Lo strumento gratuito dell’IRS per la dichiarazione dei redditi online scompare: cosa cambia per te

Il sistema gratuito di invio telematico delle dichiarazioni fiscali gestito dall’Internal Revenue Service non esiste più nella forma sperimentale lanciata di recente.

Il programma denominato Direct File, avviato come progetto pilota nel 2024 dall’amministrazione federale precedente, consentiva ai contribuenti di alcuni stati di trasmettere la dichiarazione dei redditi federale online e senza costi direttamente al governo federale.

Per la stagione delle dichiarazioni più recente il servizio era disponibile in circa 25 stati, con una platea potenziale di quasi 30 milioni di contribuenti, e in totale era stato impiegato per quasi 300.000 dichiarazioni. Molti utenti hanno riferito un’esperienza positiva nell’utilizzo della piattaforma.

Motivazioni della sospensione

La sospensione del progetto è stata motivata dall’amministrazione attuale e dal Treasury Department, che in un rapporto indirizzato al Congresso ha indicato una partecipazione ritenuta bassa e costi operativi elevati. Nel rapporto si sosteneva altresì che programmi esistenti come Free File, basati su collaborazioni con imprese private, non erano stati pienamente promossi o ottimizzati.

Scott Bessent ha detto:

“Il settore privato può svolgere un lavoro migliore.”

Questa valutazione si è inserita in un contesto politico in cui fornitori di software e servizi fiscali a pagamento hanno contrastato il progetto, vedendolo come una minaccia al proprio modello di business.

Reazioni degli addetti ai lavori

Secondo osservatori di politica fiscale, molti preparatori fiscali a scopo di lucro hanno percepito il Direct File come una potenziale erosione dei loro ricavi, in particolare nelle fasce di contribuenti con dichiarazioni relativamente semplici.

Vanessa Williamson ha detto:

“I preparatori fiscali a scopo di lucro hanno ovviamente visto questo come una minaccia al loro modello di business.”

Vanessa Williamson ha detto:

“Una parte consistente del modello di business dei marchi conosciuti è costituita da cittadini con dichiarazioni relativamente semplici: in pratica hanno occupato uno spazio che è di competenza dei servizi pubblici.”

Cosa cambiava per i contribuenti

Per molti contribuenti l’obiettivo auspicato è sempre stato avere un sistema semplice in cui i moduli siano almeno in parte precompilati con dati già noti all’amministrazione fiscale, sulla scia di procedure utilizzate in altri paesi. Il Direct File era un passo in questa direzione.

La sospensione lascia dunque una quota di cittadini senza un’opzione ufficiale, gratuita e diretta per trasmettere la dichiarazione federale. Il programma alternativo denominato Free File è riservato ai contribuenti con reddito lordo rettificato (AGI) fino a 84.000 dollari, e anche tra questi utenti sono stati segnalati casi in cui, dopo l’inserimento dei dati, si è richiesto il pagamento di servizi addizionali.

Impatto economico stimato

Valutazioni indipendenti e di organizzazioni per la sicurezza economica hanno quantificato costi significativi associati all’assenza di un servizio pubblico di invio gratuito e semplice. Secondo tali analisi, un sistema nazionale pienamente operativo avrebbe ridotto le spese di intermediazione a carico dei contribuenti e aumentato il recupero di crediti fiscali non richiesti.

Adam Ruben ha detto:

“Le conseguenze della decisione di sospendere il Direct File sono più che filosofiche; il costo reale per i contribuenti americani è di miliardi all’anno.”

Secondo stime diffuse da soggetti impegnati in ricerca economica, una copertura nazionale del Direct File avrebbe potuto far risparmiare agli utenti somme consistenti in commissioni e tempo, oltre a favorire il reperimento di crediti fiscali non reclamati.

Fattori amministrativi e promozionali

Nella diffusione del servizio hanno influito anche elementi organizzativi: il programma non è stato promosso in modo capillare e l’Amministrazione fiscale ha affrontato tagli di bilancio e turbolenze operative durante la stagione delle dichiarazioni, circostanze che hanno limitato la possibilità di scalare rapidamente l’iniziativa.

Consigli pratici per i contribuenti

I contribuenti che temono ripercussioni dovute a cambiamenti normativi o all’interruzione di strumenti gratuiti dovrebbero mettere in conto più tempo per la compilazione della dichiarazione e valutare con attenzione le alternative gratuite offerte da organizzazioni senza scopo di lucro. È importante prestare attenzione a eventuali costi nascosti quando si utilizzano servizi che si dichiarano gratuiti.

Vanessa Williamson ha detto:

“Controllate con attenzione il servizio che state utilizzando per presentare la dichiarazione: può essere fuorviante riguardo a cosa è effettivamente gratuito.”

In mancanza di un’alternativa pubblica semplice e accessibile, le scelte dei contribuenti continueranno a dipendere da offerte commerciali, servizi a pagamento e da supporti locali offerti da enti non profit o sportelli fiscali comunali.

In definitiva, la sospensione del Direct File apre un dibattito sulle responsabilità del settore pubblico nel garantire l’accesso a servizi fiscali essenziali e sulla necessità di bilanciare costi, sicurezza e semplicità per i contribuenti.