Il 74% dei giovani che vivono ancora con la famiglia si trova in condizioni economiche medio-basse
- 14 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Il 74,1% dei giovani adulti che continuano a vivere nella famiglia d’origine si colloca in una condizione di status socio-economico basso o medio‑basso, secondo l’analisi contenuta nel Cisf Family Report 2025, svolto su un campione di 1.600 persone da Eumetra per il Centro internazionale Studi sulla Famiglia.
Dati principali e quadro generale
La percentuale di giovani che rimangono nella famiglia di origine in condizioni economiche svantaggiate è nettamente superiore alla media complessiva degli intervistati, che si attesta al 45,6%. Questo indica una concentrazione di fragilità tra le generazioni più giovani, con implicazioni demografiche e socio‑economiche a medio termine.
Lo studio mette in luce come, per molti giovani, la famiglia resti l’unico ammortizzatore sociale in assenza di adeguate opportunità occupazionali stabili e di politiche abitative efficaci.
Francesco Belletti ha dichiarato:
“Questa evidenza conferma indirettamente la marginalità economica delle nuove generazioni: la famiglia continua a essere il principale sistema di protezione sociale per i giovani che non riescono a raggiungere l’autonomia.”
Economia della rinuncia
Per far fronte alla vulnerabilità finanziaria cresce ciò che il report definisce economia della rinuncia: il 32,5% delle famiglie ha dovuto rinunciare a spese per il benessere personale e il tempo libero, il 32,4% ha tagliato le spese per la casa e il 18,5% ha limitato le spese sanitarie.
Questi comportamenti incidono sulla qualità della vita e possono produrre effetti cumulativi su consumi, salute e coesione sociale, riducendo anche la domanda interna e la capacità di investimento delle famiglie.
La generazione sandwich e il caregiving
Il rapporto dedica attenzione alla cosiddetta generazione sandwich — i quaranta‑cinquantenni che si trovano a sostenere contemporaneamente figli e genitori anziani non autosufficienti. Quasi il 42,6% delle famiglie con figli svolge anche funzioni di caregiving verso familiari anziani.
Tra chi svolge compiti di cura, il 53% riferisce di sentirsi più spesso sopraffatto dalle responsabilità legate alla cura degli anziani rispetto a quelle genitoriali, un elemento che segnala stress e potenziali esiti negativi sulla salute e sulla partecipazione al mercato del lavoro.
Francesco Belletti ha dichiarato:
“Il supporto familiare viene dato per scontato e questo crea una compressione che rischia di schiacciare la capacità di resistenza delle generazioni di mezzo; al tempo stesso il ridimensionamento delle reti familiari riduce la capacità complessiva di cura.”
L’insieme di questi fattori evidenzia l’urgenza di misure pubbliche che sostengano il caregiving formale e informale, attraverso servizi territoriali, forme di congedo condiviso e incentivi per servizi di cura di qualità.
Benessere psicologico e criticità sanitarie
Sul fronte della salute, il Cisf Family Report 2025 mostra un peggioramento del benessere psicologico: oltre un terzo del campione (35,2%) segnala almeno un problema di salute, mentre il 60% dichiara di soffrire di ansia o stress (24,9% con sintomi frequenti; 37,3% in misura occasionale).
Le cause indicate sono multiple: per il 45% i fattori principali sono problemi di salute personali o familiari, per il 34,7% sono difficoltà economiche e per il 32,2% tensioni legate al lavoro. Questi elementi concorrono a un quadro di fragilità psicologica che richiede risposte integrate di sanità pubblica e servizi sociali.
Implicazioni politiche e proposte di intervento
I risultati del report evidenziano alcune linee di intervento rilevanti per le istituzioni: politiche abitative che facilitino l’accesso all’autonomia giovanile, incentivi per la stabilità occupazionale e salari adeguati, potenziamento dei servizi di cura per anziani e minori, nonché investimenti in prevenzione e servizi di salute mentale.
Un approccio coordinato tra livelli di governo e sistemi di welfare locali può contribuire a ridurre la dipendenza dalla famiglia come unico ammortizzatore sociale, sostenendo la transizione all’autonomia dei giovani e alleggerendo il carico sulla generazione sandwich.
Infine, la combinazione di politiche del lavoro, misure abitative e servizi di cura rappresenta una strategia cruciale per mitigarne gli effetti demografici e rafforzare la coesione intergenerazionale, con benefici anche per la sostenibilità economica e la partecipazione sociale.