Commercio tra America Latina e Caraibi crescerà nel 2025 nonostante la politica tariffaria degli Stati Uniti, avverte ECLAC
- 19 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Secondo un rapporto della Commissione Economica per l’America Latina e i Caraibi delle Nazioni Unite, gli scambi commerciali nella regione potrebbero continuare a crescere nel 2025 nonostante l’introduzione di tariffe diffuse da parte dei Stati Uniti, il cui impatto si è rivelato finora più contenuto del previsto.
Proiezioni e fattori trainanti
La ECLAC stima un aumento del valore delle esportazioni regionali pari al 5% per il 2025, in crescita rispetto al 4,5% registrato nel 2024. Questo incremento sarebbe guidato da un progresso del 4% dei volumi esportati e da un aumento medio dei prezzi dell’ordine dell’1%.
Per il Messico, principale paese esportatore della regione, la previsione indica una crescita delle spedizioni intorno al 5%. Secondo il rapporto, l’effetto complessivo delle tariffe statunitensi è stato attenuato in parte dalla rapida accelerazione delle importazioni e dall’accumulo di inventari da parte delle imprese statunitensi nel primo trimestre, oltre che dalla vivace domanda proveniente dalle economie asiatiche.
Andamento dei servizi e dei beni
Le esportazioni regionali di servizi sono previste in crescita dell’8% nel 2025, un punto percentuale in meno rispetto all’anno precedente. Nel primo semestre dell’anno, il commercio totale di merci e servizi tra America Latina e Caraibi ha mostrato tassi tendenziali del 4% per le esportazioni e del 7% per le importazioni.
I prezzi medi delle principali materie prime esportate dalla regione sono aumentati dell’1,7% tra gennaio e agosto 2025, in netto contrasto con il calo del 2,1% osservato nello stesso periodo del 2024. Le revisioni al rialzo delle previsioni riflettono principalmente la maggiore dinamica del commercio globale nella prima metà dell’anno, sostenuta dall’anticipazione degli acquisti prima dell’entrata in vigore di nuove misure tariffarie.
Impatto delle tariffe e rischi per il 2026
La regione si confronta attualmente con una tariffa statunitense effettiva media del 10%, valore inferiore di sette punti percentuali rispetto alla media globale. Tuttavia, il rapporto avverte che la situazione potrebbe evolvere in funzione degli squilibri commerciali e di fattori non strettamente economici.
Per mitigare i rischi e dare maggiore resilienza alle economie regionali, la ECLAC raccomanda di diversificare i partner commerciali, approfondire l’integrazione regionale e rafforzare le catene di approvvigionamento locali. Queste misure possono contribuire a ridurre la dipendenza da singoli mercati esteri e a distribuire meglio gli effetti di shock esterni.
Complessivamente, il quadro per il 2025 rimane positivo, ma le prospettive per il 2026 appaiono meno favorevoli: gli operatori e i decisori pubblici sono invitati a monitorare l’evoluzione delle tariffe, a valutare politiche di supporto per i settori più esposti e a promuovere iniziative volte a rafforzare il commercio intraregionale e la competitività a lungo termine.