Ondata di vendite probabilmente conclusa, rally di fine anno in vista, afferma un analista

La recente forte vendita su Bitcoin potrebbe essere ormai giunta a una fase di esaurimento, secondo l’analisi di Geoffrey Kendrick, responsabile della ricerca sugli asset digitali presso Standard Chartered. Il ritracciamento ha seguito uno schema ricorrente e, sempre secondo Kendrick, è probabile che stia per concludersi.

Geoffrey Kendrick ha scritto:

“Vedo la recente ondata di vendite come nient’altro che (una versione rapida/dolorosa) della terza del paio d’anni passati, di quasi esattamente la stessa ampiezza.”

Geoffrey Kendrick ha scritto:

“Un certo numero di altri indicatori si è collassato fino a livelli assoluti di zero.”

Geoffrey Kendrick ha scritto:

“Una ripresa entro fine anno è il mio scenario base.”

Contesto e dinamica del ribasso

Negli ultimi giorni Bitcoin è sceso sotto la soglia dei 90.000 dollari, proseguendo una correzione che ha cancellato quasi il 30% rispetto al massimo storico di oltre 126.000 dollari registrato all’inizio di ottobre. Questa fase costituisce il calo più profondo dall’introduzione, l’anno scorso, degli ETF spot su bitcoin negli Stati Uniti, e ha riacceso il dibattito sugli scenari ciclici del mercato delle criptovalute.

Indicatori di sentiment e valutazione

Nell’analisi di Standard Chartered vengono richiamati indicatori di sentiment e valutazione che, dopo il sell-off, si sono riportati su valori tipicamente associati a fasi di minimo del mercato. Tra questi figura il valore netto modificato (mNAV) della tesoreria di Strategy (MSTR), indicatore che mette in relazione l’esposizione in bitcoin di una società con il prezzo delle sue azioni: tale metrica è scesa fino alla parità (1,0).

Altri segnali on‑chain e statistiche sui portatori a breve termine mostrano una riduzione nella velocità delle perdite realizzate, mentre emergono segnalazioni di capitolazione sui registri pubblici della blockchain: fenomeni che storicamente precedono la stabilizzazione dei prezzi.

Ruolo degli ETF spot e degli investitori istituzionali

L’introduzione degli ETF spot negli Stati Uniti ha modificato la struttura della domanda istituzionale per bitcoin, amplificando i flussi di capitale e talvolta la volatilità nei momenti di stress. Le correzioni profonde come quella osservata riflettono sia prese di profitto sia riaggiustamenti di portafoglio da parte di attori con esposizioni significative.

La misurazione del rapporto tra riserve in bitcoin di società quotate e il valore di mercato delle loro azioni è diventata uno strumento rilevante per valutare il grado di sconto o premio applicato dal mercato rispetto al valore intrinseco degli asset digitali detenuti.

Implicazioni di mercato e rischi

Un ritracciamento del 30% rappresenta una correzione significativa che può incidere sul comportamento degli investitori retail e istituzionali, aumentando il rischio di ulteriori vendite se la fiducia non si normalizza. Tuttavia, quando gli indicatori di vendita e i livelli di disperazione raggiungono picchi estremi, lo stesso fenomeno può segnare l’esaurimento dei venditori e aprire la strada a una successiva ripresa.

Le dinamiche future dipenderanno da fattori macroeconomici (tassi di interesse, liquidità globale), dall’evoluzione normativa nei principali mercati e dalla capacità delle infrastrutture di mercato di assorbire flussi significativi senza interrompere la negoziabilità.

Prospettive e scenari

Gli scenari plausibili includono un consolidamento dei prezzi sui livelli attuali seguito da una ripresa graduale se gli indicatori on‑chain e i segnali di capitolazione confermeranno il minimo, oppure un prolungarsi della fase laterale se i fattori macro rimarranno sfavorevoli.

Analisti di piattaforme di trading e ricerca sul mercato crittografico hanno osservato segnali qualitativi simili a quelli citati da Standard Chartered, suggerendo che la compressione delle metriche di rischio e la riduzione delle perdite realizzate potrebbero preludere a un’inversione di tendenza.

Nel breve periodo BTC ha registrato un rimbalzo vicino ai 93.000 dollari, segnando un aumento di circa il 3,8% rispetto ai minimi intraday, ma resta soggetto a elevata volatilità legata sia a movimenti di mercato sia a notizie macroeconomiche.