Imprese del Regno Unito sottovalutano il rischio di sottoassicurazione nonostante gravi lacune nella protezione
- 13 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
Secondo GlobalData, tra i rischi valutati dalle PMI del Regno Unito la sottocopertura assicurativa risulta quella che genera meno preoccupazione “molto elevata”, mentre il rapporto globale pubblicato da Hiscox evidenzia che il 74% delle piccole e medie imprese nel mondo è comunque sottocoperto.
Il sondaggio GlobalData 2025 sul settore assicurativo per le PMI del Regno Unito mostra che solo il 14,5% delle imprese è «molto preoccupato» di essere sottocoperto, posizionando questo rischio all’ultimo posto su 23 fattori esaminati. I timori principali segnalati sono invece il costo della vita (31,3%), la capacità di generare entrate sufficienti per mantenere l’attività (27%) e l’impatto di un nuovo governo (25,7%).
Questi risultati indicano che le PMI britanniche si concentrano soprattutto sulle pressioni operative immediate e sulle incertezze macroeconomiche e politiche, trascurando rischi finanziari a più lungo termine come la mancanza di coperture adeguate, che possono invece produrre effetti sostanziali in caso di sinistri gravosi.
Dati globali e gap di protezione
Il primo Global Protection Gap Report di Hiscox, basato sulle risposte di 6.250 titolari d’impresa nel Regno Unito, nei Stati Uniti, in Francia, in Germania, in Spagna e in Portogallo, mostra una diffusione molto più ampia della sottocopertura rispetto alla percezione dichiarata dalle imprese: il 74% delle PMI risulta sottocoperto e il 55% potrebbe avere un vero e proprio gap di protezione per assenza di garanzie essenziali come RC professionale, responsabilità civile, assicurazione dei beni o responsabilità del datore di lavoro.
Il rapporto sottolinea anche un deficit di conoscenza significativo: larghe percentuali di imprese non sanno descrivere correttamente tipologie chiave di polizze (77% per l’assicurazione cyber e 80% per la RC professionale), e circa un terzo degli intervistati non ha riesaminato le proprie polizze negli ultimi tre anni. Questo suggerisce che la sottocopertura spesso deriva non tanto da una scelta volontaria di risparmio, quanto da una scarsa comprensione dei rischi in evoluzione e dei requisiti di copertura.
Implicazioni per assicuratori, broker e imprese
Mettendo insieme i dati, emerge che molte PMI sottovalutano l’esposizione a shock finanziari legati alla sottocopertura, in parte perché non conoscono cosa significhi una protezione completa. Per il mercato assicurativo questo rappresenta un’opportunità concreta: assicuratori e broker possono intervenire con soluzioni mirate per colmare il divario informativo e di copertura.
Interventi utili includono revisioni proattive delle coperture, spiegazioni semplificate dei prodotti, comunicazioni più chiare sui livelli di esposizione e l’integrazione di opzioni assicurative nelle piattaforme e negli strumenti quotidiani delle PMI, così da rendere la protezione adeguata più accessibile e meno soggetta all’omissione.
Raccomandazioni pratiche per ridurre il gap
Per ridurre il gap di protezione è consigliabile che le PMI adottino alcune misure concrete: effettuare audit regolari delle polizze, programmare revisioni annuali o al modificarsi dell’attività, consultare consulenti specializzati per valutare l’adeguatezza delle coperture e includere garanzie essenziali come assicurazione cyber, RC professionale, responsabilità civile e protezione dei beni aziendali.
Parallelamente, il settore assicurativo dovrebbe investire in educazione finanziaria specifica per le PMI, sviluppare prodotti modulari facilmente comprensibili e sfruttare tecnologie e piattaforme digitali per offrire check-up automatici delle coperture e soluzioni integrate nel flusso operativo quotidiano delle imprese.
Solo attraverso maggiore trasparenza, formazione e servizi proattivi sarà possibile ridurre la sottocopertura e proteggere le PMI da shock futuri che potrebbero compromettere la loro continuità economica e occupazionale.