Manovra, la Lega alza il tiro sulla rottamazione e rilancia: vendere quote Mes e stop alle pensioni di reversibilità per le unioni civili
- 11 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
I partiti della maggioranza stanno lavorando per definire gli emendamenti alla manovra entro le scadenze fissate dalla commissione, con l’obiettivo di selezionare poche proposte effettivamente realizzabili e compatibili con i vincoli di bilancio.
I margini di manovra restano limitati: molte proposte dovranno essere a saldo zero e compatibili con l’impegno di chiudere con un anno di anticipo la procedura di infrazione avviata dalla Commissione Europea, un obiettivo che assorbe gran parte delle coperture disponibili.
Tempi e vincoli
Il calendario prevede scadenze ravvicinate per la presentazione e la scrematura degli emendamenti: la prima deadline è stata fissata per venerdì 14 novembre, mentre quella decisiva per la selezione degli emendamenti segnalati è martedì 18 novembre. In queste giornate si deciderà quali interventi potranno essere mantenuti o esclusi.
Il governo ha ripetutamente sottolineato che il risultato finale dovrà rispettare i vincoli europei ed evitare scostamenti di bilancio non coperti, perciò soltanto una ristretta parte delle proposte, accompagnata da adeguate coperture, potrà essere accolta.
Proposte della Lega
Tra le richieste avanzate dalla Lega c’è l’ampliamento della platea della rottamazione quinquies prevista dalla legge di bilancio, per includere anche contribuenti che hanno ricevuto accertamenti in corso, ad esempio per vizi formali. L’obiettivo dichiarato è favorire la definizione delle pendenze fiscali senza alterare l’equilibrio dei conti pubblici.
Federico Freni ha dichiarato:
“L’ampliamento della platea della rottamazione, a saldi invariati e mantenendo l’equilibrio di bilancio, è condiviso dalla maggioranza.”
Tra gli emendamenti che hanno suscitato maggiore attenzione figurano anche le proposte presentate dal deputato relator della manovra Claudio Borghi, che hanno carattere sia fiscale sia simbolico rispetto all’indirizzo del partito.
Claudio Borghi ha dichiarato:
“Vendere le nostre quote del Mes per ottenere risorse — stime preliminari parlano di circa 15 miliardi — da destinare alla riduzione delle imposte.”
Il Mes (Meccanismo Europeo di Stabilità) è l’istituzione finanziaria intergovernativa che fornisce assistenza ai Paesi dell’area euro; le quote nazionali rappresentano partecipazioni che, nella pratica, non sono strumenti facilmente liquidabili senza accordi multilaterali e valutazioni tecniche e politiche da parte degli altri Stati membri.
Tasse sugli affitti brevi
Nella bozza della legge di Bilancio è prevista una differenziazione dell’aliquota della cedolare: 21% per gli affitti diretti di singole unità abitative e 26% per le locazioni gestite tramite intermediari o piattaforme digitali. La norma mira a contrastare l’evasione e a uniformare la tassazione sulle locazioni attraverso canali di intermediazione.
Tuttavia la misura incontra resistenze nella maggioranza: Forza Italia si dichiara contraria a qualsiasi aumento della pressione fiscale e anche la Lega avrebbe espresso la volontà di eliminarla, ritenendo il gettito stimato—intorno ai 100 milioni—compensabile con altre misure.
Claudio Borghi ha dichiarato:
“Sono sicuro che la norma sugli affitti brevi sarà cancellata o quantomeno profondamente modificata: se due partiti su tre si oppongono è difficile che passi così com’è.”
La discussione politica su questo punto riguarda non solo l’effetto fiscale ma anche le ricadute sul mercato degli affitti a breve termine, sul settore turistico e sul ruolo delle piattaforme digitali come canali di intermediazione.
Flat tax per i giovani
Tra le altre proposte illustrate dalla Lega figura un regime fiscale agevolato per i giovani: una flat tax al 5% per i lavoratori fino a 30 anni assunti con contratto a tempo indeterminato, accompagnata da una decontribuzione per tre anni a favore dell’impresa che assume.
L’iniziativa contempla inoltre la possibilità di estendere l’agevolazione fino ai 36 anni nel caso di rientro in Italia di giovani professionisti dall’estero (cosiddetto “rientro dei cervelli”), con l’intento di incentivare l’occupazione stabile e il ritorno di competenze.
Dal punto di vista finanziario, una misura di questo tipo richiederebbe coperture precise per rispettare il vincolo della neutralità di bilancio; i benefici attesi includono un potenziale aumento delle assunzioni stabili, ma il suo impatto dipenderà dall’ampiezza della platea interessata e dalla durata effettiva degli incentivi.
Nel complesso, molte delle proposte in discussione dovranno essere valutate non solo in termini politici ma anche tecnici: la ricerca delle coperture, la compatibilità con le regole europee e le valutazioni sugli effetti macroeconomici saranno fattori determinanti per la loro concreta realizzazione.
Nei prossimi giorni la maggioranza definirà le priorità e le modalità di finanziamento: soltanto una selezione contenuta di emendamenti, coerente con l’obiettivo di sostenibilità fiscale e con i vincoli europei, potrà essere inserita nella versione finale della manovra.