Banca centrale del Brasile impone regole severe sulle criptovalute e richiede fino a 7 milioni di dollari di capitale alle società
- 12 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Crypto, Mercati
Il sistema normativo del Banco Central do Brasil ha introdotto il più ampio pacchetto regolatorio finora approvato per le criptovalute nel Brasile, istituendo un regime di licenze per i fornitori di servizi e riconoscendo molte attività cripto come soggette alle norme sui cambi e sui mercati dei capitali.
Il nuovo quadro è composto da tre risoluzioni che definiscono le modalità operative delle imprese cripto nell’economia più grande del Sud America, i requisiti patrimoniali minimi e il trattamento legale delle transazioni internazionali in criptovalute. Le norme entreranno in vigore il 2 febbraio e le società esistenti avranno nove mesi per adeguarsi.
Contenuti principali del regolamento
Il regolamento stabilisce l’obbligo di autorizzazione per un nuovo tipo di soggetto giuridico, definisce tre categorie di prestatori di servizi e introduce prescrizioni dettagliate su capitale, sicurezza informatica, controlli antiriciclaggio e gestione dei rischi. L’obiettivo dichiarato dalle autorità è disciplinare un settore cresciuto rapidamente ma fino ad oggi largamente non regolamentato.
Gilneu Vivan ha dichiarato:
“La sfida è stata trovare il modo di conciliare innovazione e sicurezza.”
Gilneu Vivan ha aggiunto:
“Il mercato delle criptovalute è fortemente tecnologico e comporta obblighi rilevanti in materia di antiriciclaggio: tutto questo richiede garanzie che vengano applicate correttamente.”
Requisiti patrimoniali e reazioni del settore
Tra le misure più discusse figurano i requisiti patrimoniali: le imprese dovranno detenere un capitale minimo di 10,8 milioni di reais (circa 2 milioni di dollari), mentre alcune attività più complesse saranno soggette a un tetto minimo pari a 37,2 milioni di reais. Tali livelli superano nettamente le soglie discusse nella consultazione pubblica, che andavano da 1 a 3 milioni di reais.
Bernardo Srur ha commentato:
“Il quadro è positivo e necessario, ma il requisito patrimoniale e la finestra temporale breve per l’adeguamento rischiano di ridurre la concorrenza.”
Le società che non rispetteranno la scadenza per la conformità — che comprende anche la dimostrazione dei livelli di capitale, controlli sulla cybersecurity, pratiche di due diligence dei clienti e valutazioni dei rischi — saranno vietate dall’esercitare l’attività nel paese. Le imprese estere attive in Brasile dovranno costituire una entità locale e trasferire le operazioni sotto tale struttura.
Classificazione dei fornitori e licenze
Il regolamento introduce formalmente le Sociedades Prestadoras de Serviços de Ativos Virtuais (SPSAVs), note anche come Virtual Asset Service Providers (VASPs), che devono ottenere una licenza dal Banco Central do Brasil. Le entità sono suddivise in tre categorie operative principali: intermediazione, custodia e brokeraggio, ciascuna con obblighi specifici di compliance e governance.
Questa classificazione mira a chiarire ruoli e responsabilità lungo la catena del valore cripto, consentendo alle autorità di applicare misure differenziate in base alla natura dei servizi offerti.
Controlli sui cambi e transazioni internazionali
Significativamente, il quadro include diverse tipologie di operazioni in criptovalute — comprese quelle con stablecoin — all’interno della normativa sui cambi e dei controlli sui capitali cross-border del Brasile. Tra le operazioni interessate figurano i pagamenti internazionali con cripto, i trasferimenti verso e da wallet in self-custody e le conversioni cripto-fiat.
Le imprese autorizzate a operare nel mercato dei cambi, comprese le VASPs, potranno eseguire tali transazioni ma con limiti specifici: ad esempio è previsto un tetto per operazione pari a 100.000 dollari USA. A partire dal 4 maggio sarà inoltre obbligatorio trasmettere al Banco Central do Brasil una reportistica mensile che includa dettagli come l’identità dei clienti, i tipi di asset, gli importi in reais e i collegamenti tra le controparti.
Le VASPs sono altresì proibite dal maneggiare valuta fisica — nazionale o estera — e dall’utilizzare contante straniero negli acquisti di criptovalute. Lo scopo ufficiale di queste restrizioni è ridurre l’arbitraggio regolamentare e aumentare la trasparenza del ruolo delle criptovalute nella bilancia dei pagamenti e nelle statistiche economiche nazionali.
Impatto previsto e prossimi passi
Le nuove regole rappresentano un passo significativo verso la regolazione strutturata del settore cripto in Brasile, con impatti su investitori, operatori e flussi finanziari internazionali. L’implementazione richiederà l’emanazione di normativa secondaria e l’attivazione di procedure operative da parte della banca centrale e degli operatori di mercato.
Dal punto di vista istituzionale, la misura rafforza il ruolo del Banco Central do Brasil nel monitoraggio dei rischi sistemici e nell’applicazione degli standard antiriciclaggio. Per il settore privato, il nuovo contesto normativo comporterà investimenti in capitale, controlli e processi di conformità che potrebbero favorire operatori con maggiore solidità finanziaria e strutture più mature.
Nei mesi successivi all’entrata in vigore sarà cruciale osservare come sarà esercitata l’attività di supervisione, quali criteri saranno adottati per le licenze e in che modo verranno gestiti i rischi operativi e transfrontalieri. L’adeguamento delle imprese e la chiarezza delle regole determineranno in larga misura gli effetti sul mercato e sulla concorrenza.