I sindacati pronti allo sciopero di Ita Airways: 17 dicembre probabile data per lo stop di 4 ore
- 18 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
I sindacati hanno annunciato la minaccia di uno sciopero del personale di Ita Airways dopo la conclusione negativa della procedura di conciliazione presso il ministero del Lavoro.
Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, Ugl TA, Anpac e Anp hanno dichiarato:
“Auspicano un cambio di approccio da parte aziendale che consenta una positiva ricomposizione della vertenza con soddisfazione dei lavoratori, anche nelle more della proclamazione di una prima azione di sciopero di tutto il personale, ad oggi inevitabile.”
I rappresentanti sindacali hanno indicato che, in attesa dell’ufficializzazione, la data più probabile per lo sciopero è il 17 dicembre, con una sospensione delle attività prevista per quattro ore per il personale navigante e di terra, prima delle festività natalizie.
Le ragioni dello sciopero
Si tratta del primo sciopero unitario promosso dai sindacati di Ita Airways dall’inizio delle trattative, ad eccezione della protesta del 7 settembre 2024 che aveva avuto un seguito contenuto. I sindacati motivano la mobilitazione con tre questioni principali.
La prima riguarda il Piano Industriale approvato dal CdA, che secondo le organizzazioni è ritenuto insufficiente sia in termini di investimenti nella flotta sia per le prospettive di crescita occupazionale. In particolare, l’inserimento programmato di un solo aeromobile di lungo raggio all’anno per i prossimi cinque anni viene considerato inadeguato a garantire lo sviluppo della compagnia e la creazione di nuovi posti di lavoro.
La compagnia ha spiegato:
“Il piano è pensato per assicurare uno sviluppo sostenibile, tenendo conto che le sinergie piene con Lufthansa sono previste a decorrere dal 2027.”
Dal punto di vista sindacale, la limitata espansione della flotta può comprimere le opportunità di collegamenti a lungo raggio, influire sulle rotte strategiche e rallentare il recupero della competitività nei confronti degli operatori europei, con riflessi negativi sull’occupazione tecnica e commerciale.
Disaccordi sul rinnovo contrattuale
La seconda motivazione è il mancato rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, scaduto a dicembre 2024. Le parti si trovano distanti sulle risorse economiche destinate agli aumenti salariali.
I sindacati sostengono che l’offerta formale dell’azienda per il rinnovo preveda un incremento massimo del 2% annuo del costo del lavoro per i prossimi tre anni, fino al 2028. Nella piattaforma unitaria viene invece richiesto un aumento complessivo del 20-22% del Trattamento economico complessivo (Tec), finalizzato ad allineare le retribuzioni di Ita Airways alla media del gruppo Lufthansa.
Per capire il contesto, il Contratto collettivo nazionale di lavoro regola non solo gli stipendi ma anche aspettative occupazionali, inquadramenti, indennità e normative sulla sicurezza: le parti sindacali ritengono che un rinnovo insufficiente possa erodere il potere d’acquisto dei lavoratori e aumentare il divario con gli standard salariali europei.
Premio di risultato non riconosciuto
La terza ragione addotta dai sindacati riguarda il mancato riconoscimento della quota aggiuntiva del Premio di risultato relativa all’ultimo esercizio.
Il Premio di risultato è uno strumento che collega una parte della retribuzione al raggiungimento di obiettivi economico-industriali: la sua mancata erogazione viene contestata perché rappresenta una voce retributiva legata alla produttività e agli esiti aziendali che, secondo i lavoratori, dovrebbe essere redistribuita anche in presenza di risultati positivi o di piani di rilancio.
Impatto e prossime fasi
Se confermato, lo sciopero comporterebbe disagi per i passeggeri, con possibili cancellazioni o riprotezioni di voli, soprattutto in un periodo sensibile come quello precedente alle festività. Le organizzazioni sindacali intendono utilizzare la mobilitazione come leva per ottenere un riavvio delle trattative su investimenti, condizioni contrattuali e politiche salariali.
Sul piano istituzionale, la controversia passa per il ministero del Lavoro che svolge funzioni di mediazione e può facilitare il confronto tra le parti; tuttavia, nelle ultime fasi la conciliazione non ha portato a soluzioni condivise. In assenza di un accordo, il confronto potrebbe allungarsi coinvolgendo anche azionisti e partner industriali, con ricadute sulle strategie di integrazione con il gruppo Lufthansa.
Nei prossimi giorni sindacati e azienda sono attesi a ulteriori incontri negoziali, mentre le organizzazioni dei lavoratori potranno definire formalmente le astensioni e le modalità dello sciopero, concordando eventuali servizi minimi previsti dalla normativa per mitigare l’impatto sui viaggiatori.