UBS: S&P 500 verso 7.500 entro la fine del 2026 grazie a ia e a solidi profitti aziendali
- 10 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Borse, Mercati
La recente corsa guidata dall’AI a Wall Street ha ricevuto un nuovo voto di fiducia: UBS ha rivisto al rialzo la sua previsione per il S&P 500, portandola a 7.500 entro la fine del 2026, motivando la decisione con utili societari robusti e la solidità del settore tecnologico.
Nel suo outlook globale su economia e mercati, UBS stima una crescita degli utili del S&P 500 del 14,4% su base annua per il 2026. Circa la metà di questo aumento dovrebbe provenire dal settore tecnologico, segnalando che i cosiddetti Magnificent Seven continueranno a trainare i profitti aziendali, mentre altri comparti cercheranno di recuperare terreno.
La banca descrive l’attuale contesto di mercato come ancora dominato dall’impulso dell’AI, ma in via di progressiva estensione oltre le grandi capitalizzazioni tecnologiche, un elemento ritenuto cruciale per prolungare e consolidare il ciclo rialzista in corso.
UBS said:
“We expect capex to eventually widen out of the narrow tech sector and growth to become more broad-based.”
Secondo la nota, la transizione verso una crescita più ampia dovrebbe materializzarsi dopo una fase di debolezza temporanea nei prossimi mesi, legata al rimbalzo dei costi via dazi e prezzi.
UBS said:
“soft patch over the next four to five months as tariffs continue to work their way through to prices.”
La previsione di UBS per il S&P 500 a 7.500 entro fine 2026 si basa dunque su due fattori principali: l’onda di investimento legata all’AI e utili societari sostenuti.
Analisi degli investimenti e impatto sul PIL
La banca sottolinea che la crescita degli Stati Uniti è in larga parte alimentata da un forte afflusso di investimenti in tecnologia e infrastrutture dati, tanto da definire questo periodo come una scommessa significativa sull’AI.
UBS said:
“essentially one big bet on AI.”
Economisti e analisti hanno spesso attribuito al boom della spesa per l’AI il merito di aver contribuito a evitare una recessione negli Stati Uniti, nonostante un contesto di tassi più elevati e tensioni commerciali.
Secondo le stime di UBS, gli investimenti in capitale fisso hanno aggiunto circa 78 punti base alla crescita del PIL nella prima metà dell’anno; includendo software, ricerca e sviluppo, l’impatto salirebbe a circa 1,4 punti percentuali.
UBS said:
“eye-watering.”
La banca paragona l’attuale ondata di spesa a quella della fine degli anni ’90, quando massicci investimenti in computer, software e infrastrutture internet alimentarono un decennio di crescita della produttività e dei profitti aziendali. Se confermata, una simile espansione degli investimenti potrebbe avere ripercussioni durature sulla capacità produttiva e sui margini delle imprese.
Valutazioni e rischio di surriscaldamento
Questo slancio degli investimenti ha anche riacceso il dibattito sui rischi di surriscaldamento del mercato: le azioni scambiano già a circa 22 volte gli utili prospettici, un livello nettamente superiore alla media degli ultimi cinque anni, il che suggerisce che buona parte delle aspettative positive è già scontata nei prezzi.
Pur riconoscendo le valutazioni elevate, UBS mantiene un approccio prudente e mesurato sul possibile sviluppo futuro.
UBS wrote:
“The drama of a bubble inflating and exploding isn’t inevitable.”
UBS wrote:
“We could just see the market rising strongly in 2026 and then stalling in 2027. The key is to monitor passthrough of AI productivity to non-tech companies.”
In pratica, il punto critico da osservare sarà la capacità dell’aumento di produttività legato all’AI di travasarsi nei settori non tecnologici sotto forma di margini più alti, maggiore produttività e investimenti diffusi. Se questo effetto di trascinamento dovesse concretizzarsi, la fase rialzista potrebbe ampliarsi; altrimenti è plausibile uno stallo o una fase di consolidamento.
Gli sviluppi nelle prossime trimestri saranno influenzati da diversi fattori: l’evoluzione dei tassi di interesse, l’impatto dei dazi sui prezzi finali, la persistenza degli investimenti in infrastrutture digitali e la risposta delle imprese non tecnologiche alla maggiore produttività disponibile. Monitorare questi elementi sarà fondamentale per valutare la sostenibilità del rally guidato dall’AI.