Iren punta oltre i bitcoin: l’intelligenza artificiale è la nuova scommessa
- 10 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
La diversificazione è una strategia consolidata in ambito finanziario per contenere il rischio e, nel contesto dei modelli di impresa, viene spesso utilizzata per creare nuove fonti di ricavo e migliorare la redditività. Nel caso del gruppo statunitense IREN Limited, quotato al Nasdaq, si osserva da tempo un ampliamento delle attività oltre il business originario.
TRIMESTRI A CONFRONTO
IREN Limited è prevalentemente operativa nella cosiddetta attività di mining del Bitcoin, che consiste nella gestione di centri di calcolo dove dispositivi specializzati come ASIC o GPU risolvono complessi problemi crittografici per convalidare blocchi nella blockchain e ricevere in ricompensa token della criptovaluta. Al primo semestre del 2025 la capacità installata si è attestata intorno ai 50 EH/s (exahash al secondo), collocando la società tra i principali miner pubblici a livello globale. L’efficienza dichiarata è stata di circa 15 J/TH, favorita dall’utilizzo di energia a basso costo proveniente da fonti rinnovabili e da una forte integrazione verticale delle infrastrutture.
STORIA DEI RICAVI
L’halving
Il modello di business del mining è intrinsecamente volatile: il prezzo del Bitcoin, le condizioni regolamentari, i costi dell’energia e la pressione competitiva sono fattori che possono incidere significativamente sui risultati. Un elemento strutturale che impatta la redditività è il meccanismo del halving, ovvero l’evento previsto dalla rete di Bitcoin ogni circa quattro anni che dimezza la ricompensa per i miner per ciascun blocco validato, con l’obiettivo di controllare l’emissione di nuovi token e preservare la scarsità dell’asset.
L’ultimo halving del 19 aprile 2024 ha ridotto la ricompensa da 6,25 a 3,125 Bitcoin per blocco, determinando un impatto immediato sulla redditività dei miner a parità di condizioni operative. Per contenere gli effetti sulla marginalità, i validatori migliorano l’efficienza operativa e puntano su infrastrutture che permettano un accesso stabile a energia a basso costo.
In questo senso IREN Limited ha siglato un accordo per una connessione alla rete da 600 MW in Texas, portando l’hub di Sweetwater verso una capacità complessiva prevista di 2,75 GW nel West Texas. Tale struttura consente di beneficiare di energia a costi competitivi, condizione favorevole a operare con volumi elevati. Parallelamente la società sta aggiornando il parco macchine verso dispositivi più efficienti e sfruttando le economie di scala per contenere il costo unitario di estrazione.
STORIA DELLA REDDITIVITÀ
Accanto al mining tradizionale, il gruppo ha avviato un percorso di diversificazione offrendo servizi di cloud dedicato all’AI, infrastrutture per il HPC (high performance computing), GPU-cluster e data center di nuova generazione. Questo ampliamento della gamma di prodotti ha iniziato a incidere sui conti già negli ultimi esercizi.
Secondo stime di mercato, la componente legata alla nuvola per l’intelligenza artificiale ha rappresentato una quota crescente dei ricavi: dall’1,6% in un esercizio a circa il 3,3% nell’anno successivo. Seppure percentuali ancora contenute, la velocità di crescita è rilevante e, soprattutto, la struttura dei costi differisce rispetto al core business della validazione. Nel 2024 il costo del venduto riferibile alla validazione era pari al 99,17% del totale, mentre la quota associata al cloud AI si attestava intorno allo 0,83%.
Nel primo trimestre dell’esercizio 2025-2026 il cost of revenue imputabile al mining è stato di 79,9 milioni, a fronte di 0,7 milioni collegati alla nuvola informatica. Ciò suggerisce che la marginalità prevista sul nuovo segmento potrebbe essere superiore a quella della validazione tradizionale, motivo per cui l’investimento nell’AI appare strategico per il gruppo.
Dal punto di vista operativo, esistono sinergie naturali tra i due business: i data center per il mining condividono caratteristiche infrastrutturali (alimentazione elettrica, raffreddamento, gestione dei rack) utili anche per attività di calcolo accelerato per l’AI. Tuttavia, la conversione verso servizi cloud richiede investimenti in GPU, software di orchestrazione, competenze commerciali e accordi di servizio con clienti enterprise, fattori che rendono la transizione complessa e capital intensive.
Occorre inoltre considerare i rischi esterni: la regolamentazione sulle criptovalute e le normative ambientali possono influenzare sia i costi energetici sia l’autorizzazione delle attività; l’andamento dei prezzi dei token resta volubile; infine il mercato dei servizi cloud per l’AI è competitivo, con player consolidati e grandi hyperscaler che possono esercitare forte pressione sui prezzi.
In conclusione, la strategia di IREN Limited di diversificare verso servizi di calcolo per l’AI e il HPC risponde a esigenze concrete di mitigazione del rischio legato al halving e alla volatilità del Bitcoin. Il successo dipenderà dall’efficacia nell’implementazione delle sinergie infrastrutturali, dalla gestione dei costi energetici, dalle scelte di investimento tra ASIC e GPU e dall’evoluzione della domanda per servizi cloud ad alte prestazioni.