Offerta di BTC in perdita nelle mani dei detentori a breve termine ai massimi dal crollo di FTX

Short-term holders (STHs) si trovano oggi quasi integralmente in perdita rispetto agli acquisti recenti di bitcoin (BTC), con un prezzo medio di acquisizione attestato intorno a $95.413,97.

Secondo la definizione adottata dall’analisi on-chain, i STHs sono enti o indirizzi che detengono BTC da meno di 155 giorni, una finestra temporale utilizzata per distinguere la detenzione a breve termine da quella a lungo termine.

Al 15 giugno, quando il prezzo di bitcoin si aggirava sui $104.000, gran parte dei token acquistati da allora si trovano oggi al di sopra dei livelli correnti. I dati mostrano che circa 2,8 milioni di BTC detenuti da STHs risultano in perdita, il livello più elevato registrato dalla crisi seguita al crollo di FTX nel novembre 2022, periodo in cui il prezzo era vicino a $15.000 per moneta.

Il calo attuale porta bitcoin a circa il 25% sotto il massimo storico registrato a ottobre, una correzione che rientra nella consueta escursione del 20-30% osservata talvolta nelle fasi di mercato toro.

Situazione dei detentori a breve termine

I STHs tendono a essere più sensibili alle oscillazioni di prezzo perché mantengono le posizioni per periodi relativamente brevi e possono decidere di liquidare per ragioni di liquidità personale o per prese di profitto a breve termine. Quando una quota significativa di questi partecipanti è in perdita, aumentano le probabilità di vendite indotte da pressioni emotive o da necessità di cassa, contribuendo a incrementare la volatilità nel breve periodo.

Dinamica dei detentori a lungo termine

In contrasto con i STHs, i long-term holders (LTHs) hanno continuato a distribuire parte delle loro posizioni. I dati on-chain indicano che l’offerta detenuta dai LTHs è scesa da 14.755.530 BTC a luglio a 14.302.998 BTC al 16 novembre, una riduzione complessiva di 452.532 BTC.

Questa dinamica suggerisce che, oltre alle vendite a breve termine, c’è stata una significativa attività di realizzo anche da parte di detentori che storicamente erano più inclini alla conservazione a lungo termine.

Nicholas Gregory said:

“Many long-standing holders have chosen to sell in 2025 after many years of accumulation. These sales are mostly lifestyle driven rather than motivated by negative views of the asset, and that the launch of the U.S. ETFs and a $100,000 price target created an attractive and highly liquid window to sell.”

Confronto con gli ETF spot statunitensi

La discesa del prezzo ha creato una divergenza significativa rispetto al comportamento degli ETF spot statunitensi su bitcoin, che hanno mostrato una stabilità relativa nelle attività complessive in gestione. Misurando le attività in termini di BTC anziché in valori espressi in dollari si evitano distorsioni dovute alla volatilità del prezzo: l’AUM degli ETF in unità di BTC rimane vicino ai massimi storici.

Al momento i fondi spot detengono circa 1,33 milioni di BTC, rispetto al picco di 1,38 milioni di BTC registrato il 10 ottobre: una flessione contenuta, approssimativamente del 3,6% in termini di quantità di monete detenute.

Implicazioni per il mercato e scenari possibili

La combinazione di STHs in perdita e di vendite effettuate dai LTHs indica che la recente correzione non sembra essere principalmente causata da deflussi sostanziali dagli ETF, bensì da decisioni di realizzo degli investitori diretti. Questo può ridurre temporaneamente la stabilità dei prezzi e aumentare la sensibilità del mercato a notizie e dati macroeconomici.

Misurare gli accantonamenti di BTC fra diverse categorie di detentori aiuta a comprendere meglio la struttura dell’offerta e a valutare la sostenibilità dei livelli di prezzo: se la pressione di vendita da parte dei LTHs dovesse esaurirsi, la rimozione di quella fonte di offerta potrebbe favorire una stabilizzazione o una ripresa. Viceversa, ulteriori vendite da parte di detentori storici potrebbero protrarre la fase correttiva.

Per gli operatori e gli osservatori istituzionali è importante monitorare l’evoluzione dell’AUM degli ETF in termini di BTC, l’andamento delle metriche on-chain e i flussi di capitale complessivi, elementi che insieme definiscono il profilo di rischio e liquidità del mercato.

In sintesi, l’attuale fase mostra come differenti segmenti di detentori stiano reagendo in modo disomogeneo alla correzione: i STHs sono largamente in perdita, mentre i LTHs hanno approfittato della finestra di liquidità offerta dagli ETF per monetizzare parte delle loro posizioni, contribuendo così al range di oscillazione osservato sul prezzo di bitcoin.