Arriva la tassa sui pacchetti postali extra UE sotto i 150 euro

La maggioranza parlamentare sta valutando l’introduzione di una tassa sui pacchi postali extra-Ue, destinata alle spedizioni di basso valore provenienti da paesi terzi, misura che potrebbe essere inserita nella prossima manovra finanziaria a condizione del via libera preventivo della UE.

Ipotesi di prelievo per spedizioni di piccolo valore

L’ipotesi allo studio consiste in un contributo applicato a ogni spedizione proveniente da Stati extraeuropei il cui valore dichiarato sia inferiore alla soglia di €150. L’obiettivo dichiarato è mettere in linea il quadro nazionale con le iniziative comunitarie volte a eliminare la franchigia che attualmente esenta i pacchetti di basso valore dai dazi.

Questa soluzione raccoglierebbe intenti fiscali ed ecologici: da un lato mira a ristabilire equità fiscale tra operatori nazionali e piattaforme internazionali a basso prezzo, dall’altro a ridurre i flussi di merci a basso costo che incrementano l’impatto ambientale della logistica globale.

Allineamento con le decisioni dell’Unione Europea

La proposta nazionale si colloca nello stesso solco della discussione europea: al centro del dibattito c’è infatti la soppressione della franchigia doganale per i pacchetti sotto i €150, tema che è stato posto all’ordine del giorno del Ecofin riunito il 13 novembre.

Secondo le attese, i ministri dell’economia dei 27 Stati membri dovrebbero concedere un via libera politico iniziale alla cancellazione della soglia. Il passaggio successivo prevedrà il trilogo tra Consiglio, Parlamento Europeo e Commissione, fase nella quale verranno definiti i dettagli normativi e le tempistiche di attuazione.

Infrastrutture necessarie e calendario operativo

La piena entrata in vigore della riforma è subordinata al funzionamento della nuova piattaforma informatica comune per la gestione dei flussi doganali in tempo reale, denominata Eu Customs Data Hub. L’hub intende assicurare tracciabilità e scambio immediato di dati tra amministrazioni doganali europee.

La piattaforma è ancora in fase di negoziazione e la prevista entrata in servizio è fissata per il 2028, sebbene alcuni Paesi, tra cui la Francia, stiano proponendo di anticipare l’attivazione per accelerare l’applicazione delle nuove regole.

Iniziative nazionali: il caso della Francia

Parallelamente alle discussioni europee, la Francia ha già ipotizzato l’introduzione, nella propria legge di bilancio, di una tassa fissa di €2 sui pacchetti extra-Ue di modico valore. Tale prelievo verrebbe presentato come imposta interna sui consumi e non come un dazio doganale, la cui competenza è invece europea.

Se applicata, sarebbe una misura innovativa nel contesto comunitario e mirerebbe a disincentivare la pratica dell’«ultra fast fashion» favorita da spedizioni a bassissimo costo, oltre a recuperare gettito fiscale oggi non percepito.

Implicazioni economiche e operative

L’introduzione di un contributo sui piccoli pacchi comporterebbe effetti su più fronti: una possibile riduzione della competitività dei grandi marketplace extra-Ue, un alleggerimento della concorrenza sleale nei confronti dei venditori nazionali e potenziali ricadute sui prezzi finali per i consumatori.

Sul piano operativo, sarà necessario rafforzare le capacità amministrative e tecnologiche delle dogane per gestire i flussi aggiuntivi e garantire la corretta applicazione del contributo, evitando costi amministrativi che potrebbero erodere i benefici attesi.

Dal punto di vista giuridico, qualsiasi iniziativa nazionale dovrà rispettare le competenze dell’Unione Europea sul commercio estero e sulla normativa doganale; per questo l’inserimento in manovra è condizionato alla condivisione e all’autorizzazione a livello comunitario.

Reazioni del settore della moda

Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, ha commentato l’ipotesi di inserire il contributo nella manovra finanziaria:

“Non c’è tempo da perdere. E su questo fronte apprezziamo l’intenzione della maggioranza di affrontare in questa manovra di bilancio gli effetti sulla sostenibilità economica e ambientale generati dall’ultra fast fashion che, tra l’altro, sottrae importanti risorse alla nostra economia e alle casse dello Stato.”

Altri attori del settore commerciale e delle associazioni di consumatori valuteranno gli impatti concreti della misura sui prezzi e sulle modalità di acquisto online, mentre il confronto politico proseguirà fino alla definizione definitiva delle norme a livello nazionale ed europeo.

In assenza del via libera comunitario, ogni intervento nazionale rischierebbe infatti di incorrere in conflitti di competenza; pertanto i prossimi passaggi istituzionali europei saranno decisivi per stabilire tempi e strumenti di attuazione.



Author: Tony
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