Attenzione, rialzisti di Bitcoin: il dividendo dai dazi di Trump potrebbe far saltare i pagamenti diretti di stimolo

Il mercato delle criptovalute si è acceso domenica con un’ondata di entusiasmo sui social media, mentre molti utenti speravano in un nuovo rally di bitcoin (BTC) e di token come XRP e DOGE, stimolati dall’annuncio del presidente Donald Trump su un possibile dividendo tariffario per i cittadini a basso reddito pubblicato su Truth Social.

La situazione, tuttavia, si è rivelata più complessa dopo la precisazione del Segretario al Tesoro, Scott Bessent, che ha spiegato come il dividendo annunciato potrebbe essere veicolato attraverso misure fiscali già presenti nell’agenda economica della presidenza.

Scott Bessent ha detto:

“Il dividendo da 2.000 dollari potrebbe arrivare in molte forme, in molti modi. Potrebbe essere semplicemente le riduzioni fiscali che vediamo nell’agenda del presidente — niente tasse sulle mance, niente tasse sugli straordinari, niente imposte sulla Social Security — deducibilità sui prestiti auto.”

La precisazione di Bessent ha smorzato parte dell’euforia iniziale: le misure indirette, come le riduzioni fiscali, tendono infatti a distribuire i benefici in modo graduale, mentre gli assegni diretti generano flussi di liquidità immediati che possono sostenere rapidamente la domanda di beni e, talvolta, di asset rischiosi come le criptovalute.

Movimenti di mercato dopo l’annuncio

L’annuncio e la successiva correzione delle aspettative hanno influenzato i prezzi: bitcoin ha recuperato terreno partendo dai circa 103.000 dollari e toccando oltre 106.500 dollari durante alcune ore di contrattazione in Asia. Nell’arco delle 24 ore successive, la principale criptovaluta ha segnato un rialzo di circa il 4%.

Anche numerose altcoin hanno registrato aumenti: token come XRP, WLFI, PUMP, UNI e ZEC hanno guadagnato dall’8% fino al 25% in breve tempo, mentre il CoinDesk 20 Index è salito di oltre il 5% attestandosi intorno ai 3.469 punti prima di un primo arresto del rialzo nella mattinata in coordinata all’UTC.

Perché i controlli diretti hanno un impatto diverso rispetto ai tagli fiscali

Il meccanismo con cui il denaro arriva ai consumatori è cruciale per capire l’effetto sui mercati. Gli assegni diretti forniscono liquidità immediata e hanno un’alta probabilità di essere spesi o investiti rapidamente, incrementando la domanda aggregata nel breve periodo.

I tagli fiscali, invece, tendono a manifestarsi su periodi più lunghi e spesso beneficiano in misura diversa le varie fasce di reddito: chi ha una maggiore propensione al risparmio potrebbe destinare la maggior parte dell’eventuale vantaggio fiscale a risparmi o investimenti a bassa liquidità, riducendo l’impatto immediato sui consumi e sui mercati finanziari.

Confronto con il 2021 e quadro macroeconomico attuale

Le analogie con il 2021, periodo in cui i pagamenti erogati durante la pandemia sono stati associati a forti rally nelle criptovalute, sono parziali. Allora l’inflazione era ben al di sotto dell’obiettivo del Federal Reserve e i tassi di interesse erano prossimi allo zero: condizioni che incoraggiavano il rischio e la ricerca di rendimento.

Oggi lo scenario è differente: i tassi reali si sono assestati su livelli più elevati — intorno al 4% dopo alcune manovre — e l’inflazione resta superiore di almeno un punto percentuale rispetto all’obiettivo della Federal Reserve. Questi elementi moderano la propensione al rischio e rendono meno scontata la replica dei movimenti di mercato osservati in passato.

Possibili scenari e implicazioni politiche

Resta aperta la domanda su come i beneficiari del cosiddetto dividendo tariffario utilizzeranno le risorse: una parte potrebbe essere direzionata verso il consumo, un’altra verso il risparmio o l’investimento in asset tradizionali e digitali. La distribuzione tramite la leva fiscale rende inoltre più probabile uno scaglionamento temporale degli effetti.

Dal punto di vista politico, la scelta di veicolare aiuti tramite modifiche normative e fiscali piuttosto che con pagamenti una tantum può riflettere considerazioni di bilancio, sostenibilità nel tempo e volontà di incentivare comportamenti specifici (ad esempio l’acquisto di auto o la deducibilità di determinati oneri). Tali scelte hanno ripercussioni non soltanto sui mercati finanziari ma anche sulla percezione pubblica dell’efficacia delle politiche economiche.

In sintesi, l’annuncio iniziale ha generato un impatto immediato sui corsi delle criptovalute, ma la successiva precisazione sulle modalità di erogazione attenua la certezza di flussi di cassa rapidi e capillari. L’effetto finale sul mercato dipenderà dalla forma effettiva del beneficio e dal comportamento dei destinatari.