Il Dipartimento di Giustizia aveva prove sufficienti per condannare Roman Storm, dicono i procuratori
- 16 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Roman Storm, sviluppatore associato al mixer di criptovalute Tornado Cash, è al centro di una disputa giudiziaria dopo che i pubblici ministeri federali del Dipartimento di Giustizia, ufficio del Procura del Distretto Meridionale di New York, hanno respinto una richiesta di proscioglimento presentata dalla difesa in seguito al processo.
I magistrati, con un atto presentato dopo il processo, sostengono che i materiali provati durante il dibattimento siano stati sufficienti per dimostrare che Storm ha partecipato alla costruzione e al controllo di Tornado Cash, il servizio di mixing crittografico che in passato è stato oggetto di sanzioni statunitensi a causa dell’utilizzo da parte di attori collegati, tra gli altri, alla Corea del Nord.
In una mozione post-processo depositata alla fine di settembre, la difesa aveva chiesto alla giudice distrettuale Katherine Polk Failla il proscioglimento totale delle accuse, non limitato al capo relativo al concorso per l’esercizio di un trasmettitore di denaro non autorizzato per il quale Storm era stato dichiarato colpevole, ma esteso anche ai due capi per i quali la giuria era rimasta in stallo: il concorso per riciclaggio di denaro e il concorso per violazione delle sanzioni. La difesa aveva affermato che l’accusa non disponeva di prove sufficienti a sostenere una condanna.
I pubblici ministeri hanno risposto sostenendo l’esatto contrario e hanno ribadito l’interpretazione delle prove emerse durante le quattro settimane di dibattimento.
I pubblici ministeri hanno scritto:
“Il controllo dell’imputato non è stato né passivo né incidentale: lui e i suoi co-cospiratori hanno modificato l’interfaccia utente circa 250 volte tra il 26 febbraio 2020 e l’8 agosto 2022, controllando i mezzi attraverso cui la grande maggioranza degli utenti accedeva al servizio Tornado Cash. Nel periodo contestato, almeno il 96% degli utenti di Tornado Cash ha utilizzato il servizio tramite l’interfaccia utente.”
Nella loro memoria, i pubblici ministeri affermano che la documentazione e le testimonianze raccolte durante il processo dimostrano non solo la posizione di leadership tecnica di Storm, ma anche la consapevolezza circa l’uso illecito delle funzionalità implementate.
Secondo l’accusa, questi elementi formano una base probatoria sufficiente per sostenere sia il capo relativo al concorso per riciclaggio di denaro sia quello sul concorso per violazione delle sanzioni, e pertanto la giudice non dovrebbe accogliere la richiesta di proscioglimento su tali capi.
Contesto e funzionamento di Tornado Cash
Tornado Cash è stato concepito come uno strumento di “mixing” per criptovalute: la sua funzione è mescolare fondi provenienti da diverse fonti per rendere più difficile risalire alla provenienza originaria delle transazioni. Tali servizi, se impiegati per nascondere proventi illeciti o per eludere sanzioni internazionali, possono sollevare rilevanti profili penali e amministrativi.
Le autorità statunitensi hanno sanzionato in passato strumenti e operatori del settore quando hanno ritenuto che venissero sfruttati sistematicamente da attori malintenzionati, inclusi gruppi collegati alla Corea del Nord. Queste misure hanno lo scopo di interrompere canali finanziari utilizzati per finanziare attività illecite o per aggirare misure restrittive internazionali.
Aspetti giuridici e implicazioni
La richiesta di proscioglimento della difesa si basa sulla regola che, se le prove non raggiungono la soglia richiesta dalla legge, il giudice può disporre l’assoluzione. Tuttavia, quando i pubblici ministeri ritengono che le prove presentate al processo siano sufficienti, oppongono tale istanza e chiedono al giudice di respingerla.
Nel caso specifico emergono questioni procedurali e sostanziali: la distinzione tra attività tecnica legittima e responsabilità penale per il contributo a un’attività illecita, il livello di controllo esercitato dagli sviluppatori su un servizio decentralizzato e la prova della consapevolezza circa l’uso criminale delle funzionalità implementate.
Se la giudice dovesse ritenere insufficienti le prove su alcuni capi per i quali la giuria è rimasta in stallo, potrebbe ordinare un nuovo processo solo su quegli specifici capi o valutare altre opzioni procedurali. Se invece confermasse la validità delle prove, la condanna già pronunciata sul capo relativo al trasmettitore di denaro non autorizzato resterebbe pienamente efficace e potrebbero essere riaperte le discussioni sulle restanti imputazioni.
Prossime tappe processuali
Gli avvocati della difesa di Roman Storm hanno tempo fino al prossimo mercoledì per presentare una memoria di replica all’atto dei pubblici ministeri. Tale risposta potrà riaffermare le argomentazioni per il proscioglimento o fornire chiarimenti ulteriori sulle interpretazioni tecniche e giuridiche sollevate durante il procedimento.
Successivamente, la decisione sulla mozione di proscioglimento sarà presa dalla giudice Katherine Polk Failla, che dovrà valutare se le prove raccolte durante il processo siano adeguate a sostenere le condanne o se alcune imputazioni debbano essere archiviate o rimesse in ulteriore giudizio.
Il caso pone al centro del dibattito giuridico questioni sulla responsabilità degli sviluppatori di strumenti digitali, l’applicazione delle norme antiriciclaggio e del regime delle sanzioni, e la capacità delle istituzioni giudiziarie di adattare principi consolidati a tecnologie complesse e in rapido sviluppo.