data centre potrebbe superare la disponibilità disponibile a causa delle immense esigenze compute introdotte dall’intelligenza artificiale (AI), secondo un recente rapporto.

Il rapporto sui Data Centers a cura di GlobalData evidenzia che il mercato dei data centre sta diventando più complesso, in gran parte per l’ondata di sviluppi legati all’AI e per la crescente domanda di potenza di calcolo che comporta un aumento dei requisiti elettrici.

GlobalData afferma:

“Dalla diffusione di ChatGPT l’industria tecnologica ha riconosciuto che l’attuale infrastruttura dei data centre sta avvicinandosi ai suoi limiti. I rack di server nei data centre presto non saranno in grado di fornire l’energia elettrica necessaria per addestrare modelli di linguaggio sempre più grandi e complessi.”

Grazie alle loro elevate capacità di calcolo, all’ampia infrastruttura e all’operatività continua, i data centre permettono alle aziende di offrire servizi online, conservare informazioni sensibili e gestire applicazioni ad alto consumo energetico. Tuttavia, la natura intensiva in termini di energia dell’addestramento e dell’esecuzione dei modelli di AI sta mettendo sotto pressione i limiti fisici ed elettrici delle strutture esistenti.

Il rapporto sottolinea che i rack e gli impianti di distribuzione dell’energia, progettati per i carichi informatici tradizionali, devono essere ripensati o sostituiti per supportare i carichi di lavoro dell’AI, che richiedono alimentazioni e sistemi di raffreddamento molto più robusti.

Secondo l’analisi di GlobalData, il mercato globale del cloud computing, che poggia in larga misura sui data centre, è destinato a espandersi significativamente nei prossimi anni. La previsione indica un valore di circa 1,5 trilioni di dollari nel 2028, dopo una crescita media annua composta del 17% a partire dal 2024.

GlobalData osserva inoltre:

“L’industria del cloud computing è plasmata da forze multidimensionali quali la domanda esplosiva di AI, requisiti di bassa latenza basati sull’edge, normative e preoccupazioni di sostenibilità. I fornitori di cloud stanno investendo sempre di più in chip personalizzati e strumenti per l’AI per soddisfare l’evoluzione della domanda.”

Questi driver includono la diffusione di servizi digitali, una maggiore automazione settoriale e l’adozione di reti integrate tra sistemi e piattaforme, tutti fattori che amplificano la richiesta di capacità nei data centre.

Effetti dell’AI e crescita dell’edge computing

Il rapporto analizza l’impatto specifico dell’emergere dell’AI sulle infrastrutture: i carichi di lavoro dell’AI richiedono potenze di calcolo molto elevate, mentre la diffusione dell’edge computing spinge verso la costruzione di data centre più piccoli e localizzati, posizionati vicino agli utenti finali per ridurre la latenza.

GlobalData rileva:

“L’AI ha creato nuove esigenze per l’infrastruttura dei data centre, poiché i carichi di lavoro dell’AI richiedono una potenza di calcolo significativa. Parallelamente, la crescita dell’edge computing ha incentivato lo sviluppo di data centre di piccola scala e localizzati.”

Aumento dei progetti e vincoli energetici

Per far fronte alla domanda crescente, il numero di progetti per la costruzione di data centre è aumentato. I dati mostrano una stabilità delle nuove iniziative tra il 2019 e il 2024 e una netta impennata nel 2025-2026, dovuta all’ampliamento degli impianti per sostenere i carichi di lavoro legati all’AI.

Questo incremento di progetti solleva tuttavia problemi significativi legati all’approvvigionamento energetico: i data centre operano su larga scala, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno, e il forte aumento del consumo energetico per applicazioni di AI pone sfide di sostenibilità e pianificazione delle reti elettriche.

GlobalData aggiunge:

“I data centre sono driver significativi della domanda elettrica: funzionano su una scala ampia, 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. I requisiti energetici per le applicazioni di AI stanno crescendo rapidamente e si rispecchiano nel consumo energetico dei data centre, creando sfide di sostenibilità. L’IEA stima che i data centre rappresentassero circa l’1,5% del consumo elettrico mondiale nel 2024 (circa 415 TWh). Il consumo elettrico dei data centre potrebbe più che raddoppiare fino a circa 945 TWh entro il 2030, rappresentando quasi il 3% del consumo elettrico globale nello scenario base.”

Conseguenze politiche e strategie aziendali

L’aumento della domanda di energia per i data centre impatta le politiche energetiche nazionali e le strategie dei gestori di rete, richiedendo investimenti in capacità di generazione, sistemi di accumulo e infrastrutture di distribuzione. Le autorità regolatorie e le istituzioni energetiche dovranno considerare piani di integrazione delle rinnovabili, incentivi per l’efficienza e norme sui requisiti di efficienza energetica per le nuove strutture.

Dal punto di vista aziendale, i fornitori di servizi cloud e i proprietari di data centre stanno adottando soluzioni come chip personalizzati per carichi di lavoro di AI, sistemi di raffreddamento più efficienti, e strategie di ubicazione per sfruttare fonti energetiche più pulite o reti meno congestionate.

Prospettive e raccomandazioni

Per affrontare il possibile squilibrio tra domanda e offerta di capacità, il settore dovrà accelerare investimenti in infrastrutture elettriche e in tecnologie ad alta efficienza energetica, promuovere la collaborazione tra operatori del settore, autorità regolatorie e gestori di rete, e pianificare politiche che favoriscano l’integrazione delle energie rinnovabili e l’adozione di pratiche di sostenibilità.

In assenza di interventi coordinati a livello industriale e politico, esiste il rischio che la crescita dei carichi di lavoro dell’AI superi la capacità di alimentazione e raffreddamento dei data centre esistenti, con impatti sulla disponibilità dei servizi digitali e sulla traiettoria di decarbonizzazione del settore.



Author: Tony
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