UniCredit riaccende lo scontro sul golden power e porta la banca al Consiglio di Stato

Si riaccende la contesa legale legata al golden power, misura che ha pesato negativamente sull’esito della tentata scalata di UniCredit a Banco BPM.

UniCredit avrebbe presentato appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tar relativa ai paletti imposti dal governo con riferimento all’operazione di offerta pubblica di scambio su Banco BPM, operazione poi naufragata.

L’istituto coinvolto non rilascia commenti ufficiali sulla procedura in corso.

Contesto e implicazioni

Il termine golden power indica gli strumenti attraverso i quali l’autorità pubblica può intervenire su operazioni societarie considerate sensibili per l’interesse nazionale, in particolare nei settori strategici come quello bancario, energetico e della difesa. L’applicazione di tali poteri può tradursi in condizioni, divieti o limiti posti alle acquisizioni.

Le decisioni amministrative che disciplinano l’uso del golden power sono suscettibili di verifica da parte dei tribunali amministrativi: il Tar opera in prima istanza su queste controversie e il Consiglio di Stato è competente per gli eventuali ricorsi, con la possibilità di confermare, modificare o annullare quanto stabilito in precedenza.

Un pronunciamento del Consiglio di Stato su una vicenda di questa rilevanza potrebbe fornire indicazioni interpretative importanti per le future operazioni di fusione e acquisizione nel settore finanziario, incidendo sulla prevedibilità delle regole e sulle scelte degli investitori istituzionali e internazionali.

Prossime tappe e possibili conseguenze

L’appello presentato avvia il percorso giuridico che porterà alla discussione davanti al Consiglio di Stato; i tempi di definizione dipenderanno dal calendario dell’organo amministrativo e dalla complessità delle questioni di diritto sollevate.

Se il ricorso dovesse avere esito positivo per UniCredit, potrebbero aprirsi spazi per rivedere valutazioni e prassi amministrative relative all’intervento del potere pubblico nelle operazioni societarie. In caso contrario, la conferma della disciplina adottata consoliderebbe il quadro restrittivo per operazioni considerate strategiche.

Nel frattempo gli osservatori del mercato e gli stakeholder monitorano l’evoluzione della vicenda che ha visto protagoniste UniCredit, con sede a Piazza Gae Aulenti, e Banco BPM, con sede a Piazza Meda, in attesa di maggiore chiarezza normativa e giurisprudenziale.



Author: Tony
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