Arriva il rimpasto nella Fed, ma il 2026 resta diviso

La Federal Reserve resta divisa sulla possibilità di un terzo taglio dei tassi prima dell’ultima riunione politica dell’anno, ma i cambiamenti nella composizione del comitato stanno già orientando la direzione della politica monetaria per il prossimo anno.

Questa settimana il presidente della Fed di Atlanta, Raphael Bostic, ha annunciato che andrà in pensione al termine del suo mandato a febbraio, aprendo così una posizione rilevante attualmente occupata da una voce con impostazione restrittiva.

Sebbene il presidente della Fed di Atlanta non abbia diritto di voto fino al 2027, la scelta del suo successore potrebbe influenzare il dibattito interno e indirizzare il comitato verso un orientamento più propenso a ridurre i tassi.

Marco Casiraghi ha detto:

“I membri senza diritto di voto possono comunque influenzare in modo significativo il dibattito e le decisioni di politica della Fed. La decisione di Bostic di ritirarsi elimina una voce da falco e rende il FOMC marginalmente più accomodante nelle aspettative.”

Reimmissione dei presidenti regionali e possibili pressioni politiche

Il rinnovo dei mandati dei presidenti delle 12 banche regionali della Federal Reserve è un processo quinquennale che richiede la conferma della maggioranza del Board of Governors a Washington. Storicamente si tratta di una prassi amministrativa, ma la prospettiva di interferenze politiche ha sollevato dubbi.

Un elemento di incertezza è la decisione della Corte Suprema attesa a gennaio su un caso che riguarda la possibilità di rimozione della governatrice Lisa Cook, nominata dall’amministrazione Biden. Se la Corte dovesse consentire la rimozione da parte del presidente, si aprirebbe un ulteriore posto nel consiglio della Fed che il presidente in carica potrebbe occupare con un funzionario dalle posizioni più favorevoli a tassi più bassi.

Candidati alla presidenza della Fed e il profilo dell’orientamento politico

Il mandato del presidente in carica, Jerome Powell, scade a maggio e il successore nominato avrà un ruolo fondamentale nel determinare la traiettoria della politica monetaria. Tra i nomi considerati figurano l’attuale governatrice Michelle Bowman, l’ex governatore Kevin Warsh, e altri esponenti con esperienze sia pubbliche sia nel settore privato.

Loretta Mester ha detto:

“La forza dell’istituzione sta nella sua capacità di gestire cambiamenti di leadership — compresi presidente, governatori e presidenti delle banche regionali — senza discontinuità, perché la cultura della Fed è orientata al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Federal Reserve Act. Confido che chi verrà scelto manterrà questa cultura, che ha servito bene il paese.”

Rotazione dei presidenti regionali e impatto sulle decisioni di politica

Ogni anno ruotano i voti fra i presidenti delle banche regionali: quattro posti ruotano annualmente, mentre la presidente della Federal Reserve Bank di New York mantiene il voto permanente. Nel 2026 entreranno nel gruppo dei votanti i presidenti di Cleveland, Dallas, Philadelphia e Minneapolis, mentre usciranno temporaneamente i presidenti di Kansas City, Chicago, Boston e St. Louis.

Questa rotazione può modificare l’orientamento complessivo del comitato: attualmente molti dei presidenti in votazione mostrano inclinazioni più restrittive rispetto al taglio dei tassi, e i nuovi ingressi potrebbero confermare o accentuare tale impostazione.

Susan Collins ha detto:

“Pur avendo sostenuto il taglio dei tassi nell’ultima riunione, la soglia per ulteriori riduzioni è relativamente alta e probabilmente è appropriato mantenere i tassi ai livelli attuali per qualche tempo.”

Alberto Musalem ha detto:

“Ho sostenuto il taglio nell’ultima riunione, ma dobbiamo procedere con cautela perché vedo uno spazio limitato per ulteriori allentamenti senza rendere la politica monetaria eccessivamente accomodante. L’inflazione si attesta intorno al 3% e i tassi sono vicini al livello neutro; dobbiamo continuare a contrastare l’inflazione sopra il target pur supportando il mercato del lavoro.”

Jeff Schmid ha detto:

“L’inflazione è ancora troppo alta.”

Gruppi e scenari per il 2026

Analisti e responsabili politici indicano che il prossimo anno il panorama del FOMC potrebbe essere caratterizzato da una maggiore polarizzazione: un consiglio centrale più incline all’accomodamento e un corpo di presidenti regionali con orientamento più restrittivo. Questa dinamica rende più probabile un dibattito articolato piuttosto che decisioni nette e univoche.

Gregory Daco ha osservato che è utile distinguere non solo due, ma tre gruppi all’interno del sistema: un gruppo più accomodante, un gruppo più restrittivo e un insieme di membri con posizioni più agnostiche che possono oscillare a seconda dei dati economici.

Anne Walsh ha detto:

“Indipendentemente dallo scenario politico, mi aspetto che la composizione della Fed diventi complessivamente più accomodante, il che implica una riduzione del tasso neutro atteso e benefici potenziali per le componenti più sensibili ai tassi dell’economia, inclusi i consumatori a reddito più basso.”

Implicazioni per mercati e politica monetaria

Le nomine, le conferme e le rotazioni interne alla Federal Reserve avranno effetti sia sul dibattito interno sia sulle aspettative dei mercati. Un orientamento più accomodante al vertice e tra alcuni governatori potrebbe aumentare la probabilità di riduzioni dei tassi, mentre un nucleo di presidenti regionali focalizzati sul controllo dell’inflazione potrebbe rallentare o limitare tali mosse.

Per gli operatori finanziari, le imprese e i consumatori, l’evoluzione del profilo istituzionale è importante quanto i dati economici: le decisioni sulle nomine e sulle conferme plasmano le aspettative su inflazione, crescita e costi del credito, influenzando prestiti, mutui e investimenti nel medio termine.

Nel complesso, il 2026 si prospetta come un anno di importanti scelte istituzionali che, pur senza alterare immediatamente il quadro operativo della banca centrale, determineranno il contesto politico e le priorità della Federal Reserve per gli anni a venire.