Mercati globali crollano dopo la svendita tecnologica e i timori per l’economia della Cina

Le borse globali hanno registrato una flessione dopo una forte vendita nel settore tecnologico che ha determinato la peggiore giornata di Wall Street in un mese, mentre dati deboli dalla Cina hanno rivelato un calo senza precedenti negli investimenti fissi.

Negli Stati Uniti i mercati hanno subito nuove pressioni venerdì: il settore tecnologico rappresentato dal Nasdaq Composite è sceso fino al 1,8% a New York prima di recuperare parte delle perdite. Il benchmark S&P 500 ha ceduto lo 0,7% mentre il Dow Jones Industrial Average è sceso dell’1%.

In Londra il FTSE 100 ha lasciato sul terreno l’1,4%, perdendo circa 100 punti, con i titoli bancari di riferimento in forte ribasso. Le azioni di Barclays, Lloyds e NatWest sono scese tra il 3% e il 3,5%, portando l’indice blue-chip a 9.705 punti dopo che mercoledì aveva sfiorato la soglia simbolica dei 10.000 punti.

La sterlina si è indebolita nei confronti del dollaro dopo che la cancelliera del Tesoro, Rachel Reeves, ha rinunciato ai piani per un aumento dell’aliquota dell’imposta sul reddito nel bilancio, una mossa che gli investitori hanno interpretato in termini di impatto fiscale e prospettive di crescita.

I mercati europei hanno aperto in ribasso: il Stoxx 600 paneuropeo ha lasciato sul terreno lo 0,9%. A Parigi il CAC 40 è sceso dello 0,54%, mentre il DAX tedesco ha perso quasi lo 0,9%.

In Asia le contrazioni sono state marcate: il tecnologico Nikkei giapponese è calato dell’1,8%, il KOSPI della Corea del Sud è precipitato del 2,6% e l’Australia ha registrato un ribasso dell’1,5%, risentendo del sell‑off registrato a Wall Street e delle preoccupazioni sulle valutazioni delle società legate all’intelligenza artificiale.

Calo dei titoli tecnologici e vendita di partecipazioni

La grande capitalizzazione di settore Nvidia, valutata intorno ai 4,5 trilioni di dollari, ha guidato il settore tecnologico verso ribassi più ampi, con una perdita del 3,6% mentre gli investitori hanno riconsiderato le valutazioni delle aziende coinvolte nell’AI dopo la vendita completa della partecipazione da parte di SoftBank.

Altri giganti del comparto dei semiconduttori hanno risentito della stessa pressione: la SK Hynix (coreana) e la Samsung Electronics hanno segnato cali significativi, mentre la Taiwan Semiconductor Manufacturing Company ha accusato una flessione inferiore ma comunque rilevante.

Dati cinesi e impatto sul sentimento globale

I mercati hanno anche reagito ai segnali di raffreddamento dell’economia cinese: i dati ufficiali hanno mostrato che gli investimenti in attività fisse sono diminuiti dell’1,7% nei primi dieci mesi dell’anno, una contrazione record secondo il National Bureau of Statistics cinese.

Di conseguenza gli indici regionali hanno risentito: il CSI 300 della Cina è sceso dello 0,7%, l’Hang Seng di Hong Kong ha perso lo 0,9% e il Taiex di Taiwan ha lasciato sul terreno l’1,4%.

Effetti dello shutdown federale statunitense

Oltre alle oscillazioni legate alla tecnologia e alla Cina, i mercati statunitensi sono rimasti nervosi per le conseguenze del prolungato shutdown federale, il più lungo della storia recente, che ha costretto a sospendere la pubblicazione di dati economici chiave su inflazione e mercato del lavoro.

La mancanza di informazioni ufficiali ha complicato le previsioni sull’azione della Federal Reserve e ha indotto diversi esponenti a manifestare maggiore cautela rispetto alla possibilità di un taglio dei tassi nel prossimo mese.

Jim Reid said:

“È stata una settimana decisamente volatile sul fronte del sentiment: da un lato il sollievo per la fine dello shutdown e dall’altro le preoccupazioni sulle valutazioni dell’AI e sulla possibilità che la Fed non proceda con nuovi tagli dei tassi dopo che vari esponenti hanno adottato toni più cauti.”

Kyle Rodda said:

“La debolezza nei mercati asiatici non è stata così profonda come a Wall Street: le valutazioni statunitensi avevano più margine di correzione e il sell‑off è stato guidato da aspettative di tagli dei tassi ridimensionate e dalla perdita di slancio nel trade sull’AI, con timori su ritorni insufficienti sugli investimenti.”

Rodda ha inoltre osservato che, nonostante un temporaneo rimbalzo di alcuni titoli cinesi dopo i dati deludenti, le cifre sugli investimenti estremamente deboli potrebbero indurre Pechino a considerare misure di stimolo per sostenere la domanda interna e la fiducia degli investitori.

Reazioni sul mercato valutario e obbligazionario

Sul fronte valutario la sterlina è scesa di quasi lo 0,5% nei confronti del dollaro, attestandosi a circa 1,31 dollari, mentre il mercato obbligazionario britannico ha registrato un aumento dei rendimenti sui titoli a lungo termine: i gilts a 30 anni sono saliti di 12 punti base.

Questi movimenti riflettono le preoccupazioni degli investitori sull’effetto della retromarcia della cancelliera Rachel Reeves sull’aumento dell’imposta sul reddito e sulle implicazioni del bilancio che dovrà essere presentato il 26 novembre, influenzando le prospettive fiscali e la domanda di titoli sovrani.

In sintesi, l’interazione tra ritracciamento delle valutazioni tecnologiche, dati economici deboli dalla Cina e incertezza politica e istituzionale negli Stati Uniti e nel Regno Unito ha creato una combinazione di fattori che ha aumentato la volatilità sui mercati finanziari globali.