Il 2025 sarà peggiore del 2022 per le criptovalute? pareri opposti di Nic Carter e Kevin McCordic
- 16 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il dibattito tra operatori del settore ha messo in luce due interpretazioni opposte sulla correzione dei mercati crypto nel 2025: una che la vede come una normale fase di consolidamento dopo shock precedenti, e l’altra che la interpreta come un segnale di perdita di centralità e di catalizzatori di mercato.
Dibattito sulle cause della flessione
Kevin McCordic, responsabile crescita della Monad Foundation e noto con lo pseudonimo “intern” su X, ha sostenuto che le turbolenze attuali sono contenute se confrontate al 2022, quando il settore ha registrato fallimenti di creditori, il collasso di piattaforme di scambio e liquidazioni a catena. Per lui si tratta di un ritracciamento sgradevole ma riconducibile a una normale fase di consolidamento successiva alla crisi, con la crypto ormai integrata nella finanza globale.
Kevin McCordic ha detto:
“Andrà tutto bene.”
In senso opposto, Nic Carter, general partner di Castle Island Ventures e cofondatore di Coin Metrics, ha osservato che il 2025 appare “peggiore” perché le criptovalute non sono più al centro dell’attenzione degli investitori. Secondo la sua lettura, i prezzi oscillano senza catalizzatori evidenti, gli acquirenti sono meno numerosi e l’interesse si è spostato verso altri settori.
Nic Carter ha detto:
“Il 2025 sembra peggiore perché la crypto non è più la star dello spettacolo; il ‘four‑year playbook’ e le idee di ‘alt season’ appaiono ormai superate, e i guadagni dipenderanno dal lancio di prodotti che offrano valore reale agli utenti.”
Implicazioni per strategie di investimento
Le due interpretazioni comportano scelte tattiche molto diverse per investitori e operatori. Se si tratta di consolidamento ciclico, ha senso adottare un approccio paziente, ribilanciare posizioni e posizionarsi in vista di una ripresa ordinaria del mercato. In questo scenario, la liquidità e il timing ciclico restano elementi chiave.
Se invece la debolezza riflette una perdita di attenzione e l’assenza di catalizzatori rilevanti, la prospettiva cambia: i rendimenti futuri saranno probabilmente legati all’adozione di prodotti concreti e ai flussi di entrate reali piuttosto che a dinamiche speculative di mercato. In questo caso la valutazione del progetto, la trazione degli utenti e i modelli di monetizzazione diventano criteri decisivi per selezionare opportunità.
Per i gestori istituzionali e i fondi, la distinzione è rilevante anche in termini di rischio di concentrazione: una narrativa di consolidamento favorisce strategie di attesa e acquisto graduale, mentre uno scenario di attention decay richiede un’analisi più rigorosa dei fondamentali e possibili revisioni di portafoglio.
Contesto di mercato e dati recenti
Dal punto di vista dei prezzi, il Bitcoin è stato scambiato intorno a $95.234 alle 21:00 UTC del 15 novembre, con un aumento dello 0,9% nelle 24 ore precedenti. Sul periodo anno‑in‑corso, il Bitcoin segna una performance del 1,93%, a fronte di guadagni del 14,75% per il S&P 500 e del 18,77% per il Nasdaq Composite.
Questi scostamenti suggeriscono che il mercato crypto non ha seguito i rally azionari degli ultimi mesi, riflettendo dinamiche specifiche del settore come la liquidità degli investitori retail, la presenza di prodotti finanziari legati alle crypto e la percezione del rischio rispetto ad asset tradizionali.
Inoltre, fattori macro come i tassi di interesse, le politiche monetarie delle banche centrali, e sviluppi regolatori continuano a influenzare la propensione al rischio. L’ingresso o l’uscita di capitali istituzionali, la nascita di prodotti regolamentati e le decisioni normative possono agire come catalizzatori o, al contrario, come freni per la ripresa del settore.
Per gli operatori del mercato rimane centrale monitorare indicatori di adozione (numero di utenti attivi, volumi on‑chain, adozione di prodotti DeFi e servizi custodial), così come i progressi nello sviluppo di prodotti che generino valore d’uso, che secondo alcune letture saranno determinanti per sostenere i prezzi nel medio termine.