Profitti globali della raffinazione del petrolio in impennata e destinati a restare elevati
- 18 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Negli ultimi mesi i margini di raffinazione a livello globale hanno raggiunto livelli pluriennali, spinti da sanzioni contro la Russia, interruzioni agli impianti e piani di manutenzione, secondo dati di mercato e analisti. Molti esperti ritengono che la pressione sui margini persisterà se non saranno costruite nuove raffinerie nei paesi occidentali.
La tenuta dei margini contrasta con la pressione sui mercati del greggio, dove si attende un eccesso di offerta. All’inizio dell’anno alcuni osservatori ipotizzavano che il rally dei prodotti raffinati sarebbe stato temporaneo, ma i dati recenti lo hanno smentito.
Negli Stati Uniti il 3-2-1 crack spread, indicatore chiave della redditività complessiva della raffinazione, si è attestato su livelli che si avvicinano ai massimi dell’ultimo anno. Anche in Asia i margini si sono ridimensionati rispetto ai picchi di 20 mesi, mentre le quotazioni della benzina sono rimaste prossime ai livelli più elevati registrati dall’inizio del 2024.
Attacchi con droni alle raffinerie e alle condotte in Ucraina hanno causato ulteriori interruzioni alle attività. Alcuni impianti sono stati fermati negli Stati Uniti e in Europa, mentre raffinerie in altri continenti hanno affrontato manutenzioni o guasti, come il complesso in manutenzione della Dangote in Nigeria e l’arresto di unità nel grande impianto Al-Zour in Kuwait.
La stretta della raffinazione destinata a proseguire
La forte domanda di prodotti raffinati ha sostenuto i prezzi del Brent nella fascia medio-bassa dei 60 dollari al barile, nonostante le aspettative di un aumento dell’offerta derivante da una maggiore produzione di OPEC+ e da altri paesi esportatori.
John Evans said:
“La crescente divergenza tra i prezzi del greggio e quelli dei prodotti è destinata a non trovare sollievo nel breve periodo. Si tratta di un problema di raffinazione che persisterà a meno che non vengano costruiti nuovi impianti nelle economie occidentali, cosa oggi poco probabile.”
La scarsità relativa di capacità di raffinazione, unita a interruzioni impreviste, sta comprimendo la disponibilità di distillati intermedi e finiti, aumentando i premi per chi vende prodotti come il diesel e la benzina sui mercati fisici.
L’Europa particolarmente solida
I margini sul diesel in Europa hanno toccato quotazioni molto elevate, con punte che non si vedevano dal 2023; analoghe dinamiche hanno riguardato i premi fisici sulla benzina Eurobob, vicini ai massimi di 26 mesi registrati la settimana precedente.
La International Energy Agency (IEA) ha adeguato al rialzo la previsione sul flusso di greggio nei raffinatori europei per i mesi di picco, riflettendo il forte incentivo a incrementare la produzione di prodotti finiti dato l’alto valore dei margini e la stretta sui distillati medi causata dalle interruzioni russe.
Eugene Lindell said:
“I margini elevati stanno già scontando molte delle interruzioni e offrono alle raffinerie un forte incentivo ad aumentare i giri, soprattutto uscendo dalla stagione delle manutenzioni.”
Secondo l’IEA, la redditività globale della raffinazione ha raggiunto inizio novembre i valori medi più alti degli ultimi due anni, un fenomeno che ha impatti diretti sulle decisioni operative degli impianti e sulle rotte commerciali dei prodotti.
I grandi beneficiari e la carenza strutturale di diesel
Le compagnie petrolifere integrate hanno avuto un beneficio significativo dai margini più elevati nei risultati trimestrali: il settore downstream ha visto incrementi di utile in alcuni casi a doppia cifra percentuale. In particolare, il settore downstream di TotalEnergies ha mostrato un forte rimbalzo della redditività.
Patrick Pouyanne said:
“Le recenti sanzioni statunitensi contro alcuni produttori russi aumenteranno ulteriormente i margini di raffinazione e il prezzo del petrolio nel quarto trimestre.”
La pressione sui margini è stata guidata principalmente dalla componente diesel, dove Europa manifesta una carenza strutturale che è destinata ad aggravarsi a seguito delle chiusure di raffinerie regionali. Questo fenomeno accresce la dipendenza dalle importazioni e dalla logistica delle rotte marittime verso i mercati più deficitari.
Susan Bell said:
“La solidità dei crack del diesel in Europa è stato il principale motore di questo rally. La situazione strutturale rimane tesa e ogni fermata di impianto aumenterà la necessità di approvvigionamenti dall’estero.”
Analisti di Morgan Stanley stimano che i premi del diesel europeo potrebbero mantenersi oltre i 27 dollari al barile per i prossimi sei mesi, un livello storicamente elevato rispetto alla maggior parte del 2024. Negli Stati Uniti anche i margini di diesel hanno raggiunto punte significative, con valori che non si osservavano dallo scorso autunno.
Implicazioni a medio termine e possibili scenari
L’attuale congiuntura mette in luce limiti strutturali della capacità di raffinazione globale: la costruzione di nuove raffinerie è un processo lungo, costoso e oggi ostacolato da vincoli ambientali e da una ridotta propensione agli investimenti in asset carbon-intensive nei paesi occidentali.
Per i responsabili delle politiche e per gli operatori energetici questo si traduce in scelte complesse: favorire investimenti in capacità di raffinazione convenzionale, incentivare l’uso efficiente dei flussi esistenti, o puntare su soluzioni alternative come la logistica e lo stoccaggio per attenuare i picchi di prezzo. Le tensioni sui margini possono inoltre avere riflessi sui costi alla pompa, sui consumi industriali e sulle strategie di approvvigionamento delle società energetiche.
Nel medio termine, se non si assisterà a un significativo aumento della capacità disponibile o a un miglioramento dell’affidabilità degli impianti esistenti, è probabile che la pressione sui margini di raffinazione e sui prezzi dei prodotti finisca per prolungarsi, con effetti sulla volatilità dei mercati e sulla catena di approvvigionamento globale.