Con le vendite di Steph Curry in calo, separarsi da Under Armour è sensato, dicono gli analisti di mercato
- 14 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Wall Street sta osservando con attenzione l’andamento di Under Armour e, per il momento, apprezza la direzione strategica intrapresa dall’azienda.
La scelta di interrompere gradualmente la collaborazione con Stephen Curry rientra in un piano di ristrutturazione più ampio che mira a concentrare risorse e comunicazione sul marchio principale UA.
Nel secondo trimestre chiuso il 30 settembre la società ha riportato una perdita netta di $18,8 milioni con ricavi per $1,33 miliardi: dati che, pur misti, hanno indotto alcuni analisti a dichiarare che Under Armour sta procedendo nella direzione giusta rispetto alle sfide di mercato.
Valutazioni dagli analisti e controllo dei rivenditori
L’analista Sam Poser di Williams Trading ha segnalato che i riscontri raccolti presso i rivenditori sono coerenti con il messaggio della dirigenza: un atteggiamento più prudente dei distributori, innescato dall’incertezza sui dazi e altri fattori macro, potrebbe favorire nel medio termine il posizionamento del marchio Under Armour.
I sondaggi sul campo indicano inoltre che, in particolare tra i consumatori più giovani, si osserva una ricrescita di interesse verso il marchio Under Armour, sebbene si ritenga che permanga la necessità di campagne di marketing più innovative e coinvolgenti.
Perché terminare la partnership con Curry adesso
L’uscita dal rapporto di collaborazione con la linea associata a Stephen Curry è stata interpretata da più osservatori come una mossa preventiva per alleggerire il portafoglio prodotti e migliorare la marginalità complessiva.
L’analista Dylan Carden di William Blair ha sottolineato che questa decisione si allinea all’obiettivo dichiarato dalla direzione di restringere l’assortimento, vendere a prezzo pieno e rinnovare la narrazione del brand per riconquistare l’engagement dei clienti e la chiarezza dell’identità di marca.
La separazione, prevista a regime nel 2026, rientra tra misure di ristrutturazione che comprendono la riduzione di contratti e costi del personale e che dovrebbero generare risparmi incrementali stimati tra i $45 e i $50 milioni.
Impatto economico della sub‑brand Curry
L’accordo con Stephen Curry dura da tredici anni ed è stato storicamente centrale nello sviluppo della linea calzature, ma diversi analisti osservano che oggi il peso della sub‑brand è molto inferiore rispetto ai periodi di massimo splendore.
L’analista Tom Nikic di Needham stima l’attuale fatturato legato alla sub‑brand Curry in una forchetta approssimativa tra i $75 e i $100 milioni, molto al di sotto dei livelli massimi. Nel complesso, il business basket di Under Armour rappresenta circa il 2% dei ricavi totali, ovvero tra $100 e $120 milioni nell’esercizio in corso.
Nikic ha evidenziato come la sub‑brand possa oggi avere margini limitati, tenuto conto della minore marginalità delle calzature rispetto all’abbigliamento, degli oneri operativi per gestire un marchio separato, delle spese pubblicitarie e delle royalties legate alla personalità sportiva.
Raccomandazioni strategiche e ritorno alle origini
L’analista Randal Konik di Jefferies ha descritto le iniziative di ristrutturazione come un ritorno alle fondamenta promosso dal fondatore Kevin Plank, definendo la scelta di interrompere la partnership con Curry coerente con l’idea di focalizzarsi sul core business.
Tra le indicazioni operative suggerite dagli analisti figurano la riduzione della presenza in outlet e canali di sconto, la pulizia della distribuzione (compresa un’uscita dal distributore Kohl’s), la diminuzione degli stock-keeping units (SKUs) nelle calzature e una priorità ai consumatori praticanti attività sportiva più che al pubblico casual.
Rischi reputazionali e pipeline prodotto
Cristina Fernández del Telsey Advisory Group ha definito la separazione come un rischio più che un beneficio dal punto di vista reputazionale, poiché potrebbe complicare future collaborazioni con atleti di alto profilo; tuttavia ha riconosciuto che la partnership ha contribuito allo sviluppo della categoria calzature, pur non avendo raggiunto il suo pieno potenziale.
Il piano prodotto prevede che l’ultimo modello della collaborazione, il Curry 13, venga immesso sul mercato a febbraio 2026, con colorazioni e capsule apparel programmate fino a ottobre 2026; nel frattempo l’azienda ha introdotto nuove collezioni come la UA Halo Collection e collaborazioni rigenerative come la Unless x Under Armour per esplorare soluzioni produttive più sostenibili.
La presenza del brand in eventi di atletica ha inoltre aiutato la visibilità: ad esempio la vincitrice della Boston Marathon 2025, Sharon Lokedi, ha ottenuto il secondo posto alla New York City Marathon 2025 indossando le Velociti Elite 3 sviluppate su sue specifiche, un segnale di come le performance sportive possano sostenere la reputazione tecnica delle calzature.
Prospettive e considerazioni finali
Nel complesso gli analisti ritengono che la separazione dal marchio Curry non dovrebbe avere un impatto materiale sul conto economico di Under Armour nel breve periodo, mentre i risparmi attesi e la semplificazione dell’offerta potrebbero supportare un recupero della redditività se accompagnati da una maggiore disciplina commerciale e da investimenti mirati nella narrativa di marca.
Per gli osservatori il successo della strategia dipenderà dalla capacità del management di riconcentrare le risorse sul core sportivo, ottimizzare la distribuzione e rilanciare il posizionamento del marchio verso i consumatori praticanti sport, senza perdere trazione in termini di innovazione prodotto e sostenibilità.