Neanche i mercati predittivi avevano previsto la svendita di BTC

Buongiorno, Asia. Questa è una sintesi mattutina delle principali notizie che influenzano i mercati finanziari durante le ore statunitensi, con un’attenzione particolare ai movimenti nel settore delle criptovalute e alle variabili macroeconomiche che potrebbero condizionare le prossime sedute.

La discesa del Bitcoin verso la fascia dei 90.000 ha provocato una delle correzioni più rapide nelle attese dei mercati predittivi di quest’anno, costringendo molti operatori a rivedere bruscamente gli scenari di prezzo e a prezzare la discesa come una rottura strutturale anziché una semplice correzione temporanea.

Il movimento ha colto di sorpresa sia gli investitori retail sia i desk istituzionali: le probabilità implicite nei mercati delle scommesse su prezzo hanno ruotato verso un ulteriore ribasso, segnalando che il mercato si aspettava un indebolimento modesto e non una vendita plurisetttimanale che ha cancellato gran parte dei guadagni dell’anno.

QCP ha segnalato nei suoi report che anche molte scrivanie professionali non erano posizionate per un close settimanale sotto quota 100.000 o per la perdita della media mobile a 50 settimane, definendo la rottura come un’inversione di ciclo che i trader stanno tuttora assimilando.

I dati on-chain forniti da Glassnode mostrano segnali di stress simili: momentum in ipervenduto, perdite realizzate elevate in alcune fasi e deflussi dagli ETF che hanno contribuito a pressioni di capitolazione nelle fasi finali della vendita, posizionando il Bitcoin in una zona dove in passato si sono formati alcuni minimi.

D’altro canto, l’analisi di CryptoQuant evidenzia che manca ancora un elemento classico di un vero minimo di mercato: le perdite realizzate a lungo termine restano relativamente contenute e i detentori di lungo periodo continuano a vendere nei momenti di forza, il che ostacola la formazione di un fondo stabile.

Per ora il mercato si trova in una fase intermedia tra segnali iniziali di esaurimento e l’assenza di una capitolazione diffusa che di solito caratterizza pavimenti duraturi, creando un periodo di elevata volatilità in cui gli operatori cercheranno di capire quale segnale prevarrà.

Movimenti di mercato

Bitcoin: il prezzo è scivolato attorno a 92.500 durante la sessione statunitense, in calo di circa il 2% nella giornata e approssimativamente del 27% rispetto al massimo registrato il mese scorso.

Ether: Ether si è mantenuto poco sopra 3.000, perdendo circa il 2% nelle ultime 24 ore e portando il declino settimanale a circa il 15%.

Oro: il metallo prezioso è sceso a circa 4.069 dollari l’oncia, con un calo dello 0,3%, penalizzato da attese meno pronunciate per un taglio dei tassi della Federal Reserve a dicembre e da un dollaro più forte, dopo aver brevemente superato i 4.100 dollari.

Nikkei 225 e mercati Asia-Pacific: le borse della regione hanno registrato perdite dopo una flessione guidata dal settore tecnologico a Wall Street; il Nikkei 225 ha lasciato sul terreno circa lo 0,92% mentre gli investitori attendevano i conti di Nvidia e il report sull’occupazione statunitense di settembre.

Altre notizie rilevanti nel settore crypto

DappRadar ha comunicato la cessazione delle attività, citando la situazione attuale del mercato come finanziariamente insostenibile per il proprio modello operativo.

Vitalik Buterin ha espresso osservazioni sul contrasto tra l’ecosistema di Ethereum e le vicende legate a FTX, evidenziando differenze strutturali nei protocolli e nella governance che, a suo avviso, rendono i due casi non assimilabili.

È emersa anche la notizia di un soggetto collegato ad attacchi informatici mirati a profili di alto profilo che ha iniziato a restituire oltre 5 milioni di dollari in bitcoin sottratti, un segnale che mette in evidenza come le questioni di sicurezza e recupero dei fondi rimangano temi critici per l’intero settore.

In sintesi, il mercato delle criptovalute sta affrontando una fase di riallineamento delle aspettative dopo la recente perdita di terreno; gli operatori guardano ai flussi dagli ETF, ai dati on-chain e alle decisioni di politica monetaria come principali fattori in grado di orientare la direzione nei prossimi giorni e settimane.