Di nuovo sotto i $90.000: la correzione delle criptovalute tra le peggiori di sempre
- 19 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
La grande notizia di martedì è stata che il mondo della cripto ha registrato rialzi mentre in contemporanea i mercati azionari degli Stati Uniti segnavano una fase di vendite, un comportamento atipico rispetto alle settimane precedenti.
Movimenti di mercato
Nel giro di 24 ore, però, la situazione si è rapidamente normalizzata: il prezzo del Bitcoin è scivolato del 4% tornando sotto la soglia dei 90.000 dollari, mentre il ether di Ethereum ha perso circa il 6,5% riportandosi al di sotto dei 3.000 dollari.
Questo ribaltamento ha ricordato la volatilità intrinseca del mercato delle criptovalute, che può muoversi in modo indipendente dalle dinamiche azionarie o, talvolta, in forte correlazione con esse a seconda delle fasi di mercato e dei flussi di capitale.
Effetti su società legate alle crypto
Le azioni e le società collegate al settore hanno rispecchiato la caduta dei prezzi: la società con tesoreria in Bitcoin MSTR ha perso oltre l’8%, raggiungendo minimi di oltre un anno, mentre emittenti di stablecoin e imprese con riserve in ether o attività minerarie, come Circle, BitMine, Bitfarms e Hive Digital, hanno subito ribassi analoghi.
Nonostante le perdite sui singoli titoli, l’indice Nasdaq è riuscito a mantenere un modesto guadagno, attestandosi poco sopra lo 0,2% nella prima parte della giornata di contrattazione sulla costa orientale.
Sentiment e flussi
Dopo una fase di pressione ribassista prolungata fin dall’inizio di ottobre, gli investitori nel comparto restano fortemente avversi al rischio: il Crypto Fear and Greed Index, indicatore comunemente utilizzato per misurare il sentimento di mercato, è rimasto ancorato a livelli di “Paura estrema”.
Le vendite sono state alimentate anche da deflussi costanti dagli ETF spot su BTC: negli ultimi cinque giorni di contrattazione sono stati ritirati quasi 2,3 miliardi di dollari da prodotti quotati negli Stati Uniti, un fattore che ha aggravato la pressione sui prezzi.
Il prolungamento del periodo ribassista ha aumentato la cautela tra gli operatori, riducendo la propensione al rischio e la liquidità disponibile per sostenere i rimbalzi di prezzo.
Analisi e scenari possibili
Vetle Lunde, responsabile della ricerca presso K33, ha osservato che l’attuale flessione — quasi il 30% in 43 giorni — figura tra le correzioni più severe se confrontata con sette correzioni più prolungate verificatesi dal marzo 2017.
Vetle Lunde ha dichiarato:
“Il BTC ha spazzato i livelli più bassi al di sotto del costo medio di acquisto degli ETF su BTC quotati negli Stati Uniti. Se l’attuale correzione seguirà la dinamica delle due più profonde degli ultimi due anni, un fondo potrebbe formarsi tra 84.000 e 86.000 dollari. In caso contrario, una revisita dei minimi di aprile e il prezzo medio di ingresso di MSTR, attorno a 74.433 dollari, potrebbero rappresentare una fase discendente naturale.”
Questa lettura implica che i livelli chiave di costo medi degli investitori istituzionali e dei fondi che detengono Bitcoin possono fungere da supporti o, se violati, favorire ulteriori pressioni al ribasso fino a target più bassi.
Implicazioni per investitori e mercato
Per gli investitori retail e istituzionali la situazione rimane caratterizzata da elevata incertezza: la volatilità delle criptovalute richiede strategie di gestione del rischio più stringenti, con attenzione ai livelli di supporto tecnico, alla liquidità degli strumenti collegati e ai flussi verso o dagli ETF.
A breve termine, i fattori che potrebbero determinare una ripresa includono un ritorno di flussi netti positivi negli ETF, notizie regolamentari favorevoli o segnali macroeconomici che migliorino l’appetito per il rischio. Al contrario, nuovi deflussi e notizie avverse potrebbero prolungare la fase negativa e amplificarne l’impatto sui bilanci delle società con esposizione diretta alle criptovalute.
In un mercato così dinamico, la prudenza e un monitoraggio costante dei parametri chiave (prezzi di riferimento, volumi di scambio, flussi degli ETF e annunci regolatori) restano strumenti essenziali per valutare possibili punti di inversione o di ulteriore discesa.