Dall’Unesco il sì che consacra la cucina italiana patrimonio immateriale dell’umanità

UNESCO ha espresso un primo parere favorevole alla candidatura della cucina italiana per l’iscrizione nella Lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità. La valutazione tecnica pubblicata questa mattina indica che il dossier soddisfa i requisiti richiesti dagli esperti e consiglia l’iscrizione.

Si tratta di un passaggio fondamentale ma non definitivo: il parere tecnico sarà ora sottoposto alla valutazione politica del Comitato intergovernativo, che prenderà la decisione finale durante la sessione programmata a New Delhi (India) dall’8 al 13 dicembre.

Processo di valutazione e significato della raccomandazione

La raccomandazione deriva dall’analisi tecnica condotta da un organo di esperti dell’UNESCO, che valuta criteri come la rilevanza culturale, la partecipazione delle comunità locali, la trasmissione intergenerazionale delle pratiche e le misure proposte per la salvaguardia. Il parere positivo indica che la documentazione presentata descrive in modo coerente pratiche, saperi e rituali legati all’alimentazione italiana.

L’iscrizione nella Lista dei patrimoni culturali immateriali dell’umanità non costituisce un marchio commerciale, ma riconosce il valore culturale e sociale di un bene, offrendo visibilità internazionale e potenziali opportunità di finanziamento e cooperazione per la sua tutela e promozione.

Contenuti del dossier e misure di tutela

Il dossier di candidatura comprende generalmente la descrizione delle pratiche culinarie, l’elenco degli attori coinvolti (produttori, cuochi, famiglie, mercati), le tecniche tradizionali e i momenti rituali legati al cibo. Sono illustrate anche iniziative per la trasmissione delle conoscenze, come programmi educativi, corsi, documentazione audiovisiva e reti di collaborazione fra territori.

Per risultare idoneo, un dossier deve presentare misure concrete per la salvaguardia: conservazione delle pratiche, valorizzazione delle filiere locali, tutela delle varietà alimentari tradizionali e interventi per garantire che le comunità interessate partecipino attivamente alle decisioni.

Prossime tappe e possibili ricadute

La decisione finale del Comitato intergovernativo sarà di natura politica: potrà confermare la raccomandazione, rinviare la candidatura per integrazioni o respingerla. In caso di iscrizione, la notorietà internazionale della pratica aumenterà, con effetti attesi sul turismo culturale, sulle reti produttive e sulle politiche nazionali di tutela.

Parallelamente, l’iscrizione comporta responsabilità: le istituzioni e le comunità dovranno attuare le misure di salvaguardia promesse, monitorarne l’efficacia e favorire la partecipazione continua dei portatori di tradizione.

La nomina del nuovo direttore generale dell’UNESCO

Di recente è stata ufficializzata la nomina a direttore generale dell’UNESCO di Khaled El-Enany, eletto con 172 voti su 174. L’incarico avrà durata quadriennale e inizierà il 15 novembre.

Khaled El-Enany, nato nel 1971, è docente di egittologia presso la Università di Helwan e vanta oltre trent’anni di attività accademica. Dal 2016 al 2022 ha ricoperto incarichi ministeriali nel campo delle antichità e del turismo nella Repubblica Araba d’Egitto, portando esperienza sia nella gestione del patrimonio archeologico sia nelle politiche di promozione turistica.

Si tratta del dodicesimo direttore generale dell’organizzazione: Khaled El-Enany è il primo a provenire da un paese arabo e il secondo africano a guidare l’agenzia dall’elezione di Amadou Mahtar Mbow, che fu direttore generale tra il 1974 e il 1987. Questa scelta potrebbe orientare l’attenzione dell’UNESCO su tematiche relative alla rappresentanza geografica, al patrimonio del Sud del mondo e alla cooperazione culturale internazionale.

La combinazione tra la recente raccomandazione tecnica sulla candidatura della cucina italiana e il rinnovo della leadership dell’UNESCO sottolinea l’importanza crescente attribuita alla tutela del patrimonio immateriale e al ruolo della cultura nella diplomazia internazionale e nello sviluppo sostenibile.



Author: Tony
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