Ottobre 2025 segna un tasso medio del 3,30%
- 15 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Nel mese di ottobre 2025 il tasso medio applicato alle nuove operazioni per l’acquisto di abitazioni è salito al 3,30%, rispetto al 3,28% registrato il mese precedente, pur rimanendo sotto il picco del 4,42% di dicembre 2023. Parallelamente, il tasso medio sulle nuove operazioni di credito alle imprese è aumentato a 3,56% in ottobre, da 3,38% a settembre 2025. Sul totale dei prestiti in essere il tasso medio si è attestato al 3,95%, marginalmente superiore allo 3,94% di settembre. Questi indicatori emergono dall’ultimo bollettino pubblicato dall’Associazione bancaria italiana (Abi).
In crescita i prestiti bancari
I dati segnalano che, nonostante il rialzo dei tassi di interesse, i finanziamenti a imprese e famiglie sono aumentati in ottobre 2025, con una crescita annua dell’1,5%. Si tratta di un’espansione più contenuta rispetto al mese precedente, quando i prestiti alle famiglie avevano registrato una crescita del 2,2% e quelli alle imprese dell’1,2% su base annua.
L’incremento per le famiglie rappresenta il decimo mese consecutivo di crescita dei finanziamenti e per le imprese è il quarto mese consecutivo di aumento. Questo andamento suggerisce una domanda di credito ancora presente nel tessuto economico, sebbene condizionata dalle condizioni monetarie più restrittive adottate dalle autorità di politica monetaria.
Dal punto di vista macroeconomico, una moderata ripresa dei prestiti può sostenere consumi e investimenti, ma resta sensibile all’evoluzione dei tassi di riferimento fissati dalla Banca centrale europea e alle aspettative di inflazione che influenzano i costi di finanziamento per famiglie e imprese.
La raccolta da clientela
La componente di raccolta indiretta — ossia gli investimenti in titoli custoditi presso gli istituti di credito — è aumentata di 90,7 miliardi tra settembre 2024 e settembre 2025. Di questo totale, circa 19,5 miliardi provengono dalle famiglie, 17 miliardi dalle imprese e il resto è attribuibile ad altri settori, come imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione.
Anche la raccolta diretta complessiva (depositi della clientela residente e obbligazioni) a ottobre 2025 è risultata in aumento del 3,3% su base annua, confermando la dinamica positiva avviata dall’inizio del 2024. I depositi nelle varie forme sono cresciuti del 2,8% su base annua, mentre la raccolta a medio-lungo termine tramite obbligazioni è aumentata del 6,9% rispetto a un anno prima.
Questi flussi verso impieghi e strumenti a medio-lungo termine riflettono sia la preferenza degli investitori per strumenti con rendimento superiore rispetto ai conti correnti sia le strategie delle banche volte a diversificare le fonti di finanziamento.
Tassi di interesse sulla raccolta bancaria
Il tasso praticato sui nuovi depositi a durata prestabilita (certificati di deposito e depositi vincolati) in ottobre 2025 si è attestato al 2,10%. Per confronto, il tasso analogo nell’area dell’euro era pari a 1,86%, indicando un livello nazionale superiore alla media europea.
Rispetto a giugno 2022 — ultimo mese precedente la fase di rialzi dei tassi da parte della Banca centrale europea — il rendimento sui nuovi depositi è aumentato di 181 punti base (da 0,29% a 2,10%). Analogamente, il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso è salito al 3,50% in ottobre 2025, con un incremento di 219 punti base rispetto a giugno 2022.
Il tasso medio sul totale dei depositi (certificati di deposito, depositi a risparmio e conti correnti) è stato pari al 0,64%, mentre il rendimento dei conti correnti è rimasto basso, a 0,28% in ottobre 2025 (era lo 0,02% a giugno 2022).
Il margine — ovvero lo spread tra i tassi applicati alle nuove operazioni di impiego e quelli della nuova raccolta — verso famiglie e società non finanziarie si è attestato a 188 punti base in ottobre 2025. Questo indicatore è utile per valutare la remunerazione bancaria relativa e la pressione sui margini in un contesto di tassi più elevati.
I crediti deteriorati e il ruolo della vigilanza
Nel bollettino vengono inoltre analizzati i crediti deteriorati, che comprendono sofferenze, inadempienze probabili ed esposizioni scadute o sconfinanti, misurati generalmente al netto di rettifiche e garanzie. Questi indicatori forniscono informazioni sulla qualità del credito e sui rischi che le banche devono gestire nei bilanci.
La dinamica dei crediti deteriorati è strettamente monitorata dalle autorità di vigilanza, poiché impatta sui requisiti patrimoniali delle banche e sulla loro capacità di continuare a erogare credito. Strategie di riduzione del rischio creditizio includono accantonamenti, cessione delle posizioni problematiche e misure di ristrutturazione del debito a favore di imprese e famiglie in difficoltà.
Un’attenzione particolare è rivolta alla sostenibilità del debito delle imprese e delle famiglie: condizioni macroeconomiche favorevoli, moderazione dei tassi e politiche pubbliche di supporto possono contribuire a limitare il deterioramento della qualità degli attivi bancari.
Implicazioni e prospettive
Complessivamente, il quadro evidenzia una fase in cui i tassi di interesse più elevati convivono con una domanda di credito ancora presente, seppure moderata. Le banche cercano di adattare la loro offerta in termini di depositi e obbligazioni per finanziare i prestiti, mentre imprese e famiglie valutano il costo e la durata delle operazioni finanziarie.
Nei prossimi mesi, l’evoluzione dipenderà dall’orientamento della politica monetaria della Banca centrale europea, dal ritmo dell’inflazione e dalle condizioni macroeconomiche nazionali e internazionali, che influenzeranno la domanda di credito, i margini bancari e la qualità degli attivi finanziari.