Stonegate valuta la vendita di oltre 1.000 pub per 1 miliardo di sterline per tagliare il debito
- 17 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Stonegate Group sta valutando la cessione di oltre 1.000 pub in un’operazione che potrebbe raccogliere fino a £1 miliardo, con l’obiettivo di ridurre un indebitamento multimiliardario.
Dettagli della cessione
I dirigenti dell’operatore, che gestisce marchi come Slug & Lettuce e Be At One, hanno esaminato diverse opzioni relative a quasi un quarto dei loro circa 4.300 locali. Il portafoglio individuato per una possibile vendita comprende 1.034 siti noti internamente come il “platinum”.
Questi locali sono considerati tra gli asset più solidi del gruppo e fonti del settore stimano che il pacchetto potrebbe arrivare a valere fino a £1 miliardo. Un tentativo simile nel 2023 non aveva avuto esito positivo.
Un rappresentante del settore dei pub ha osservato:
“La situazione in cui si sono trovati ha creato una struttura che permette di vendere porzioni di quell’attività senza danneggiare il resto dell’impresa.”
Contesto finanziario e operazioni precedenti
Nel 2024 il gruppo ha registrato ricavi superiori a £1,7 miliardi, mentre a fine settembre 2024 il debito superava i £3 miliardi, gran parte dei quali riconducibili all’operazione di integrazione del 2019 con Ei.
Nel tentativo di alleggerire la pressione finanziaria, in precedenza il gruppo aveva cartolarizzato gli asset del portafoglio platinum tramite un prestito di £638 milioni ottenuto da Apollo, isolandoli all’interno della struttura societaria.
Questa cartolarizzazione ha incluso clausole che limitano le cessioni o le rinegoziazioni per un periodo non richiamabile. Tale periodo non richiamabile terminerà a gennaio 2026, rimuovendo i vincoli e permettendo nuove operazioni sui beni.
Opzioni di vendita e strategie
Tra le alternative sul tavolo è considerata la vendita a tranche, con l’alienazione degli asset in più lotti da alcune centinaia di pub anziché un’unica grande transazione, per facilitare il collocamento e massimizzare il valore.
Fonti interne hanno inoltre indicato che potrebbero emergere interessi da parte di nuovi acquirenti specialisti.
Fonti hanno aggiunto:
“Potrebbero esserci ‘nuovi soggetti’, come compratori di private equity, interessati ad acquisire gruppi di pub vista la dimensione dell’offerta.”
Proprietà e crescita storica
Stonegate Group è di proprietà della società di private equity TDR Capital e nasce nel 2010 dall’acquisto di 333 locali da Mitchells & Butlers, sviluppandosi poi attraverso successive acquisizioni.
L’integrazione da £3 miliardi con Ei ha trasformato il gruppo nel principale proprietario di pub del Regno Unito, superando Greene King, ma ha anche aumentato fortemente la leva finanziaria poco prima delle chiusure legate alla crisi del COVID-19 nel 2020.
Pressioni economiche sul settore
L’aumento dei tassi di interesse ha gravato sugli operatori con elevato indebitamento: nei conti dell’azienda i costi finanziari hanno raggiunto £455 milioni nell’anno concluso a settembre 2024.
I gruppi di pub hanno inoltre affrontato oneri salariali maggiori a seguito degli aumenti del salario minimo e dell’incremento dei contributi a carico dei datori di lavoro, fattori che hanno inciso sui margini operativi.
Il portafoglio platinum è stimato produrre circa £90 milioni di EBITDA. Tutti i locali inclusi sono di proprietà (freehold) e si trovano distribuiti in England e Wales, senza proprietà in Scotland.
Implicazioni e prospettive
Una vendita di questa portata avrebbe impatti rilevanti sia sul bilancio di Stonegate Group sia sul mercato dei pub, offrendo opportunità per investitori specializzati e potenzialmente ridefinendo la mappa della proprietà dei locali nel Regno Unito.
La scelta tra una cessione unica o frazionata dipenderà dalla capacità del gruppo di massimizzare il ricavato in un contesto caratterizzato da costi di finanziamento più elevati e da un interesse crescente da parte di operatori finanziari e industriali.
Nei prossimi mesi sarà cruciale monitorare la scadenza del periodo non richiamabile legato al finanziamento di Apollo e le eventuali manifestazioni d’interesse formali che potranno concretizzarsi sul mercato.