CPA Australia lancia l’allarme sui rischi della tassa CSLR in aumento

CPA Australia avverte che il contributo del Compensation Scheme of Last Resort (CSLR) rischia di aumentare fino a A$127 milioni entro il 2027, creando nuova incertezza nel settore della consulenza finanziaria.

La stima aggiornata supera ampiamente i A$75,7 milioni previsti per l’esercizio 2026 e annulla il tetto di A$20 milioni fissato in precedenza dalla Australian Securities and Investments Commission (ASIC). Per riferimento, l’onere applicato ai consulenti nel 2024 si era attestato a soli A$4,8 milioni.

Richard Webb ha dichiarato:

“Si tratta di un risultato sproporzionato e punitivo per consulenti che hanno operato con responsabilità. Le riforme legali e regolamentari del 2024-25 hanno già compresso il settore. Ora questi aumenti del contributo potrebbero spingere molti altri consulenti a uscire dal mercato, proprio nel momento in cui gli australiani hanno più bisogno di loro.”

Proiezioni e ripercussioni sul settore

La riduzione della platea dei professionisti è già significativa: il numero registrato sul Financial Adviser Register è passato da circa 26.500 nel 2019 a circa 15.300 a luglio 2025. Se le proiezioni attuali dovessero verificarsi, ogni consulente potrebbe trovarsi a sostenere in media un contributo annuo dell’ordine di A$8.300.

Secondo CPA Australia, l’attuale struttura di finanziamento del CSLR è ontologicamente difettosa e richiede una revisione rapida da parte del governo per evitare effetti sistemici sul mercato della consulenza.

Funzione del CSLR e ruolo delle autorità

Il Compensation Scheme of Last Resort (CSLR) è concepito per garantire un rimedio economico alle vittime quando gli operatori finanziari non possono soddisfare i propri obblighi risarcitori. Il finanziamento avviene attraverso prelievi imposti al settore, mentre la supervisione e i limiti regolatori sono competenza dell’ASIC.

Sebbene lo scopo del meccanismo sia tutelare i consumatori, gli aumenti prospettati sollevano dubbi sulla sostenibilità del modello: contributi elevati possono infatti alterare i costi operativi degli studi di consulenza e ridurre l’offerta di servizi professionali.

Richieste e proposte delle associazioni

CPA Australia, membro del Joint Associations Working Group — una coalizione di dieci enti del settore — chiede l’adozione di un modello di prelievo che sia statisticamente valido, soggetto a un limite legale e equo nei confronti dei professionisti e dei loro clienti.

Richard Webb ha dichiarato:

“Non solo i professionisti sono lasciati in difficoltà, ma ne risentono anche i consumatori: l’aumento del contributo inevitabilmente si rifletterà sui costi per chi cerca consulenza accessibile. Un CSLR efficace deve proteggere le vittime autentiche senza far collassare l’intero sistema di consulenza. Serve con urgenza un modello actuariale solido, un tetto legale e criteri equi per i professionisti odierni e per i loro clienti.”

Oltre a soluzioni tecniche per la riforma del prelievo, le associazioni chiedono tempi certi per la revisione normativa e maggiore trasparenza sui criteri che determinano l’entità dell’onere.

Impatto sui consumatori e implicazioni strategiche

L’aumento del contributo al CSLR comporta rischi concreti per l’accesso alla consulenza finanziaria, in particolare per fasce di popolazione vulnerabili che dipendono da consigli professionali per decisioni su risparmio, investimenti e pensionamento.

La contrazione dell’offerta di consulenti può inoltre avere effetti sulla concorrenza e sulla qualità dei servizi, accentuando la concentrazione del mercato e riducendo le alternative per i consumatori.

In parallelo, CPA Australia ha sollecitato i decisori pubblici a rafforzare le relazioni economiche con Asia, sottolineando che un coinvolgimento limitato potrebbe ridurre le opportunità commerciali per le imprese australiane in mercati chiave.

La posizione espressa dalle associazioni del settore evidenzia la necessità di un equilibrio tra la protezione dei consumatori e la sostenibilità economica del sistema di consulenza: politiche insufficientemente calibrate potrebbero compromettere la capacità del mercato di fornire servizi essenziali.

Rimane dunque aperta la richiesta di interventi concreti da parte del governo e delle autorità di vigilanza per definire regole più eque e sostenibili, accompagnate da analisi attuariali e limiti normativi chiari.