Mutti sostiene gli agricoltori: pagherà il pomodoro il 10% in più rispetto al mercato
- 10 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Nel 2025 Mutti ha riconosciuto ai propri conferitori un prezzo per il pomodoro superiore del 10% rispetto alla media di mercato, distribuendo complessivamente oltre 9 milioni di euro lungo la filiera, che coinvolge circa 800 agricoltori italiani. Nella campagna più recente l’azienda parmense ha trasformato 728.000 tonnellate di prodotto, il dato più elevato mai registrato nella sua storia, favorito anche da un aumento del 10% degli ettari coltivati nel Nord Italia. Questi volumi hanno permesso al gruppo di riequilibrare una situazione compromessa dalla campagna 2024, conclusasi con un calo quantitativo del 20% e con rotture di stock all’avvio della stagione successiva.
Risultati della campagna 2025
Massimo Perboni ha detto:
“Il contesto climatico è stato particolarmente sfidante: le alte temperature notturne di fine giugno hanno messo sotto stress molte superfici e ridotto le rese ad agosto, ma la parte tardiva della campagna è riuscita a compensare le difficoltà incontrate in avvio.”
Secondo la direzione agricola, la capacità della fase tardiva di recuperare parte delle perdite iniziali è stata cruciale per raggiungere il livello record di trasformazione. La maggiore superficie coltivata nel Nord Italia e una gestione coordinata della raccolta hanno contribuito a contenere l’impatto della siccità e delle anomalie termiche.
Francesco Mutti ha detto:
“Abbiamo destinato 9 milioni di euro in incentivi e riconosciuto contributi fino al 20% in più per il prodotto precoce e per quello tardivo: il pomodoro richiede cura quotidiana e una profonda conoscenza del territorio, soprattutto in un clima sempre più imprevedibile.”
Incentivi e riconoscimenti alla filiera
Oltre al premio economico sul prezzo, Mutti continua a promuovere iniziative di sostegno alla produzione. Da 26 anni l’azienda assegna il Premio Pomodorino d’Oro, un programma che valorizza la qualità sui diversi formati: tondo, datterino, lungo e ciliegino. L’edizione 2025 ha premiato 68 agricoltori della filiera, riconoscendo loro un’integrazione economica aggiuntiva sui volumi conferiti.
Il meccanismo del premio punta a incentivare pratiche colturali attente alla qualità, alla sostenibilità e alla regolarità delle consegne, elementi ritenuti strategici per la competitività sui mercati domestici ed esteri.
Impatto economico e prospettive
L’ultimo bilancio disponibile, relativo al 2024, ha registrato per il gruppo un fatturato di 703 milioni di euro, con i volumi di export che hanno superato quelli venduti sul mercato interno (Italia).
Il riconoscimento di un prezzo superiore e l’erogazione di incentivi rappresentano strumenti diretti per stabilizzare il reddito degli agricoltori e ridurre la vulnerabilità della catena di approvvigionamento. Sul piano industriale, il rafforzamento della filiera favorisce la continuità produttiva e la capacità di risposta a shock climatici o logistici. Sul versante politico-istituzionale, tali misure interagiscono con strumenti pubblici quali assicurazioni agricole, programmi di sviluppo rurale e misure di adattamento climatico, contribuendo a definire un quadro complessivo di resilienza del comparto.
Per il futuro, il consolidamento degli accordi commerciali con i conferitori, investimenti in pratiche agronomiche resilienti e il sostegno tecnologico alla produzione appaiono nodi centrali per mantenere la stabilità dell’offerta e tutelare i redditi agricoli, senza trascurare possibili implicazioni sui prezzi al consumo e sulla competitività internazionale.