Francia, assemblea ferma la riforma delle pensioni
- 12 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
Un ampio via libera in prima lettura: l’Assemblea nazionale ha approvato la sospensione della riforma delle pensioni fino a gennaio 2028, con 205 voti favorevoli, 146 contrari e 100 astenuti. La norma congelerebbe l’innalzamento dell’età legale e alcune disposizioni sul calcolo contributivo, modificando temporaneamente la traiettoria prevista dalla riforma precedente.
Dettagli della misura
Secondo il testo approvato, l’innalzamento graduale dell’età legale per il pensionamento viene sospeso: i nati nel 1964 conserverebbero il diritto a ritirarsi a 62 anni e 9 mesi, invece che avanzare a 63 anni nel percorso verso i 64 anni previsto dalla riforma originaria. Inoltre resta bloccato a 170 il numero minimo di trimestri di contributi utilizzati per il calcolo delle prestazioni, misura che influisce sulla pensione media e sul rapporto tra contributi versati e prestazioni erogate.
Iter parlamentare e significato politico
Il provvedimento approvato dall’Assemblée ora passa al Sénat, la camera alta il cui equilibrio politico è determinato dagli eletti locali e dove prevalgono forze più tradizionali. Ottenere l’approvazione definitiva potrebbe quindi risultare complesso. Il voto rappresenta comunque un segnale politico rilevante: permette al governo guidato da Sébastien Lecornu di procedere con i due documenti di bilancio attesi, la Finanziaria dello Stato e quella della Sécurité sociale, e consolida temporaneamente la gestione dell’articolo approvato, identificato come articolo 45 bis.
Composizione del voto e alleanze inedite
Il consenso è arrivato da una coalizione eterogenea: tra i favorevoli figurano la maggioranza dei deputati del Parti socialiste e degli ecologisti, oltre a esponenti del Rassemblement national. I deputati vicini alla maggioranza presidenziale si sono in prevalenza astenuti; il gruppo Horizons dell’ex primo ministro Édouard Philippe e i comunisti hanno invece votato contro, così come il gruppo di estrema sinistra La France Insoumise. Anche i Républicains si sono divisi: una parte ha sostenuto la sospensione, altri si sono opposti o astenuti, mentre il gruppo legato a François Bayrou ha espresso posizioni differenziate.
Reazioni e dibattito interno
Olivier Faure ha dichiarato:
“Non immaginavo fosse possibile vedere un partito di sinistra votare contro la sospensione della riforma. In nome di un ‘grande giorno’ non si dovrebbe rifiutare un’evoluzione immediata e positiva per milioni di futuri pensionati.”
Mathilde Panot ha dichiarato:
“Votare per il rinvio della riforma delle pensioni significa in realtà votare per la pensione a 64 anni, anche se temporaneamente sospesa: noi non accettiamo questo principio e pertanto voteremo contro il rinvio.”
Jérôme Guedj ha dichiarato:
“Si tratta di sospendere per poter riformare meglio, all’interno di un dibattito democratico più ampio e approfondito.”
Bruno Retailleau ha dichiarato:
“Sono sbalordito dalla codardia del Governo, che ha sacrificato il futuro delle giovani generazioni per la propria sopravvivenza politica. Questa decisione irresponsabile, presa con la complicità di talune forze, costerà miliardi al Paese.”
Le dichiarazioni evidenziano tensioni interne ai partiti e visioni differenti sul metodo: alcuni vedono nella sospensione un’occasione per rinegoziare la riforma in termini più equi e sostenibili; altri la considerano un compromesso inaccettabile che legittimerebbe cambi strutturali già approvati. Sul piano elettorale, la scelta potrebbe avere ricadute nella campagna verso le elezioni presidenziali del 2027, influenzando la mobilitazione degli elettorati e le strategie dei partiti tradizionali e populisti.
Prossimi passi e implicazioni pratiche
Il testo ora affronta l’esame del Sénat, che potrebbe emendarlo o respingerlo. Se la camera alta introducesse modifiche, il dossier potrebbe tornare all’Assemblée per una conciliazione o portare a un passaggio legislativo più articolato. Sul piano pratico, la sospensione obbligherebbe gli enti previdenziali a mantenere le regole correnti fino alla scadenza indicata, con possibili impatti sui conti sociali e sulle previsioni di spesa pubblica. Le autorità finanziarie e i soggetti sociali seguiranno con attenzione l’evoluzione normativa e le eventuali conseguenti trattative sindacali.