Goldman Sachs svela le previsioni chiave per il mercato azionario fino al 2035
- 15 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Goldman Sachs ha pubblicato con discrezione una previsione azionaria a lungo termine, estesa fino al 2035, che contiene una sorpresa per gli investitori statunitensi: previsioni di rendimento molto più moderate rispetto al decennio precedente dominato dalla tecnologia.
Secondo il modello aggiornato della banca d’affari, il S&P 500 dovrebbe offrire in media un rendimento annuo del 6,5% fino al 2035, una stima nettamente inferiore ai ritorni a due cifre che molti investitori hanno visto negli ultimi anni. Gran parte di questo rendimento sarebbe generato dalla crescita degli utili piuttosto che da un’ulteriore espansione dei multipli di mercato.
Premesse della proiezione
La previsione di Goldman Sachs si basa su tre elementi centrali: una crescita degli utili stabile intorno al 6% annuo, un lieve freno alle valutazioni e un rendimento da dividendi moderato. Questo scenario implica che il mercato futuro ricompenserà maggiormente le aziende con risultati fondamentali solidi piuttosto che quelle che si affidano all’espansione dei multipli.
Nel dettaglio, la banca ritiene che i livelli attuali di P/E siano “molto elevati rispetto alla storia” e difficilmente sostenibili se dovessero venire meno i fattori strutturali che hanno sostenuto i margini negli ultimi decenni. Il modello aggiornato indica un P/E di equilibrio intorno a 21x entro il 2035, in calo rispetto all’attuale 23x.
Margini, tassi e vincoli strutturali
Goldman Sachs evidenzia come i margini di profitto aziendali siano saliti significativamente, passando da circa il 5% nel 1990 a circa il 13% oggi. Questo miglioramento è stato alimentato da efficienze nelle catene di approvvigionamento globali e da decenni di costi finanziari e fiscali in calo, elementi che potrebbero non ripetersi con la stessa intensità.
Un altro vincolo importante incorporato nel modello è il rendimento del Treasury a 10 anni, che la banca assume intorno al 4,5%. Un livello dei tassi più alto rispetto al passato riduce lo spazio perché le valutazioni possano crescere ulteriormente, lasciando il passo principalmente alla crescita degli utili.
Performance societaria recente
Nonostante le limitazioni sulle valutazioni, l’economia aziendale statunitense ha mostrato una capacità di superare le stime: trimestri recenti hanno registrato una serie di sorprese positive sugli utili e sui ricavi per molte società del S&P 500, con una crescita degli EPS a due cifre in più trimestri consecutivi. Gran parte di questo impulso è stato guidato dalle grandi società tecnologiche.
Dove Goldman vede le maggiori opportunità
Il punto più rilevante per gli investitori statunitensi è che, nel modello di Goldman Sachs, i migliori rendimenti attesi nei prossimi dieci anni non provengono necessariamente dagli Stati Uniti. Il S&P 500 rimane la base con il 6,5% annuo stimato, ma le proiezioni più alte riguardano altre aree geografiche.
In particolare, la banca stima rendimenti medi annui del 10,9% per i Mercati Emergenti, del 10,3% per Asia ex-Giappone e dell’8,2% per il Giappone. Queste stime riflettono aspettative di maggiore crescita del PIL nominale, riforme strutturali, miglioramento dei rendimenti da dividendo e potenziali upgrade nella governance societaria in paesi come la Corea e la Cina.
Goldman Sachs sottolinea inoltre l’impatto valutario: i suoi strategisti valutari considerano il dollaro statunitense sopravvalutato di circa il 15% rispetto ai fondamentali, ipotizzando un indebolimento della valuta che tenderebbe a favorire i rendimenti in termini di dollari degli investimenti esteri, aggiungendo circa 1,7 punti percentuali annui al ritorno degli EM tradotti in dollari.
Implicazioni pratiche per gli investitori
Il quadro prospettato impone alcune considerazioni operative: diversificazione geografica, attenzione ai fondamentali aziendali e valutazione del rischio valutario assumono maggiore importanza. Un approccio che privilegi aziende con crescita degli utili sostenibile, politiche di prezzo solide e bilanci sani dovrebbe essere più premiato rispetto al semplice inseguimento dei multipli.
Per chi guarda ai Mercati Emergenti e all’Asia ex-Giappone, le opportunità possono derivare sia dalla crescita degli utili sia dal potenziale riallineamento valutario. Tuttavia, tali mercati comportano rischi specifici legati a governance, volatilità valutaria e contesto geopolitico, che richiedono selezione attiva e gestione del rischio.
Nel complesso, la visione di Goldman Sachs segnala un decennio in cui il rendimento sarà più ancorato alla sostanza economica delle imprese e meno alle dinamiche speculative dei mercati finanziari. Per gli investitori ciò significa concentrare l’analisi sui fondamentali aziendali, sui flussi di cassa e sulle prospettive macroeconomiche delle diverse regioni.