Avvertimento di Michael Burry: la bolla dell’ia minaccia anche le crypto, secondo un esperto
- 14 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Michael Burry ha lanciato un avvertimento su una possibile bolla nel settore dell’intelligenza artificiale, indicando in particolare alcune grandi società quotate come Nvidia, Meta, Oracle e Palantir Technologies come possibili punti di vulnerabilità del mercato.
Contesto e precedenti
Michael Burry è noto per le sue posizioni ribassiste su bolle speculative: in passato aveva scommesso contro il mercato immobiliare che portò al crollo del 2008 e aveva agito in modo analogo durante lo scoppio della bolla delle dot‑com nel 2000. La sua figura è stata raccontata anche nel film “The Big Short”, dove il personaggio a lui ispirato è interpretato da Christian Bale.
Recentemente Burry ha cessato la registrazione del suo hedge fund, Scion Asset Management, spiegando una disconnessione prolungata tra le sue valutazioni dei titoli e i prezzi osservati sui mercati.
Michael Burry ha detto:
“La mia stima dei valori dei titoli non è ora, e non lo è stata da tempo, in linea con i mercati.”
Eric Balchunas ha osservato che, nonostante la notorietà delle figure coinvolte, rimane l’incertezza sul futuro dei mercati: nessuno dispone di certezze assolute sulle dinamiche che si svilupperanno.
Allarme sul mercato crypto
Ahmad Shadid, fondatore della O Foundation, un laboratorio di ricerca in ambito AI con base in Svizzera, ha collegato le dinamiche speculative osservate sui mercati tecnologici all’attuale stato del mercato delle criptovalute, descrivendolo come radicalmente mutato rispetto ai primi mesi del 2024.
Ahmad Shadid ha detto:
“Il mercato crypto è passato da una fase più ‘tradizionale’ — con altcoin e progetti con utilità reale che avevano trazione e attiravano investitori retail — a una realtà completamente crollata, ‘degen’, da casinò, dove a emergere sono quasi solo meme coin e token speculativi.”
Secondo Shadid, molti investitori retail si stanno rendendo conto di essere la cosiddetta exit liquidity, ovvero la fonte di capitale che permette agli attori più grandi di liquidare le proprie posizioni. Questo fenomeno è favorito da pratiche come la manipolazione dei grafici e le operazioni di pump-and-dump, che riducono l’attenzione verso progetti con valore reale.
Ha inoltre sottolineato che sia gli investitori retail sia alcuni fondatori di progetto ritengono che venture capital e market maker stiano sfruttando questa dinamica per trarre profitto a scapito dei piccoli investitori.
Ahmad Shadid ha detto:
“Il mercato è entrato in una sorta di ‘quasi inverno nucleare’: progetti con bassa adozione possono raccogliere cifre enormi soltanto per venire poi dimenticati e inutilizzati. Se un progetto non promette un token con potenziale altissimo, non trova acquirenti, anche se offre un’utilità concreta.”
Implicazioni per l’AI e il ruolo di Nvidia
La discussione si estende all’AI, dove alcuni osservatori, come Burry e Shadid, vedono segni di bolla. Tale preoccupazione è collegata alla valutazione elevata di aziende che forniscono hardware e servizi per l’addestramento e l’esecuzione dei modelli: tra queste, in prima linea, c’è Nvidia, nota per le sue GPU utilizzate massivamente nei carichi di lavoro di apprendimento automatico.
Shadid condivide l’idea di una bolla nel settore AI, ma ritiene che attualmente non ci siano elementi sufficienti per sostenere una posizione nettamente ribassista su Nvidia. Tuttavia avverte che la valutazione dell’azienda sta diventando rischiosa.
Secondo la sua analisi, in caso di scoppio della bolla le prime vittime sarebbero le società di basso valore aggiunto che operano allo strato applicativo (l'”app layer”) e che offrono prodotti di scarsa utilità reale. Il collasso di queste realtà potrebbe avere effetti a catena, incidendo anche sui fornitori di hardware come Nvidia, soprattutto per il calo improvviso della domanda di servizi di inferenza e addestramento su larga scala.
Tuttavia Shadid non nega che sia in atto un cambiamento strutturale verso un ecosistema sempre più permeato dall’AI: molte tecnologie e servizi stanno diventando “AI‑native”, con impatti duraturi sui modelli di business, sulla produttività e sulle dinamiche occupazionali.
Considerazioni finali e possibili sviluppi
Le tensioni tra valutazioni di mercato, innovazione tecnologica e pratiche speculative rendono necessaria una valutazione prudente da parte di investitori istituzionali e retail. Le autorità di vigilanza dei mercati e gli operatori finanziari potrebbero dover intensificare il monitoraggio delle attività più speculative, mentre i progetti con reale utilità e adozione hanno maggiori probabilità di sopravvivere a eventuali correzioni.
Infine, la distinzione tra segnali di bolla e fase di scomposizione del mercato richiede analisi approfondite sui fondamentali delle imprese, sulla sostenibilità dei modelli di ricavo e sul grado di concentrazione della domanda per risorse critiche come le GPU: elementi che determineranno l’entità e la durata di eventuali aggiustamenti di mercato.