Operatori obbligazionari puntano sui dati che decideranno la prossima mossa della Fed
- 17 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
I trader obbligazionari si preparano a una serie di dati che potrebbero cristallizzare le attese sul ritmo dei tagli dei tassi operati dalla Federal Reserve, un elemento che ha spinto i US Treasuries verso i maggiori guadagni dall’inizio del 2020.
Il ritorno dei dati governativi
Con la fine del blocco temporaneo delle attività amministrative, gli enti pubblici riprenderanno la pubblicazione di importanti rilevazioni che erano state sospese da inizio ottobre, a cominciare dal rapporto sull’occupazione di settembre atteso a breve.
La mancanza di statistiche ufficiali durante la chiusura ha complicato la valutazione dell’andamento dell’economia. Dati privati, come quelli forniti dalla ADP, avevano già segnalato un indebolimento del mercato del lavoro che ha indotto la Federal Reserve ad abbassare il suo tasso di riferimento nelle riunioni di settembre e ottobre, interrompendo una pausa durata nove mesi.
Esiste però il rischio che le cifre governative sorprendano al rialzo, mostrando una creazione di posti di lavoro più sostenuta del previsto, oppure che risultino incomplete o distorte dagli effetti della sospensione delle attività amministrative. Un dato più solido del previsto potrebbe convincere i responsabili di politica monetaria a mantenere i tassi invariati nella riunione del 10 dicembre o a rivedere le probabilità di politiche più accomodanti nel 2026.
Priya Misra said:
“Con l’arrivo graduale dei dati economici è possibile che il mercato del lavoro mostri maggiore stabilità. In questo scenario il mercato riallocherà le probabilità di un taglio a dicembre e la volatilità potrebbe aumentare.”
I gestori hanno inoltre indicato un’opportunità di acquisto se i rendimenti a 10 anni salissero verso il 4,25%. Attualmente i rendimenti si mantengono intorno al 4,13%, dopo il forte rally dei titoli di Stato registrato nel corso dell’anno.
I titoli di Stato statunitensi hanno beneficiato quest’anno della combinazione tra rallentamento dell’occupazione e tensioni sul commercio internazionale, fattori che hanno aumentato l’incertezza su una crescita che negli anni recenti aveva costantemente sorpreso al rialzo gli analisti. Dopo il rafforzamento delle scommesse sui tagli dei tassi e il relativo calo dei rendimenti, i Treasuries hanno registrato un rendimento complessivo significativo nel corso dell’anno.
Jerome Powell ha più volte dichiarato che le manovre recenti della banca centrale sono state in larga parte precauzionali, finalizzate a evitare che una politica restrittiva compromettesse la crescita, piuttosto che a stimolare l’economia.
La scorsa settimana i contratti futures hanno ridimensionato sotto il 50% le probabilità di un taglio di un quarto di punto a dicembre, in seguito a dichiarazioni di alcuni funzionari della banca centrale che hanno definito tale risultato tutt’altro che scontato. Questa incertezza nel brevissimo termine ha spinto al rialzo un indicatore di volatilità attesa per il mercato obbligazionario, che si era attestato su minimi di quattro anni.
Jack McIntyre said:
“Esiste una preoccupazione crescente — non ancora drammatica — che, sulla base della tempestività e della qualità dei dati economici, la Fed possa non tagliare i tassi a dicembre. Questo, insieme al ritracciamento dei rendimenti, ci porta a mantenere un’esposizione neutrale sui Treasuries statunitensi.”
Analisi dei mercati e delle prospettive
Gli operatori sono attenti anche ad altri fattori che potrebbero spingere i rendimenti verso l’alto, come decisioni giudiziarie o politiche che incidono sui dazi e sulle politiche commerciali. Una sentenza della Supreme Court o analoghe decisioni legislative potrebbero influire sui costi del commercio e sul sentiment degli investitori.
Nel complesso i gestori si aspettano che la Federal Reserve mantenga una propensione verso una politica monetaria più accomodante nel medio termine, anche nel caso di una pausa nel prossimo decisivo incontro: questo orientamento dovrebbe limitare l’entità di un rialzo prolungato dei rendimenti rispetto ai livelli recenti. Di conseguenza, la domanda per i titoli di Stato è rimasta relativamente solida, con alcuni investitori che hanno puntato su un’ulteriore discesa dei rendimenti a 10 anni sotto la soglia del 4%.
I risultati di rilevanti indagini tra clienti istituzionali hanno mostrato un aumento della posizione netta long sui titoli di Stato, mentre le emissioni di nuova carta a 10 e 30 anni hanno ricevuto ordini in linea con le medie recenti, segnalando un interesse costante da parte degli investitori per strumenti a reddito fisso.
George Catrambone said:
“Per far risalire i rendimenti a 2 e 10 anni oltre gli intervalli recenti servirebbe una ripresa marcata della crescita e dei dati sul lavoro. Al momento non emergono segnali chiari che possano suggerire un rimbalzo così deciso del mercato del lavoro.”
Cosa osservare nelle prossime settimane
Gli investitori e i policy maker monitoreranno con attenzione il calendario delle pubblicazioni post-blocco amministrativo: oltre al rapporto sull’occupazione di settembre, rimangono da confermare i tempi di rilascio di varie serie mensili, incluso il consueto rapporto sull’occupazione di novembre.
Il mercato rimane sensibile sia a sorprese positive nei dati macroeconomici, che potrebbero spingere i rendimenti al rialzo, sia a segnali di rallentamento più marcato che rafforzerebbero le aspettative di allentamento della politica monetaria. In entrambi i casi la qualità, la tempestività e l’interpretazione delle statistiche ufficiali saranno determinanti per le decisioni di investimento e per il posizionamento delle banche centrali.