Intesa Sanpaolo: a Roma si conclude Obiettivo Italia 2025, il viaggio nel paese per sostenere le imprese e guidarle nella crescita

Si è concluso a Roma il ciclo di incontri di Obiettivo Italia 2025, l’iniziativa promossa dalla Divisione IMI Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo per favorire il confronto diretto con le imprese e accompagnarle nelle scelte di sviluppo in un contesto economico in rapida evoluzione.

La tappa romana, che ha raccolto oltre 80 partecipanti tra rappresentanti del settore pubblico e dell’imprenditoria locale, ha costituito la sintesi di un percorso itinerante durato tutto il 2025 e finalizzato a mappare esigenze, opportunità e criticità del tessuto produttivo italiano.

Il Lazio riveste un ruolo strategico per la Divisione: con oltre 1.300 aziende clienti e circa 29 miliardi di euro di impieghi medi per cassa nel 2024, la regione assorbe circa il 36% dei volumi dell’Italian Network della Divisione IMI CIB, confermandosi punto di riferimento per attività ad alto valore aggiunto e processi di internazionalizzazione.

Le imprese laziali si sono mostrate reattive e orientate all’innovazione, capaci di rispondere alle nuove sfide, tra cui gli impatti delle misure commerciali internazionali, e con una forte presenza di start-up: la regione è al terzo posto in Italia per numero di realtà innovative.

Michele Sorrentino ha dichiarato:

“Con Obiettivo Italia abbiamo voluto ascoltare direttamente le imprese per comprendere bisogni concreti e offrire soluzioni finanziarie e consulenziali articolate e su misura. Il dialogo con interlocutori pubblici e privati, con le grandi corporate così come con realtà emergenti, è fondamentale per sostenere una crescita durevole e orientata all’internazionalizzazione. Il percorso non si conclude qui: nel 2026 porteremo avanti lo stesso impegno, perché il nostro ruolo è affiancare le imprese in tutte le fasi del loro sviluppo.”

Il percorso e i temi affrontati

L’iniziativa ha coinvolto, oltre ai team locali, gli esperti del Research Department e delle aree di advisory della banca, con approfondimenti sui principali trend che stanno ridefinendo la competitività: gestione dei rischi, evoluzione dell’intelligenza artificiale a supporto delle decisioni aziendali, trasformazione digitale e opportunità di espansione verso i mercati esteri.

Gli incontri hanno privilegiato un approccio pratico, finalizzato a tradurre analisi macro e scenari in strumenti concreti per le aziende, dal supporto all’internazionalizzazione alle soluzioni di investimento orientate alla sostenibilità e all’innovazione tecnologica.

Partecipazione e radicamento nel Lazio

La tappa romana ha visto la partecipazione di rappresentanti istituzionali, fondazioni e imprenditori locali, sottolineando l’importanza del dialogo pubblico-privato per lo sviluppo del sistema produttivo. La regione si caratterizza per filiere tecnologiche avanzate — come farmaceutica, aerospazio e telecomunicazioni — accanto a settori tradizionali competitivi quali alimentare, ceramica, cosmetica e stampa.

La presenza operativa della Divisione nel territorio è realizzata attraverso due Corporate Center a Roma, con un team dedicato di professionisti che segue gruppi aziendali di grandi dimensioni (con fatturati superiori a 350 milioni di euro), offrendo servizi di advisory e soluzioni finanziarie personalizzate per sostenere piani di crescita, innovazione e internazionalizzazione.

Scenario macroeconomico e priorità per imprese e territorio

L’economia italiana e quella della regione mostrano segnali di resilienza nonostante le tensioni geopolitiche: la solidità del sistema manifatturiero, la capacità di risparmio delle famiglie e la stabilità del settore bancario sono fattori che possono sostenere una ripresa degli investimenti, favorita anche da tassi d’interesse in riduzione e dall’accelerazione della spesa del PNRR nel biennio in corso.

Secondo le analisi del Research Department, la crescita regionale nei prossimi mesi sarà trainata da settori quali turismo, farmaceutica e biomedicale, elettronica e servizi avanzati, trasporto e logistica e utilities. Anche il comparto delle costruzioni mostra segnali incoraggianti, sia nel segmento del nuovo che nelle ristrutturazioni.

La variabilità delle politiche commerciali internazionali resta una fonte di rischio: dopo l’accordo tra Stati Uniti e l’Europa, alcune misure tariffarie sulle merci europee sono state riviste, con effetti che richiedono strategie di adattamento da parte delle imprese esportatrici.

Nonostante una propensione all’export inferiore alla media nazionale, il Lazio si colloca tra le prime regioni italiane per valore delle esportazioni: nel 2024 le vendite estere hanno raggiunto circa 32 miliardi di euro, con una crescita dell’8,5% rispetto al 2023.

Il capitale innovativo del territorio è testimoniato dalla presenza di oltre 1.400 start-up innovative (dato di settembre 2025), che posiziona la regione al terzo posto in Italia dopo Lombardia e Campania, elemento chiave per la competitività futura.

Dalla rilevazione interna emerge che molte imprese laziali stanno cercando nuovi sbocchi commerciali per attenuare gli effetti dei dazi e, contemporaneamente, valutano aperture di filiali commerciali e unità produttive all’estero, inclusi investimenti diretti negli Stati Uniti.

Tra il 2019 e il 2024 alcuni mercati hanno evidenziato incrementi rilevanti per le esportazioni regionali: Emirati Arabi Uniti, Qatar, Tunisia, Messico, Polonia, Corea del Sud, India e Cile. Nel primo semestre del 2025 si sono aggiunti nuovi mercati di rilievo come Kuwait, Arabia Saudita, Romania e Croazia.

In prospettiva, la gestione dei rischi — di mercato, energetici, di approvvigionamento, informatici, ambientali e reputazionali — assumerà un ruolo centrale nelle strategie aziendali. Rafforzare gli investimenti in efficientamento energetico, ricerca e sviluppo e automazione dei processi si conferma una leva fondamentale per aumentare produttività e valore aggiunto.

Le analisi indicano inoltre che le imprese che investono in R&S e in tecnologie avanzate registrano guadagni significativi in termini di produttività: nel manifatturiero il valore aggiunto per addetto delle realtà innovative supera di circa 40.000 euro quello delle imprese senza attività di innovazione. L’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale rappresenterà un ulteriore fattore competitivo per le aziende in grado di integrarla efficacemente nei processi operativi.

Prospettive e continuità dell’iniziativa

La conclusione della tappa di Roma non segna la fine del progetto: Obiettivo Italia proseguirà nel 2026 con l’obiettivo di consolidare il rapporto con i territori, valorizzare le eccellenze industriali locali e supportare le imprese italiane nei processi di crescita sostenibile e internazionalizzazione.



Author: Tony
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