Pmi in Liguria: export in crescita, ma l’intelligenza artificiale resta sottoutilizzata
- 9 Novembre 2025
- Posted by: Tony
- Categoria: Aziende
Le piccole imprese manifatturiere della Liguria stanno dimostrando una buona tenuta nonostante lo scenario geopolitico complesso: l’export verso USA e Cina si conferma robusto, anche in confronto alla media nazionale. Lo rilevano i dati elaborati da Confartigianato Liguria sulla base del 35° rapporto congiunturale di Confartigianato nazionale: nel primo semestre 2025 la regione risulta quinta in Italia per crescita dell’export manifatturiero verso gli USA (+7,5%, in linea con la media nazionale del +7,6%), preceduta da Lazio (+134,5%), Abruzzo (+63,3%), Trentino (+17,3%) e Friuli (+12,9%).
Calcolando l’export verso gli USA al netto del settore farmaceutico — settore che, come osserva l’analisi, è spesso influenzato da scambi infragruppo delle multinazionali — la Liguria mantiene la quinta posizione (+5,4% contro una media italiana del -4,4%), preceduta dalle stesse regioni ma in ordine leggermente diverso: Lazio (+27,3%), Trentino (+17,3%), Friuli (+12,9%) e Abruzzo (+7,9%).
Il mercato esportativo verso la Cina mostra una contrazione diffusa tra le regioni: al netto del farmaceutico la Liguria registra la diminuzione più contenuta (-0,9%) tra le cinque regioni che rappresentano oltre l’1% dell’export manifatturiero. Seguono Lombardia (-4,8%), Veneto (-12%), Toscana (-14,3%) e Piemonte (-16,3%), mentre la media nazionale segna un calo del -14%.
Intelligenza artificiale al palo in azienda
Nonostante la resilienza delle esportazioni, il processo di digitalizzazione delle imprese liguri appare ancora incompleto: l’adozione dell’intelligenza artificiale rimane limitata. Dalle elaborazioni del centro studi di Confartigianato Liguria emerge che solo un’impresa con dipendenti su cinque (20%) impiega attualmente strumenti di intelligenza artificiale, per un totale di 4.662 unità, quasi tutte micro e piccole realtà. Il dato è lievemente superiore alla media nazionale (19,3%) ma conferma l’esistenza di un consistente divario digitale tra le micro e piccole imprese e le tecnologie ormai diffuse.
Entrando nel dettaglio dell’adozione, tra le 4.662 imprese con dipendenti che utilizzano l’intelligenza artificiale risultano 932 imprese artigiane e 4.598 micro e piccole aziende. A livello provinciale guida la diffusione la città di Genova con 2.450 imprese utilizzatrici (18,7% del totale provinciale), seguita da Savona con 889 (19,1%), La Spezia con 674 (21,5%) e Imperia con 649 (23%), che registra la quota più alta di imprese che impiegano l’intelligenza artificiale nei propri processi.
Imprenditori poco esperti
Dall’indagine emerge anche un forte tema di competenze digitali: il 70% delle imprese che non utilizza l’intelligenza artificiale dichiara di non sapere come introdurla nei processi produttivi, mentre il 34% degli imprenditori non si ritiene sufficientemente esperto nell’impiego delle tecnologie digitali più recenti.
Giancarlo Grasso ha detto:
“L’Ai non sostituisce l’intelligenza artigiana, la potenzia. Per questo è fondamentale accompagnare le imprese a conoscerla e a usarla con consapevolezza.”
Per colmare il gap servono interventi coordinati: programmi di formazione mirata, incentivi agli investimenti digitali, e sinergie tra amministrazioni regionali, camere di commercio e sistema delle imprese. Il rafforzamento delle competenze digitali può aumentare la produttività e la competitività internazionale, ma senza misure di accompagnamento rischia di allargare il divario tra imprese più strutturate e microimprese.
Dal punto di vista strategico, il buon andamento delle esportazioni verso mercati chiave come gli USA e la relativa tenuta verso la Cina sottolineano l’importanza di politiche di supporto alle filiere produttive liguri: promozione commerciale, accesso a strumenti finanziari per l’internazionalizzazione e programmi di innovazione tecnologica possono consolidare i risultati e favorire la transizione digitale delle piccole aziende.