Investitori coreani abbandonano Bitcoin per i chip per l’intelligenza artificiale mentre la borsa schizza alle stelle

Per anni la Corea del Sud è stata il centro della speculazione sulle criptovalute a livello globale: un luogo dove le monete digitali venivano scambiate a livelli di premio e dove i piccoli risparmiatori potevano influenzare i mercati nell’arco di una notte. Il termine Kimchi Premium riassumeva quell’ossessione nazionale per il trading frenetico e la ricerca continua dell’altcoin vincente.

Un mercato che si è zittito

Negli ultimi mesi, però, quel fenomeno si è invertito. Gli scambi che un tempo erano punto di riferimento per la mania crypto ora mostrano volumi molto ridotti. Upbit, che dominava il panorama, ha visto i volumi medi giornalieri crollare di circa l’80% rispetto all’anno precedente, passando da livelli nell’ordine dei miliardi di dollari a una frazione di allora. Anche Bithumb, il secondo exchange nazionale, ha registrato una perdita significativa di liquidità nello stesso arco temporale.

Quello che era diventato un passatempo collettivo e notturno — il continuo turnover di piccole monete e le discussioni nelle chat — si è ridotto drasticamente. La volatilità, che un tempo faceva impennare i volumi giornalieri tra soglie molto ampie, si è attenuata con oscillazioni molto più contenute. Dati storici sull’attività degli utenti indicano inoltre che il numero di depositi giornalieri, ai massimi della mania passata, è sceso su livelli ben inferiori rispetto ai picchi precedenti.

La nascita di una nuova ossessione

Il vuoto lasciato dalle criptovalute non è rimasto a lungo scoperto: molti investitori al dettaglio si sono semplicemente spostati su un altro tavolo, quello del mercato azionario domestico. L’indice KOSPI ha messo a segno una delle performance più robuste della sua storia recente, con guadagni cumulati molto marcati nell’anno e numerosi massimi intraday registrati in brevi periodi.

La spinta principale è arrivata dalle grandi società legate all’intelligenza artificiale e ai semiconduttori. Aziende come Samsung Electronics e SK hynix hanno beneficiato della domanda globale di componentistica ad alta larghezza di banda, trasformandosi in protagoniste del rally e portando una quota significativa del controvalore scambiato giornalmente sull’intera piazza azionaria.

Contestualmente si è osservato un aumento marcato del numero di conti attivi e della partecipazione al mercato azionario da parte di investitori privati: cifre diffuse localmente mostrano un incremento significativo dei conti operativi nei mesi più recenti.

Euforia al dettaglio si riversa sulle azioni

Rispetto alle spinte speculative che alimentavano i rally delle memecoin, il boom azionario coreano poggia su basi più concrete. L’intelligenza artificiale è il tema di crescita globale della decade e la Corea del Sud è uno dei nodi fondamentali della sua catena produttiva: le memorie ad alte prestazioni utilizzate per l’addestramento dei modelli AI sono componenti chiave prodotti in misura rilevante dal paese.

In aggiunta, le politiche pubbliche hanno contribuito a rendere più favorevole il contesto per gli investimenti domestici. L’amministrazione guidata da Yoon Suk Yeol ha promosso interventi volti a ridurre quello che gli analisti chiamano Korea Discount, incentivando politiche di dividendi più generosi, migliorando gli standard di governance e introducendo misure per stimolare sia gli investitori al dettaglio che quelli istituzionali a mantenere capitale nel mercato nazionale.

Stesso spirito, diverso ‘casinò’

Lo spirito speculativo che caratterizzava la comunità crypto non è scomparso: è stato riallocato. Nuovi strumenti finanziari hanno facilitato questo passaggio — la ripresa del credito marginale, la crescente popolarità degli ETF con leva e prodotti finanziari ad effetto leva hanno richiamato nuovamente la partecipazione retail.

Dati di mercato indicano che le posizioni a leva detenute dai risparmiatori costituiscono oggi una porzione significativa del totale, con una forte presenza di trader più giovani che impiegano strategie aggressive. In questo senso, il trasferimento da criptovalute ad azioni non è una rinuncia alla propensione al rischio, ma una diversa allocazione di quella stessa propensione, spesso motivata anche da un sentimento di fiducia verso i campioni tecnologici nazionali.

Conseguenze per i mercati delle criptovalute

La riduzione del ruolo dei compratori retail coreani ha effetti immediati sui mercati crypto globali: viene a mancare uno degli acquirenti più regolari e il potere di sostegno a rally in rapida ascesa diminuisce. Eventi che prima alimentavano fiammate di prezzo, come i rally di memecoin, tendono ora a estinguersi più rapidamente e con minore risonanza.

Nel complesso il mercato delle criptovalute resta alla ricerca di nuovi impulsi. Anche asset consolidati come il bitcoin hanno mostrato oscillazioni importanti: dopo aver registrato un massimo storico, il prezzo si è attestato su livelli significativamente inferiori nell’arco di poche settimane, mentre molte altcoin hanno subito ribassi a doppia cifra in periodi ravvicinati.

Verso il prossimo impulso

La storica capacità dei cosiddetti “Kimchi traders” di spostare masse di capitale suggerisce che il fenomeno non è destinato a essere permanente. Se e quando il tema AI perderà forza o se si delineerà una nuova narrativa significativa nelle criptovalute, è plausibile che molti di questi investitori possano ritornare sui mercati digitali con nuovi capitali e strategie più raffinate.

Per ora, però, la maggior parte del trading al dettaglio in Corea del Sud ha scambiato le blockchain per i circuiti delle memorie, inseguendo la stessa scarica emotiva della speculazione in un’arena diversa, più legata all’industria e alle politiche economiche nazionali.