Il regolatore statunitense OCC chiarisce come le banche possono gestire le commissioni gas di rete
- 19 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il Office of the Comptroller of the Currency ha pubblicato una nuova direttiva interpretativa che chiarisce le condizioni in cui le banche nazionali statunitensi possono detenere cripto‑asset necessari per il pagamento delle commissioni di rete, i cosiddetti “gas fees”, imposte da molte blockchain per l’esecuzione delle transazioni.
Il documento, noto come Interpretive Letter No. 1186, è stato reso pubblico recentemente e specifica come gli istituti regolamentati possano gestire sul proprio bilancio token digitali ritenuti necessari per il funzionamento operativo.
Interpretive Letter No. 1186 afferma:
“le banche possono mantenere nei loro bilanci attività digitali che ritengono ragionevolmente necessarie per le loro operazioni.”
Cosa prevede la direttiva
La lettera chiarisce che molte reti blockchain richiedono l’uso di token nativi come corrispettivo per l’elaborazione delle transazioni, e che le banche che intendono offrire servizi collegati — ad esempio custodia o esecuzione di transazioni per conto dei clienti — potrebbero dover detenere questi token per poter pagare le commissioni di rete in tempo reale.
Inoltre, il testo sottolinea che alcune attività «esplicitamente consentite», in particolare quelle previste dal Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act, possono richiedere che la banca agisca come agente per i pagamenti delle commissioni oppure le effettui nell’ambito dei servizi di custodia.
Interpretive Letter No. 1186 osserva:
“le attività esplicitamente consentite ai sensi del Guiding and Establishing National Innovation for U.S. Stablecoins Act possono richiedere che le banche paghino commissioni di rete in qualità di agente per i clienti o come parte delle operazioni di custodia.”
Implicazioni operative per le banche
Dal punto di vista operativo, la possibilità di detenere token nativi sul bilancio impone alle banche di aggiornare i processi di governance, la gestione della liquidità e le procedure di controllo dei rischi. Sarà necessario definire limiti prudenziali, criteri di valutazione e protocolli di custodia sicura per minimizzare esposizioni legate a volatilità, frodi o errori operativi.
La direttiva indica altresì che la detenzione “come principale” di quantità di cripto‑asset necessarie al pagamento delle commissioni è ammissibile quando la banca può prevedere un fabbisogno ragionevolmente prevedibile, aprendo così la strada a una loro contabilizzazione sul bilancio nell’ambito delle attività operative.
Office of the Comptroller of the Currency ha concluso:
“La necessità per le banche di pagare le commissioni di rete per facilitare attività di cripto‑asset altrimenti consentite e di detenere, come principale, quantità di cripto‑asset nel bilancio necessarie a coprire commissioni di rete per le quali la banca prevede un fabbisogno ragionevolmente prevedibile è permessa per la banca.”
Contesto regolamentare più ampio
La direttiva si inserisce in un quadro normativo in evoluzione: altre autorità statunitensi, come il Federal Reserve, il Federal Deposit Insurance Corporation e il Treasury Department, stanno elaborando regole specifiche per gli emittenti di stablecoin e per le attività correlate, in conformità alle disposizioni previste dal GENIUS Act e da altre iniziative legislative recenti.
Tuttavia, le norme finali che disciplineranno in modo organico gli emittenti di stablecoin e le attività connesse non sono ancora pienamente operative, per cui molte questioni pratiche e di vigilanza resteranno oggetto di successive precisazioni regolamentari.
Fattori politici e direzione dell’agenzia
Il cambio di approccio dell’agenzia arriva in concomitanza con una dirigenza che ha mostrato maggiore apertura verso le tecnologie digitali. L’OCC è oggi guidata dall’amministratore nominato Jonathan Gould, la cui conferma è avvenuta sotto l’amministrazione del Donald Trump, e il nuovo orientamento ha inciso sull’interpretazione delle competenze bancarie in materia di asset digitali.
Prossimi passi e rischi da considerare
Per le banche interessate a sfruttare questa possibilità, sarà fondamentale implementare controlli robusti su: valutazione e marcatura a mercato degli asset digitali, procedure di sicurezza per la custodia privata e per l’interazione con smart contract, misure antiriciclaggio e limiti di esposizione che rispondano ai requisiti prudenziali.
Inoltre, gli istituti dovranno monitorare l’evoluzione normativa a livello federale e la potenziale sovrapposizione con regolamenti statali, oltre a coordinarsi con gli organi di vigilanza per definire interpretazioni coerenti in materia contabile e di capitale regolamentare.
Nel complesso, la lettera interpretativa rappresenta un passo significativo verso l’integrazione operativa dei cripto‑asset nei servizi bancari tradizionali, ma accompagnata dalla necessità di adeguati accorgimenti di compliance e gestione del rischio prima di un’adozione su larga scala.