Gli americani hanno tante scuse per non investire, ma questo semplice consiglio di Warren Buffett le smentisce tutte

Un’indagine recente di BlackRock mostra che oltre un terzo degli statunitensi non detiene azioni e indica motivazioni ricorrenti: mancanza di soldi, scarsa conoscenza del mondo degli investimenti e timore di perdite.

Perché molti restano fuori dai mercati

I rispondenti al sondaggio citano soprattutto tre ragioni. Prima, la convinzione di non avere capitali sufficienti per iniziare. Seconda, la sensazione di non avere le competenze necessarie per orientarsi tra prodotti finanziari. Terza, la paura che il valore degli investimenti possa diminuire e che le perdite siano irrimediabili.

La soluzione suggerita da un investitore celebre

Warren Buffett ha spesso indicato una strategia semplice e accessibile:

“La mia raccomandazione abituale è stato un fondo indicizzato a basso costo sull’S&P 500.”

Il suggerimento di investire in un fondo che replica l’andamento delle circa 500 società più grandi degli Stati Uniti risponde direttamente alle tre obiezioni elencate: costi contenuti, gestione passiva che richiede poche conoscenze tecniche e diversificazione che attenua il rischio specifico.

Come affrontare la carenza di capitale

Chi non ha grandi risparmi può comunque iniziare: esistono fondi indicizzati accessibili anche con piccoli importi. Ad esempio, il Schwab S&P 500 Index Fund (SWPPX) ha un prezzo per quota contenuto e molte piattaforme permettono l’acquisto di frazioni di quota, riducendo la barriera all’ingresso.

Più importante del valore iniziale è la continuità: piccoli versamenti regolari permettono di creare abitudini di risparmio e, nel tempo, sfruttare l’effetto degli interessi composti per accumulare capitale.

Superare la mancanza di conoscenze

I mercati finanziari possono sembrare complessi, ma la scelta di un fondo indicizzato riduce notevolmente la necessità di sapere tutto sui singoli titoli. Un fondo passivo offre esposizione ampia e mantiene l’investimento in un paniere diversificato per anni.

Per chi desidera confrontarsi con un consulente, è possibile rivolgersi a sportelli o filiali di istituti come Charles Schwab o Fidelity, dove personale dedicato può rispondere a domande di base e aiutare a impostare un piano di investimento.

La paura delle perdite e l’orizzonte temporale

La preoccupazione di subire perdite è diffusa anche tra investitori esperti. Tuttavia, la storia mostra che i cali di mercato tendono a essere seguiti da periodi di recupero, soprattutto se l’investitore mantiene un orizzonte temporale lungo e resiste alla tentazione di vendere al primo segnale negativo.

William Goetzmann, economista con esperienza accademica, ha osservato che in molte occasioni le perdite di mercato vengono recuperate nel giro di alcuni anni:

“Se aspetti cinque anni dopo questo evento, starai meglio. Questo è ciò che ti dico.”

La ricerca a cui si riferisce mostra che, dopo forti correzioni seguite da lunghi periodi di crescita, la probabilità di aver recuperato le perdite a cinque anni è stata molto elevata.

Alternative all’S&P 500 e considerazioni pratiche

Un’alternativa suggerita da alcuni professionisti è l’investimento in un fondo azionario globale che copra mercati sviluppati ed emergenti. Per esempio, il Vanguard Total World Stock ETF (VT) offre esposizione mondiale e può ridurre la concentrazione in pochi grandi titoli statunitensi.

Jason Draho, responsabile dell’asset allocation per le Americhe presso UBS Global Wealth Management, sottolinea che le valutazioni sull’S&P 500 sono relativamente elevate e che una soluzione globale può offrire maggiore diversificazione.

Dal punto di vista storico, i titoli statunitensi hanno sovraperformato molte aree geografiche nell’ultimo decennio e mezzo. Dalla fase più bassa del mercato nel marzo 2009, il Vanguard Total World Stock ETF (VT) è aumentato in misura significativa, mentre l’S&P 500 ha registrato una crescita ancora più ampia. Tuttavia, l’andamento recente mostra periodi in cui i mercati internazionali sovraperformano gli Stati Uniti, perciò la scelta dipende anche dall’appetito per rischio e dall’orizzonte temporale dell’investitore.

Conclusione: l’importante è iniziare

Per chi non ha mai investito, il consiglio pratico resta semplice e concreto: cominciare con strumenti a basso costo e ben diversificati, impostare versamenti regolari e mantenere una prospettiva di lungo periodo. L’obiettivo primario è avviare l’abitudine del risparmio investito, perché il tempo e la disciplina sono spesso i fattori che più favoriscono il successo economico.