Premium Brands Holdings taglia le previsioni sugli utili a causa dei costi della carne bovina

Premium Brands Holdings ha rivisto al ribasso le sue previsioni annuali per il adjusted EBITDA a causa dell’aumento dei costi delle materie prime bovine, sebbene continui a prevedere un incremento dell’indicatore su base annua.

La società canadese, specializzata in prodotti a base di carne lavorata e alimenti da gastronomia, ha comunicato oggi un aggiustamento della guidance per il 2025: il adjusted EBITDA atteso è ora compreso tra C$670 e C$680 milioni, rispetto al precedente intervallo di C$680‑700 milioni. Nel 2024 il adjusted EBITDA del gruppo era stato pari a C$593,7 milioni.

Risultati del terzo trimestre

Nel trimestre conclusosi il 27 settembre il gruppo ha registrato risultati record su base trimestrale per ricavi e adjusted EBITDA, ma i margini sono stati compressi dall’inflazione dei costi di alcune categorie chiave di carne bovina.

Il adjusted EBITDA del terzo trimestre è stato di C$179,1 milioni, in crescita del 12,4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. I ricavi trimestrali hanno raggiunto C$1,99 miliardi, con un aumento del 19,1% anno su anno e una crescita volumetrica organica del 10,1%.

Previsioni aggiornate e vendite

Contestualmente alla riduzione della stima sull’adjusted EBITDA, il gruppo ha però alzato la previsione delle vendite annuali, ora attese tra C$7,4 e C$7,5 miliardi rispetto alla precedente forchetta di C$7,2‑7,4 miliardi.

Commenti dell’amministratore delegato

George Paleologou ha dichiarato:

“Abbiamo realizzato un altro trimestre con un adjusted EBITDA da record, ma i margini sono stati inferiori alle nostre aspettative a causa dell’inflazione a doppia cifra del costo di alcune materie prime bovine.”

George Paleologou ha aggiunto:

“Guardando avanti, riteniamo che questo vento contrario sia transitorio e che i fattori alla base dell’ultimo aumento dei prezzi della carne bovina siano in fase di risoluzione. Nel frattempo stiamo mettendo in atto azioni di pricing mirate e sviluppando nuove iniziative di approvvigionamento per ripristinare i margini nelle categorie di prodotto impattate, con l’obiettivo di rimetterci in carreggiata per raggiungere il nostro target di margine annuale adjusted EBITDA di medio termine pari al 10%.”

Strategia, pipeline di acquisizioni e leva finanziaria

George Paleologou ha sottolineato che la pipeline di acquisizioni del gruppo è particolarmente attiva e robusta:

“La pipeline di acquisizioni non è mai stata così solida; siamo coinvolti in diverse operazioni che speriamo di chiudere nel prossimo trimestre o nei successivi due.”

Al contempo il management ha ribadito l’impegno a ridurre la leva finanziaria durante il 2025 e l’esercizio fiscale 2026, precisando che qualsiasi operazione di M&A verrà effettuata nel rispetto di questo obiettivo.

Operazioni recenti

Nel marzo scorso il gruppo aveva annunciato l’acquisizione per US$21 milioni del produttore statunitense di insaccati premium Denmark Sausage, con sede in Arizona. A dicembre erano state completate altre tre acquisizioni: le statunitensi NSP Quality Meats e Casa Di Bertacchi, oltre alla canadese Italia Salami.

Indicatori di bilancio e contesto

Nel terzo trimestre Premium Brands ha registrato una perdita netta di C$1,7 milioni, rispetto a un utile di C$25,4 milioni nello stesso periodo dell’anno precedente. L’utile netto nei primi nove mesi dell’esercizio è stato pari a C$28,8 milioni, contro C$84,2 milioni nei primi nove mesi del 2024.

I ricavi cumulati nei primi nove mesi dell’anno sono saliti a C$5,58 miliardi, da C$4,83 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente, riflettendo sia la crescita organica dei volumi sia l’impatto delle acquisizioni.

Implicazioni sul settore e misure operative

L’aumento dei prezzi delle materie prime bovine ha un impatto diretto sui produttori di salumi e sugli operatori della filiera alimentare. Per limitare gli effetti negativi sui margini, le aziende possono intervenire su tre fronti principali: trasferimento parziale dei maggiori costi ai prezzi di vendita, ottimizzazione degli approvvigionamenti tramite contratti a termine o diversificazione dei fornitori, e miglioramento dell’efficienza produttiva.

Nel caso di Premium Brands, il management ha indicato l’adozione di azioni di pricing selettive e nuove iniziative di procurement come leve chiave per recuperare margini, mentre la strategia di crescita rimane basata su acquisizioni mirate e sulla riduzione della leva finanziaria per rafforzare la solidità del bilancio.