Mattarella al Bundestag: oltre il 90% delle vittime sono civili, non rimanga ignorato e impunito

Sergio Mattarella ha detto:

“Quanti morti occorreranno ancora prima che si smetta di concepire la guerra come uno strumento legittimo per risolvere le controversie tra Stati o per esercitare il dominio su altri popoli?”

Il Presidente della Repubblica ha pronunciato queste parole intervenendo al Bundestag in occasione della Giornata nazionale del Lutto, richiamando la memoria dell’Olocausto e denunciando il ritorno di fenomeni che si credevano sconfitti: guerre, discriminazioni diffuse, profonde disuguaglianze e atti di violenza su larga scala.

Sergio Mattarella ha aggiunto:

“C’è un accrescimento di crudeltà: con l’era atomica un singolo gesto può cancellare una città e l’innocenza stessa del mondo.”

Nel suo discorso il Capo dello Stato ha richiamato dati allarmanti: secondo le stime delle Nazioni Unite oltre il 90% delle vittime dei conflitti sono civili, una tendenza che non può rimanere né ignorata né impunita. Ha inoltre ricordato il rapporto dell’Alto Commissariato dell’Onu, che riferiva di circa 122 milioni di persone costrette a fuggire dai propri territori, un numero in crescita che traduce sofferenze e destini spezzati, non semplici cifre statistiche.

La protezione dei civili e il diritto internazionale

Per Sergio Mattarella nessuna circostanza eccezionale può legittimare atti che colpiscono intenzionalmente i civili: bombardamenti in aree abitate, uso della fame come arma di guerra o violenze sessuali. Ha sottolineato come la perdita della distinzione tra combattenti e popolazione civile eroda i fondamenti stessi dell’umanità e mette a rischio le tutele previste dal diritto internazionale.

Questo argomento richiama la necessità di rafforzare l’osservanza delle Convenzioni di Ginevra e dei meccanismi di responsabilità internazionale, oltre a promuovere misure concrete per la protezione dei civili e l’accesso umanitario nelle zone di conflitto.

Un appello al multilateralismo

Sergio Mattarella ha osservato:

“Il multilateralismo non è burocrazia, come spesso lo dipingono i più forti: è lo strumento che raffredda le divergenze e consente soluzioni pacifiche; è il linguaggio della responsabilità condivisa.”

Nel discorso il Presidente ha richiamato il ruolo delle istituzioni multilaterali nel prevenire escalation e nel gestire crisi complesse, evidenziando come la cooperazione internazionale sia essenziale per mediare conflitti, garantire aiuti umanitari e costruire percorsi di ricostruzione e riconciliazione.

Sergio Mattarella ha poi avvertito:

“Occorre resistere alla retorica di chi, come i nuovi ‘dottor Stranamore’, pretende che si debba ‘amare la bomba’.”

Con questa immagine il Presidente ha criticato tendenze che normalizzano l’uso e la proliferazione di armi di distruzione di massa, invitando a politiche di non-proliferazione e a un impegno collettivo per ridurre i rischi legati all’assetto strategico globale.

Il discorso ha anche ricordato che il volto della guerra oggi è sempre più quello del bambino, della madre e dell’anziano indifeso: esempi concreti vengono citati nelle tragedie contemporanee, in luoghi come Kiev e Gaza, dove la popolazione civile paga il prezzo più alto dei conflitti.

Per tradurre queste parole in politiche efficaci, Mattarella ha invitato a rafforzare la diplomazia multilaterale, a sostenere il diritto internazionale e a mettere in campo strumenti di prevenzione delle crisi, responsabilità giudiziaria per i crimini di guerra e un maggior coordinamento internazionale per la protezione dei diritti umani e la gestione dei flussi di rifugiati.



Author: Tony
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