Tfr statali: manovra velocizza l’accesso ma elimina la detassazione, si perdono fino a 750 euro

Per i dipendenti pubblici la Legge di Bilancio 2026 prevede l’anticipo di tre mesi nella corresponsione del TFS/TFR e delle altre indennità di fine servizio in caso di pensionamento per limiti di età o di servizio, con l’effetto collaterale della perdita di circa 750 euro pro capite, corrispondente alla detassazione dell’1,5% prevista per i trattamenti liquidati dopo almeno 12 mesi dalla cessazione del rapporto, come segnalato dalla Cgil.

Modifica introdotta nella manovra

L’intervento normativo contenuto nell’articolo 44 del Ddl di Bilancio anticipa la prima rata del TFS/TFRarticolo 24 del decreto‑legge n. 4/2019.

Questa modifica è stata interpretata come una scelta pragmatica del legislatore in risposta alle criticità sollevate dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 130/2023, che aveva invitato a rivedere la disciplina del trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici per eliminare una disparità ritenuta incompatibile con i principi costituzionali di uguaglianza, proporzionalità della retribuzione e tutela dell’invecchiamento.

Funzionamento e scale di detassazione

La “detassazione” opera come riduzione dell’aliquota Irpef applicata al trattamento di fine servizio e aumenta con il protrarsi del differimento della liquidazione. Le percentuali previste erano strutturate come segue: 1,5% per somme corrisposte dopo almeno 12 mesi dalla cessazione del rapporto; 3% dopo almeno 24 mesi; 4,5% dopo 36 mesi; 6% dopo 48 mesi; 7,5% dopo 60 mesi.

La finalità originaria di tale agevolazione era attenuare, almeno in parte, il danno economico subito dai lavoratori a causa dei lunghi tempi di pagamento, dovuti a fattori amministrativi e di gestione dei flussi contributivi e contabili nel settore pubblico.

Impatto finanziario e posizione sindacale

Ezio Cigna ha dichiarato:

“La Corte auspicava un intervento correttivo strutturale, capace di ridurre in modo significativo i tempi di corresponsione e di riequilibrare il trattamento rispetto al settore privato. L’intervento in manovra non affronta i nodi strutturali del differimento e produce un effetto economico sfavorevole: l’anticipo di tre mesi fa sì che molti lavoratori perdano automaticamente il beneficio di detassazione previsto nel 2019, con effetti di gettito a favore dello Stato a scapito dei pensionandi.”

Secondo la relazione tecnica allegata alla manovra sono circa 30.122 le pensioni di vecchiaia liquidate a dipendenti pubblici che verrebbero coinvolte dal sistema di anticipo, con una stima di maggior gettito fiscale in una sola annualità pari approssimativamente a 22,6 milioni di euro. Per contro, la stessa relazione indica un maggior onere per il 2027 stimato in 321 milioni di euro lordi e 272 milioni netti, conseguenza dell’anticipo delle uscite.

Il quadro di insieme mostra quindi una dinamica complessa: l’anticipo dei pagamenti aumenta l’esborso immediato della finanza pubblica, mentre la riduzione o la perdita delle agevolazioni fiscali per i beneficiari comporta un aumento di gettito fiscale che ne attenua parzialmente l’impatto sul bilancio statale.

Conseguenze pratiche per i lavoratori e scenari istituzionali

Per i lavoratori interessati la modifica comporta una perdita netta del beneficio fiscale per chiunque veda liquidata la prima rata entro i nove mesi successivi al pensionamento. Sul piano istituzionale la questione apre scenari di confronto tra Governo, amministrazioni pubbliche e organizzazioni sindacali, con possibili interventi successivi volti a conciliare esigenze di contenimento della spesa e tutela dei diritti acquisiti dai lavoratori.

Un intervento più organico, auspicato da alcuni osservatori e dalla giurisprudenza costituzionale, dovrebbe puntare a ridurre i tempi di corresponsione attraverso semplificazioni amministrative e adeguamenti organizzativi, così da eliminare la necessità di compensazioni fiscali e riequilibrare la posizione dei dipendenti pubblici rispetto a quelli del settore privato.

Nel frattempo, la combinazione tra anticipo dei pagamenti e revisione delle detassazioni rappresenta un elemento chiave della manovra che richiederà monitoraggio sia per l’impatto sui bilanci pubblici sia per le ricadute sui redditi dei futuri pensionati.



Author: Tony
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