Meno del 50% degli investitori ora prevede un taglio dei tassi a dicembre
- 15 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Solo 45,9% degli investitori prevede un taglio dei tassi alla prossima riunione del FOMC in dicembre, un calo che riflette il deterioramento del sentiment di mercato e la fase negativa del mercato delle criptovalute.
Secondo i dati del CME Group, le probabilità di un taglio di 25 punti base a dicembre erano quasi del 67% il 7 novembre. In settembre diverse grandi banche avevano invece anticipato più interventi di allentamento nel 2025: tra queste le previsioni pubbliche di Goldman Sachs e di Citigroup, ciascuna con ipotesi su tre riduzioni da 25 punti base nel corso dell’anno.
Perché le decisioni sui tassi incidono sulle criptovalute
Le scelte di politica monetaria influenzano i prezzi degli asset rischiosi perché determinano il costo del denaro e la quantità di liquidità disponibile. Tassi più bassi tendono a favorire l’afflusso di capitale verso attività ad alto rischio, sostenendo i prezzi; tassi più alti limitano la leva finanziaria e riducono la propensione al rischio.
Il Federal Reserve e il FOMC operano principalmente sul tasso di riferimento a breve termine, ma le aspettative sulle loro mosse condizionano i prezzi degli asset a scadenze più lunghe, i rendimenti obbligazionari e la valutazione complessiva degli investimenti in criptovalute. Anche strumenti come i stablecoin e i mercati di credito contribuiscono a veicolare liquidità tra il sistema bancario e i mercati digitali.
Probabilità di taglio e impatto sul sentiment
La diminuzione delle probabilità di un taglio a dicembre ha alimentato un sentiment più negativo e potrebbe preludere a ulteriori pressioni al ribasso sui prezzi delle criptovalute nel breve periodo, finché la Federal Reserve non riprenderà una sequenza evidente di allentamento.
Il taglio di 25 punti base deciso in ottobre era atteso da molti operatori, ma la reazione dei mercati delle criptovalute è stata in molti casi una prosecuzione del ribasso, segnalando che l’annuncio era già stato in larga misura scontato.
Matt Mena ha detto:
“Il taglio di ottobre era già completamente scontato dagli investitori, essendo stato previsto con largo anticipo.”
Questa dinamica — dove un’azione politica attesa non genera immediato rimbalzo — può verificarsi quando i mercati hanno già incorporato le informazioni nei prezzi, lasciando spazio a reazioni guidate da fattori tecnici o da cambiamenti nelle aspettative di crescita e inflazione.
Jerome Powell ha detto:
“C’erano opinioni fortemente divergenti su come procedere a dicembre. Un’ulteriore riduzione del tasso di politica monetaria nella riunione di dicembre non è una conclusione scontata — tutt’altro. La politica non è su un percorso prestabilito.”
La dichiarazione del presidente della Federal Reserve sottolinea l’incertezza interna alla banca centrale e la predisposizione a valutare gli sviluppi economici prima di impegnarsi in una strategia predefinita. Questo tipo di messaggio aumenta la volatilità nelle aspettative di mercato, poiché gli operatori rivalutano la tempistica e l’entità di possibili interventi futuri.
Avvertenze di mercato e scenari macroeconomici
Ray Dalio, economista e investitore con lunga esperienza nei mercati finanziari, ha messo in guardia sulle conseguenze di una politica monetaria che allenta la stretta quando i prezzi degli asset sono ai massimi storici, la disoccupazione è relativamente bassa e gli spread creditizi rimangono compressi. Secondo la sua analisi, questa combinazione può favorire bolle finanziarie e aumentare i rischi di instabilità successiva.
Dal punto di vista macro, una sequenza di tagli dei tassi in presenza di surriscaldamento degli asset può alimentare dinamiche di debito difficili da gestire nel medio-lungo termine. Gli operatori e le autorità di vigilanza osservano quindi non soltanto la politica monetaria ma anche la solidità dei bilanci bancari, la qualità del credito e l’evoluzione dei prezzi degli asset come elementi chiave per valutare i rischi sistemici.
Infine, l’aumento della domanda di stablecoin e di altri veicoli digitali di deposito può modificare i flussi di liquidità tra mercati tradizionali e mercati crypto, esercitando una pressione ulteriore sulle decisioni di politica monetaria e sulle condizioni finanziarie complessive.
Gli sviluppi futuri dipenderanno dalla lettura dei dati sull’inflazione, dal mercato del lavoro e dalle condizioni finanziarie globali: fino a quando non emergerà un quadro più nitido, la probabilità di nuovi ribassi o di una stabilizzazione dei prezzi resterà incerta e sensibile alle comunicazioni della Federal Reserve.