Nuova pista all’aeroporto di Firenze: svolta decisiva per un’opera da 400 milioni
- 13 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Il progetto per la nuova pista dell’aeroporto di Firenze, atteso da oltre trent’anni per migliorare la sicurezza dei voli e rafforzare la capacità passeggeri dello scalo, ha compiuto un passo decisivo verso l’avvio dei lavori con la pubblicazione del decreto Via-Vas, che contiene la valutazione di impatto ambientale e la valutazione ambientale strategica sull’opera.
Toscana Aeroporti ha dichiarato:
“Siamo soddisfatti, le misure preventive, mitigative e compensative descritte dal proponente sono complessivamente efficaci ed efficienti per adeguati contenimenti e riduzioni degli effetti generati dal Masterplan.”
Caratteristiche tecniche e finanziarie del progetto
Il masterplan prevede la costruzione di una nuova pista lunga 2.200 metri, quasi parallela all’autostrada A11, e una nuova aerostazione. L’intervento è pensato per aumentare la capacità dello scalo dagli attuali circa 3,5 milioni di passeggeri all’anno fino a quasi 6 milioni.
L’investimento complessivo supererà i 400 milioni di euro, di cui una componente di finanziamento pubblico pari a circa 150 milioni già stanziata in anni precedenti. Tra gli adempimenti immediati indicati nel decreto figurano prescrizioni dei ministeri competenti che il gestore dovrà recepire e attuare prima dell’avvio delle opere.
Controversie amministrative e ricorsi
Il percorso procedurale non è privo di opposizioni: i comitati cittadini e diversi Comuni della piana fiorentina, che in passato avevano ottenuto vittorie davanti al TAR e al Consiglio di Stato contro una versione precedente del progetto (pista di 2.400 metri ruotata di 90 gradi), hanno già annunciato l’intenzione di presentare nuovi ricorsi.
Lorenzo Falchi ha detto:
“Opera sbagliata e impattante.”
Il sindaco di Sesto Fiorentino, ora eletto consigliere regionale, ha indicato il ricorso come una delle azioni conclusive del suo mandato amministrativo locale. Sul fronte politico regionale il progetto raccoglie invece adesioni, con il presidente Eugenio Giani tra i sostenitori dell’iniziativa, evidenziando la polarizzazione della questione tra tutela ambientale e sviluppo infrastrutturale.
Iter autorizzativo e passaggi amministrativi
Con la pubblicazione del decreto Via-Vas si apre la fase della conferenza dei servizi, necessaria per ottenere l’autorizzazione finale alla costruzione. Prima dell’effettivo inizio dei cantieri dovranno essere altresì emanati gli avvisi per le procedure di esproprio dei terreni e segnalati agli organismi europei gli eventuali aiuti di Stato previsti per l’intervento.
Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti, ha spiegato che successivamente al decreto saranno pubblicati gli avvisi per le espropriazioni, comunicate le misure di aiuto alla UE e convocata la conferenza dei servizi, la quale è attesa concludersi nella tarda primavera per consentire l’avvio dei lavori della pista nel mese di giugno.
Il completamento di queste fasi richiede il coordinamento tra più amministrazioni: il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, il Ministero della Cultura per le prescrizioni sui beni culturali, le autorità regionali e locali, oltre alla Commissione VIA che ha valutato le misure mitigative e compensative. Eventuali ricorsi amministrativi o giudiziari potrebbero comunque allungare i tempi previsti.
Sviluppi operativi e impatto sul traffico aereo
Nel frattempo lo scalo “Amerigo Vespucci” ha rafforzato l’accordo commerciale con la compagnia low cost Volotea, che a partire da settembre 2026 stazionerà a Firenze con un secondo aeromobile, un Airbus 319 dal valore di mercato stimato attorno ai 55 milioni di euro.
La base aggiuntiva consentirà l’apertura di quattro nuove rotte verso Siviglia, Valencia, Strasburgo e Berlino e la creazione di circa quaranta nuovi posti di lavoro diretti, incrementando significativamente la connettività internazionale dello scalo e raddoppiando l’occupazione diretta generata dall’operatore sul territorio.
L’espansione infrastrutturale e operativa promette benefici economici e turistici per il territorio, ma solleva questioni legate al rispetto delle prescrizioni ambientali, alla gestione delle espropriazioni e alla conciliazione degli interessi delle comunità locali. Il calendario indicato dal gestore rimane pertanto condizionato agli esiti della conferenza dei servizi e ai possibili sviluppi giudiziari.