Chi frequenti influenza tutto: l’investitore Kevin O’Leary avverte gli studenti di Harvard di non accontentarsi della mediocrità
- 14 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Kevin O’Leary, noto investitore e volto del programma Shark Tank, ha espresso una critica netta verso il mondo della consulenza, definendolo una scelta di carriera che rischia di essere «uno spreco d’anima e di vita» per molti laureati delle migliori università.
La denuncia verso il reclutamento accademico
Intervistato da Fox Business sul destino professionale degli studenti più brillanti, Kevin O’Leary ha sostenuto che da decenni Harvard funzioni come una vera e propria «linea di produzione» di futuri consulenti. Secondo la sua stima, circa un terzo di ogni corso di laurea sceglie oggi la strada della consulenza manageriale.
Kevin O’Leary ha detto:
“Ritengo che la consulenza sia uno spreco d’anima e di vita perché raramente porta a decisioni di reale portata.”
Le obiezioni sul ruolo decisionale
Il nucleo della critica riguarda la scarsità di responsabilità decisionali pratiche che, secondo O’Leary, caratterizza la professione: i consulenti offrono analisi e raccomandazioni, ma non sono quasi mai i soggetti che firmano o assumono le conseguenze dirette delle decisioni strategiche.
Kevin O’Leary ha detto:
“Vivono in un mare di mediocrità e alla fine finiscono in quello che chiamo l’inferno della consulenza, il livello più basso.”
Nella sua prospettiva questa dinamica produce carriere molto remunerative dal punto di vista economico, ma con scarso impatto personale e professionale duraturo, un elemento che per O’Leary rende la scelta poco soddisfacente sul piano umano.
Relazioni, ambiente e percorsi alternativi
Un altro punto centrale del suo ragionamento è l’influenza dell’ambiente sociale e professionale sulle decisioni di carriera: il network con cui si trascorre il tempo tende a condizionare le scelte future e la traiettoria professionale.
Kevin O’Leary ha scritto:
“Con chi passi il tempo plasma tutto.”
Per i due terzi degli studenti che invece puntano su iniziative imprenditoriali, O’Leary è più incoraggiante: considera l’imprenditorialità come un elemento centrale della storia economica degli Stati Uniti, capace di generare innovazione e crescita sostenibile.
Secondo O’Leary, i figli che crescono osservando un genitore imprenditore al lavoro per molte ore acquisiscono una mentalità e una cultura del lavoro che favoriscono la creazione d’impresa e la resilienza professionale.
Posizioni precedenti e considerazioni pratiche
O’Leary non è nuovo a giudizi critici sulla consulenza. In precedenti interventi su piattaforme social come TikTok ha ribadito la sua riluttanza a promuovere questo percorso professionale tra i giovani che istruisce o consiglia.
Kevin O’Leary ha detto:
“È una lenta discesa verso un inferno terrestre. Non capisco perché qualcuno dovrebbe consumare tutte quelle ore mentre qualcun altro guadagna e tu non compi nulla di davvero significativo.”
In altri commenti pubblici ha spiegato di non assumere consulenti personalmente perché, a suo avviso, raramente hanno esperienza diretta di gestione o responsabilità operative significative.
Kevin O’Leary ha detto:
“Non prendono decisioni di reale rilevanza. Le loro opinioni possono valere, ma non hanno gestito nulla; passano da un settore all’altro confondendo la vita con una mediocrità ben retribuita.”
Contesto e implicazioni per studenti e istituzioni
La critica sollevata da O’Leary apre questioni più ampie su come le grandi università, le società di consulenza e il mercato del lavoro influenzino le scelte professionali dei laureati. La consulenza resta un’opzione attraente per la formazione metodologica, la retribuzione iniziale e il prestigio del curriculum, ma presenta trade-off rispetto all’acquisizione di responsabilità operative reali.
Per le istituzioni accademiche ciò solleva il tema del bilanciamento tra formazione teorica, esperienze pratiche e opportunità imprenditoriali o pubbliche. Per gli studenti, la scelta dovrebbe valutare non soltanto la retribuzione immediata ma anche l’opportunità di maturare responsabilità gestionali e d’impatto a lungo termine.
Infine, per il sistema economico più ampio resta aperto il dibattito su quale mix di competenze e carriere favorisca innovazione, crescita e mobilità sociale: consulenza strategica, impresa diretta, amministrazione pubblica e ricerca accademica offrono percorsi diversi, con differenti effetti sulla capacità delle organizzazioni di prendere decisioni coraggiose e trasformative.