Il direttore degli investimenti di Arca replica con forza ai critici della strategia Bitcoin di Michael Saylor

Negli ultimi giorni l’approccio di Strategy basato su leva per l’esposizione a bitcoin è stato posto sotto nuova lente d’ingrandimento, con critiche che mettono in discussione la capacità dell’azienda di sopportare periodi prolungati di stress di mercato.

Una delle voci più critiche è stata quella di Peter Schiff, noto detrattore di bitcoin e presidente di Schiff Gold, nonché stratega globale presso Euro Pacific Asset Management.

Peter Schiff ha scritto su X:

“Il modello di Strategy dipende da acquirenti orientati al reddito delle sue azioni privilegiate ‘ad alto rendimento’. I rendimenti pubblicizzati non verranno mai effettivamente pagati.”

Peter Schiff ha aggiunto:

“La struttura potrebbe entrare in una ‘spirale della morte’ se la domanda dovesse indebolirsi.”

Peter Schiff ha inoltre affermato:

“Alla fine l’azienda fallirà.”

Schiff ha infine invitato Michael Saylor a confrontarsi pubblicamente durante un evento blockchain programmato a dicembre, tentando così di portare il dibattito all’interno di un palcoscenico pubblico.

Reazioni difensive e valutazioni alternative

Sul versante opposto, commenti più difensivi sono arrivati da Jeff Dorman, chief investment officer della società di gestione di asset digitali Arca, che ha respinto alcune delle analisi negative circolate online.

Jeff Dorman ha scritto su X:

“Commenti stupidi e inaccurati sul profilo di rischio di Strategy.”

Dorman ha sostenuto che le preoccupazioni secondo cui Strategy potrebbe essere costretta a liquidare grandi porzioni di bitcoin trascurano gli elementi fondamentali del suo bilancio. Ha osservato che la quota di proprietà del fondatore — circa il 42% — rende improbabile un’acquisizione aggressiva o un takeover attivista capace di forzare cambiamenti drastici.

Ha inoltre rilevato che nessuno dei debiti della società contiene covenant che imporrebbero la liquidazione delle riserve in bitcoin e che l’attività storica di software dell’azienda continua a generare flussi di cassa positivi, in grado di sostenere oneri finanziari giudicati gestibili.

Jeff Dorman ha spiegato:

“I prenditori raramente vanno in default solo perché si avvicina una scadenza; spesso i creditori concordano estensioni in quella dinamica consolidata di ‘estendi e fingi’.”

Riguardo al ruolo marginale di Strategy negli acquisti di bitcoin rispetto ai flussi verso gli ETF sull’asset, Dorman ha affermato che la società non rappresenta un rischio sistemico per il mercato.

Jeff Dorman ha concluso con una nota diretta per chi diffonde allarmismi:

“Se seguite qualcuno che dice che MSTR è un rischio per BTC, ditegli di chiamarmi.”

Dati di mercato e considerazioni finanziarie

Nonostante l’ampliamento della sua esposizione a bitcoin, il titolo Strategy ha registrato pressioni in borsa: le azioni di classe A hanno chiuso a 199,74 dollari, segnando una flessione giornaliera del 4,22% e una perdita cumulata dell’ordine del 33% da inizio anno, mentre nello stesso arco temporale il prezzo del bitcoin è rimasto relativamente stabile, con un rendimento vicino allo 0,4%.

Le valutazioni che tengono conto dell’effetto diluitivo di opzioni, warrant e debito convertibile mostrano che il rapporto tra prezzo di mercato rettificato e valore netto degli asset in bitcoin si mantiene vicino a 1,06x in termini diluiti, cioè le azioni trattano poco sopra una stima prudente del valore sottostante garantito dalle riserve in bitcoin.

Questi indicatori vengono utilizzati dagli investitori per misurare quanto il mercato prezzi il premio rischioso legato a fattori aziendali, come debito convertibile e potenziale diluizione, rispetto al valore diretto delle tenute in bitcoin.

Dal punto di vista della stabilità finanziaria, importanti elementi da considerare sono la natura dei debiti (presenza o meno di covenant restrittivi), la diversificazione dei ricavi e la concentrazione della proprietà, tutti fattori che influenzano la probabilità che la società debba liquidare attivi in condizioni avverse.

Implicazioni per il mercato e prospettive

La disputa tra critici e difensori evidenzia due narrazioni opposte: da una parte i timori che strutture finanziarie complesse e leva possano amplificare gli effetti di una correzione del mercato; dall’altra la tesi che la composizione del capitale, l’assenza di covenant stringenti e flussi di cassa residui riducano il rischio di vendite forzate.

Per gli operatori e gli analisti resta cruciale monitorare i bilanci, la struttura del debito e qualsiasi cambiamento nella domanda per strumenti come le azioni privilegiate, oltre ai flussi verso gli ETF in bitcoin, che influenzano la pressione domanda-offerta sul mercato complessivo.

Al termine della sessione serale, il prezzo del bitcoin si attestava attorno ai 94.293 dollari, con una flessione di circa l’1,2% nelle ultime 24 ore, a ulteriore dimostrazione della volatilità che continua a caratterizzare l’asset.