Energia e clima: sanzioni alla Russia e il futuro del nucleare
- 10 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Economia
A margine di un evento organizzato per il 160° anniversario de Il Sole 24 Ore a Milano, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha affrontato i temi della dipendenza energetica, delle sanzioni e degli obiettivi climatici europei, sottolineando la necessità di equilibrare misure restrittive e sicurezza degli approvvigionamenti.
Gilberto Pichetto Fratin ha detto:
“L’Unione Europea sul fronte energetico consente di acquistare gas naturale liquefatto dalla Russia. L’Italia non lo fa, ma ci sono Paesi come la Germania che hanno assoluta necessità di rifornirsi. Passare dal 100% di dipendenza, com’era tre anni fa, a zero richiede passaggi intermedi. L’Ue continua con le sanzioni, siamo al 19/o pacchetto e sono misure pesanti, ma non possiamo imporre sanzioni arrivando all’autolesionismo, cioè autosanzionandoci.”
Il caso dell’Ungheria
Rispondendo a domande specifiche sull’esenzione dell’Ungheria dalle misure legate all’approvvigionamento energetico, il ministro ha rimarcato differenze strutturali tra Stati membri che incidono sulle scelte pratiche e sulle possibilità di diversificazione delle forniture.
Gilberto Pichetto Fratin ha detto:
“L’Italia dispone di gas naturale liquefatto e di 28 miliardi di metri cubi di capacità di rigassificazione, mentre l’Ungheria non ha accesso al mare per costruire rigassificatori ed era totalmente dipendente dal gas russo.”
Quadro geopolitico e impatto sui negoziati climatici
Il ministro ha richiamato l’attenzione sul fatto che i conflitti internazionali e le nuove polarizzazioni tra Paesi stanno condizionando i progressi nelle conferenze sul clima, rendendo più complesso il raggiungimento di intese multilaterali. Questi mutamenti di equilibrio hanno ripercussioni sulle ambizioni e sulle strategie di decarbonizzazione a livello europeo e globale.
Gilberto Pichetto Fratin ha detto:
“Il quadro geopolitico attuale, segnato da guerre e nuove contrapposizioni tra Paesi, rischia di rallentare i processi e gli accordi presi nelle precedenti Conferenze sul clima.”
Gilberto Pichetto Fratin ha detto:
“Le aspettative non sono altissime perché in questi anni sono cambiati molto gli equilibri mondiali, con la presenza di conflitti su più fronti e i blocchi che si stanno creando. Anche il ritiro degli Stati Uniti dall’accordo di Parigi incide sul clima dei negoziati. È un passaggio difficile, ma dobbiamo comunque andare avanti.”
Per quanto riguarda la partecipazione italiana alla Cop30, in programma a breve a Belém in Brasile, il ministro ha indicato che la presenza è sostanzialmente confermata ma logistici e organizzativi possono complicare la presenza fisica dei delegati.
Gilberto Pichetto Fratin ha detto:
“L’adesione è quasi completa, ma il luogo rende più complessa la presenza effettiva.”
Flessibilità sugli obiettivi climatici
Commentando l’accordo raggiunto a Bruxelles sugli obiettivi climatici, il ministro ha apprezzato un approccio più prudente e realistico, che tiene conto delle differenze economiche e sociali tra Paesi membri. Ha sottolineato la necessità di strumenti differenziati per evitare costi eccessivi per alcune economie nazionali.
Gilberto Pichetto Fratin ha detto:
“L’Europa ha finalmente messo i piedi per terra, ragionando su cosa sia realmente raggiungibile. Non dobbiamo essere la best practice mondiale se questo significa pagare costi economici e sociali troppo alti. Per la prima volta si riconosce che Paesi diversi, come Italia e Lussemburgo, non possono avere le stesse regole: serve maggiore flessibilità.”
Quadro giuridico necessario per il nucleare
Sul tema del nucleare il ministro ha ribadito l’obiettivo nazionale di integrare le rinnovabili con altre fonti, compreso l’eventuale ricorso alla fissione. Ha richiamato l’attenzione sulla necessità di predisporre norme, autorità di controllo e procedure valutative prima dell’introduzione di nuove tecnologie.
Gilberto Pichetto Fratin ha detto:
“L’obiettivo confermato è quello di raggiungere nel 2030 i 131 gigawatt con le rinnovabili, ma anche quello di arrivare in uno scenario successivo di integrazione di tutte le fonti di produzione di energia con il nucleare.”
Gilberto Pichetto Fratin ha detto:
“In questo momento il dovere del governo e del legislatore è creare un quadro giuridico perché tra 4-5 anni, nel momento in cui ci sarà il primo strumento nucleare, la fissione, gli SMR di terza generazione, quello che sarà, si sia nella condizione di non rispondere che non abbiamo il quadro normativo, non abbiamo l’agenzia di controllo, non abbiamo le procedure per valutare la tecnologia.”
Per chiarire, gli SMR (Small Modular Reactors) sono reattori modulari di dimensioni ridotte che promettono maggiore flessibilità d’installazione e tempi di realizzazione ridotti rispetto agli impianti tradizionali. La loro introduzione richiede però norme specifiche su sicurezza, gestione dei rifiuti, valutazioni ambientali e una struttura di controllo indipendente. Avere un quadro normativo tempestivo consente allo Stato di valutare progetti, attrarre investimenti e garantire la conformità agli standard internazionali senza ritardi legali o amministrativi.
L’evoluzione delle scelte energetiche avrà impatti politici e industriali: richiederà investimenti pubblici e privati, aggiornamento delle competenze tecniche, coordinamento tra ministeri e autorità di regolazione e dialogo con i partner europei per armonizzare norme e procedure. Nel breve-medio termine, queste decisioni influenzeranno la sicurezza degli approvvigionamenti, la competitività industriale e gli obiettivi di decarbonizzazione dell’Italia e dell’Unione Europea.